Un centrotavola…in festa!

Quando arrivano le ricorrenze bisogna imparare a giocare d’anticipo. Una strategia che ormai sto cercando di fare mia da quando seguo i tanti crafters dai quali prendo spunto. I progetti creativi, in qualunque tecnica siano realizzati, devono essere progettati anche fuori stagione, o almeno settimane o addirittura mesi prima, così da evitare di essere presi dall’ansia di fare tutto in fretta, spesso con risultati poco soddifacenti.

Quindi, stavolta ho “programmato”, con lauto anticipo, la creazione di quello che sarebbe stato il mio centrotavola della ormai prossima Pasqua 2017. Per me è un rito vero e proprio in generale, in tutte le ricorrenze, occuparmi di apparecchiare la tavola a tema festoso, anche perché ho sempre con me l’intera la famiglia. Adoro, quindi, dedicarmi ad inventare ogni volta uno stile semplice, originale, ma d’effetto, per stupire i miei commensali.

E così, mentre i colori e i profumi della Primavera appena entrata iniziavano ad invadere la casa come una ventata d’aria nuova…

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…mi sono messa all’opera. Per prendere idee sono andata subito su Pinterest e mi sono creata una bacheca per l’occasione, dove ho iniziato a “pinnare” tutto quello che poteva essere utile. Potete trovarla qui e dargli un’occhiata.

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L’idea a cui mi sono ispirata è stata, alla fine, quella dell’Albero di Pasqua. A quanto pare è una consuetudine del Nord Europa, precisamente tipica della Scandinavia. Questo simbolo di prosperità e rinascita sembra proprio che ormai ci stia contagiando, un po’ come è accaduto per la ricorrenza di Halloween. E così ho deciso di sperimentarne una versione tutta mia, sottoforma di centrotavola.

Per avere un consiglio pratico su quali rami o pianta usare, mi sono rivolta subito al mio fioraio di fiducia. Questa è stata la sua proposta:

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Arbusto decorativo

 

Pare sia una pianta arbustiva non ben specificata che, in occasione della potatura, viene poi trasformata a scopo decorativo. Mi è piaciuta subito e, nonostante le sue dimensioni, l’ho acquistata a buon prezzo. Ora non restava che valorizzarla e renderla allegra con i classici protagonisti assoluti della tradizione pasquale: uova, coniglietti, ovette, fiori con colori pastello (io adoro il giallo, il verde acido, l’arancio).

Sono andata a tirare fuori dai miei scatoloni tutto il materiale da home decor che avevo già a disposizione (pittura acrilica, chalk paint, pennelli, colla vinilica, filo di nylon, nastrini, spago da cucina, colla a caldo). Un giro poi tra le bancarelle ed i negozi specializzati in scrapbooking e belle arti per reperire altro materiale (piccoli dettagli in legno, nastro adesivo in tessuto decorato, ovette in polistirolo, carta di riso, tovaglioli per découpage) ed eccomi subito all’opera nel mio tempo libero.

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Materiale lavoro (acrilico, tovaglioli di carta, carta di riso)

 

Man mano che terminavo di dipingere alcuni dei dettagli in legno per poi passare al découpage delle ovette, ho sistemato pezzo dopo pezzo le varie decorazioni per ottenere un aspetto uniformemente colorato.  Ecco il risultato:

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Centrotavola “albero di Pasqua”

 

Che ne dite? Spero vi piaccia. Non vedo l’ora di metterlo in tavola e vedere l’effetto finale che farà. Dimenticavo, per dare al tutto un tocco ancora più personale, ho realizzato un progetto “morbidoso” della rivista “A tutto cucito” book magazine Lumina edizioni: la tenera leprotta Milly.

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Leprotta Milly realizzata a mano

 

Trovate qui rivista, cartamodello e spiegazioni passo a passo.

Serena Pasqua a tutti. A prestissimo 😉

Una craft room “quasi” perfetta!

Buon lunedì a tutti!

Siete appassionati come me di handmade? Bene, allora sapete quanto sia importante avere un angolino super organizzato, una craft room (craft=artigianato, room=stanza) o stanza degli hobby, confortevole e funzionale, per riporre tutto (o quasi) in ordine.

Da quando riesco a dedicare un po’ più di tempo alla creatività, idee e nuovi  progetti spuntano come funghi.  Libri e riviste del settore iniziano ad accumularsi in maniera smodata (così come materiali, strumenti ed accessori da crafter).  Mi succede, quindi, di ritrovarmeli in giro ovunque, perché ogni momento di relax può essere quello giusto per leggere e prendere spunto. E così in casa regna il caos. Meglio correre ai ripari prima di rischiare di invadere ogni angolo, mi sono detta! Quindi, parola d’ordine, “riorganizzare”.  Ma da dove iniziare?

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Come primo step, meglio scegliere un luogo della casa confortevole e discreto dove poter sistemare tutto l’occorrente per i propri lavori. Una volta fatto questo, si può passare alla fase 2 (per me in corso dalla scorsa settimana), cioè quella in cui stilare un elenco di tutti i materiali, strumenti, accessori, accumulati in giro tra negozi e fiere del settore, per avere idee chiare su come riporli con un certo criterio. Ho approfittato dello scorso week end per passare all’azione e fare acquisti mirati e rigorosamente low coast. Vi racconto un po’ come mi sono regolata e spero di darvi qualche suggerimento o quantomeno qualche spunto.

Idee per riporre le minuterie

L’ideale per perline, minuterie varie (bijoux, bottoni, occhielli) e piccoli ritagli di feltro fustellati sono dei contenitori in plastica trasparenti con chiusura clic clac, per evitare di rendere complicata la ricerca del pezzo giusto ogni volta. In questo modo, si ha tutto a vista nei vari scomparti. Per il materiale di merceria (passamanerie, nastri, pizzi, elastici, sbiechi, clips) e per i diversi piedini per la macchina da cucire, ho scelto una cassettiera grezza di Ikea che ho poi dipinto con acrilico bianco e personalizzato. Cotone e vari nastri (di carta e adesivi) li ho incastrati in un telaio per la lana. Per i bottoni (ne ho tantissimi!!), invece, ho scelto alcuni barattoli in vetro a chiusura ermetica.

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Puntaspilli imbottiti a forma di fiore, realizzati in pochissimo tempo (tra i primi esperimenti di cucito!), sono stati indispensabili. Gli aghi invece li ho messi in un innovativo contenitore animato (Nadel Twister) della Prym; funziona come un rossetto ed ha alla base un magnete che consente di disporre a ventaglio tutte le misure, per una scelta più agevole. Per le spolette invece, ho messo in pratica un’idea scovata sul web e le ho incastrate in dei separadita da manicure. Curioso vero? Vi assicuro che sono molto funzionali per lo scopo. Provate!

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Idee per ordinare la cancelleria

Da sempre, adoro utilizzare le tazze da latte per riporre penne, matite, pennarelli. Ma,  comunque, ogni contenitore può essere consono allo scopo, come dei barattoli di latta da riciclare. Una memoboard magnetica mi ha aiutata, invece, a tenere sempre in primo piano appunti di lavori in corso e post it.

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Idee per sistemare stoffe e materiali creativi

Per mettere in ordine le miriadi di scampoli di stoffa, mantenendo a vista i potenziali abbinamenti, ho optato per dei contenitori in cartone di Ikea. Ma trovo ottimo il suggerimento di Emanuela Tonioni su  come piegare le stoffe, se disponete di uno spazio adatto. Lana, ferri ed accessori per la maglieria li ho sistemati in contenitori di tessuto con cerniera, in modo da richiudere il tutto e mantenerli al riparo dalla polvere. Fliseline ed altri materiali affini sono per ora ancora in fase di organizzazione, mentre riviste e ritagli di giornali sono tutti negli appositi raccoglitori rigidi, comodi e facili da riporre. Infine, ho usato qualche chiodino da parete per mettere esposti i miei primi prototipi (ne vado orgogliosa!) ed alcune mensole per accogliere la mia collezione di libri di arti creative.

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E’ stato un fine settimana impegnativo e per ora posso dirmi soddisfatta…ma il mio sogno sarebbe avere un un armadio che si richiuda nascondendo tutto quanto, come questa Workbox 3.0.

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Fantastica, non trovate?

Intanto che questa soluzione si concretizzi un giorno (magari trovo un bravo falegname in grado di riprodurla), vi mostro come ho arredato il mio angolino home-made “ritagliato” nella stanza degli ospiti (ormai il mio “regno” creativo).

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 Che ne dite? Certo non sarà perfetto, manca ancora qualcosina, ma vi assicuro che è molto comodo. Indispensabili sono stati almeno due elementi della mia vecchia cameretta, cioè la scrivania, ormai punto fisso di appoggio per la mia “adorata” Zakka N510 Necchi ed alcune mensole. Peccato che abbia dovuto poi aggiungere a parte un ulteriore piano di lavoro per la plancia da taglio (50x60cm).

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E voi? Come avete organizzato il vostro angolino degli hobby? Sono curiosa di sapere. Buona settimana creativa a tutti.

Tutorial: come realizzare bottoni personalizzati

Buon lunedì, amici ed amiche creative. Oggi vorrei mostrarvi come ho realizzato dei bottoni personalizzati,  in stoffa, utili  non solo per rinnovare giacche, camicie, cappotti, giubbini, ma anche per rifinire i vostri lavori handmade.

Basta un po’ di fantasia e questo semplice accessorio, indispensabile per i nostri abiti, si può  trasformare anche in un elemento decorativo. Con pochi passaggi, potrete crearne tanti. Io ho utilizzato il kit Universal Tool For Covered Buttons della Prym, economico e davvero semplice da usare. Consta di una parte in plastica ed una in silicone con n.5 misure  (11, 15, 19 23, 29mm). Si acquista nei negozi di cucito specializzati, oppure potete trovarlo su Amazon.

Il prezzo è molto contenuto e sono sicura che il kit sarà indispensabile  una volta provato.

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OCCORRENTE:

  • Kit Prym Universal Tool For Covered Buttons;
  • Bottoni metallici della misura che più vi piace;
  • Penna cancellabile o biro;
  • Stoffa fantasia o tinta unita (comodi anche degli scampoli);
  • Forbici per tessuto;
  • Stuzzicadenti o oggetto appuntito.

PROCEDIMENTO

Step 1: Scegliere accuratamente la stoffa con cui si desidera rivestire i bottoni;

Step 2: Con il tappo in plastica in dotazione, disegnare, con l’aiuto di una penna cancellabile, sul lato rovescio della stoffa, la circonferenza della misura successiva a quella del bottone in metallo scelto (in questo caso io scelgo di riportare la misura da 29mm perché  ho un bottone da 23mm);

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Step 3: Ritagliare il cerchio lasciando qualche millimetro dal segno;

Step 4: Inserire prima la stoffa nella parte in silicone, poi la parte liscia del bottone rivolta verso il basso;

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Step 5: Spingere all’interno dello spazio con l’aiuto di qualcosa di appuntito. In questo modo la stoffa tenderà a bloccarsi tra i dentini;

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Step 6: Inserire la parte metallica di chiusura con la scanalatura verso l’alto. Schiacciare con il coperchio nero in plastica fino a sentire un clik;

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Step 7: Sfilare poi il bottone et voilà.

Ora i vostri bottoni sono pronti per essere utilizzati come più vi piace. Io li ho resi protagonisti di alcuni miei progetti. Eccone alcuni:

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Fiorotto in pannolenci puntaspilli
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Bomboniera fiore profumabiancheria
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Fiore decorativo in jeans

Spero  che questo tutorial vi sia stato utile. A prestissimo e…buona creatività a tutti!

Un anno nella “blogosfera”

E’ esattamente un anno fa che nasceva il blog “Il Laboratorio Creativo di Scarlett”. L’idea di creare uno spazio in cui condividere le mie “evoluzioni creative” era in mente da un pò, ma per addentrarmi in quella che si può definire la “blogosfera, ce ne ho messo di tempo. Dovevo affacciarmi in un mondo diverso da quello dei social network, dove è sufficiente postare una foto, aggiungere un breve commento e qualche hashtag, per iniziare ad avere visibilità ed interagire conquistando dei like. Ben consapevole di questo, ho iniziato prima a diventare una brava “blogonauta”, cioè seguire altri blog riguardanti vari argomenti di mio interesse come cucina, moda, design, handmade, per trarre ispirazione. Poi ho fatto tesoro dei consigli in rete di esperti blogger per avere qualche strumento in più con cui migliorare la stesura dei post, capire quante parole minimo usare (perché i motori di ricerca si accorgano dei contenuti!), preparare una scaletta degli argomenti da trattare,  curare con meticolosità il profilo linguistico, valorizzare i contenuti con immagini opportune.  Gestire un blog, quindi, richiede soprattutto costanza, impegno, ricerca continua, passione per quello che si fa. Tutti ingredienti fondamentali.

La scelta di WordPress  in versione hosted gratuita è stato il passo successivo.  Mi è sembrata da subito la piattaforma blogging più adatta alle mie esigenze, dal momento che per prenderne confidenza non bisogna avere conoscenze di codificazione  (io ne sono quasi a digiuno!). Da subito ho iniziato a personalizzare quello che sarebbe diventato il mio spazio attraverso plugin, widget e temi professionali. Giunta a questo punto, non restava che procedere con la scelta di una scaletta dei primi argomenti da trattare. Esattamente un anno fa, l’8 Febbraio 2016, il mio esordio.  Ricordo ancora l’emozione di preparare la bozza n.1 e la soddisfazione di dare quel clik che avrebbe lanciato in rete il post. Dal giorno della pubblicazione l’avrò riletto tantissime volte (è sempre una buona abitudine farlo!).

In questo arco temporale sono riuscita a scrivere abbastanza (anche se non proprio quanto avrei voluto) e con una certa regolarità mensile. Alcuni argomenti trattati sono stati frutto di approfondimento delle tecniche apprese e sperimentate dai miei libri creativi (che continuo a “collezionare” con grande passione) o dalle riviste dedicate al settore del cucito creativo e dell’handmade;  per altri post ho preso spunto da esperienze di viaggio, o semplicemente dalle feste e dalle ricorrenze. Tutto in ogni caso è dettato da una voglia  irrefrenabile di dare vita  a nuovi progetti che siano innovativi o semplicemente reinterpretati, purché rispecchino uno stile “my way“.

Fondamentale è stato portare sempre con me carta e penna (o un dispositivo elettronico) per appuntare, quando possibile, un’idea o uno schizzo, perché l’ispirazione è sempre dietro l’angolo. Seguire le fiere creative della mia zona, o ritagliarmi del tempo per partecipare a dei corsi per perfezionare o provare un nuovo settore creativo, hanno fatto la differenza. Come pure creare delle bacheche personali  su Pinterest, il “catalogo mondiale delle idee” (impossibile resistere a “pinnare” più e più volte al giorno!) o approdare su Facebook ed Instagram I socials hanno rappresentato il mio primo vero trampolino di prova in questo campo, soprattutto per prendere contatti con tante creative nel web e con le varie community.  Il mio percorso è iniziato anche grazie ad una proficua interazione quotidiana con altri bloggers e con i miei primi followers (che ringrazio naturalmente di cuore!) per scambiare idee, opinioni, critiche sui progetti finiti. Questo mi ha spinto ancora di più ad abbracciare sfide creative sempre nuove, allargando i confini del DIY (Do It Yourself) diventando quasi un “hobbista seriale”.

In futuro mi piacerebbe imparare a sfruttare al meglio tutte le potenzialità che un blog può offrire. Il mio sogno nel cassetto sarebbe quello di farlo decollare al punto di decidere di  passare ad una versione self hosted, e perché no,  diventare addirittura una blogger professionistaMa un passo alla volta, tengo bene i piedi per terra! La strada è lunga. Già essere riuscita a districarmi in un campo nuovo e per me pressocchè sconosciuto, è stata una grande soddisfazione. Curiosità e passione saranno, sono certa, la ricetta giusta per guardare lontano.

Una tecnica affascinante: l’appliqué

Benvenuti ancora nel mio blog.  Oggi inauguro il mio primo post dell’anno parlandovi di cio’ che finora ho appreso di una tecnica che, probabilmente, chi e’ appassionato come me di cucito creativo, conosce gia’ o almeno una volta l’ha sperimentata. Per voi che invece state muovendo i primi passi nel fantastico mondo fatto di ago, filo e macchina da cucire e cercate un modo unico per esprimere la vostra creativita’, allora questa e’ la tecnica che fa per voi!

Origini della tecnica

Il termine applique’ deriva dal francese appliquer, cioe’ “applicare” e nacque dall’esigenza di rammentare i vestiti o coperte usurate. Consiste nel collocare un pezzo di tessuto precedentemente sagomato, sopra o all’interno di un altro, per poi procedere ad una cucitura a mano (come in uso in passato) o a macchina (apartire dal 1846 in modo piu’ veloce). Oggi l’applique‘ si puo’ considerare una vera e propria forma d’arte molto versatile, dove l’inventiva ed il tocco personale sono le prerogative che la caratterizzano.

Tessuti, filati, punti e supporti

Il primo step per iniziare, e’ imparare a scegliere i tessuti giusti per un lavoro pulito e preciso, fin dal primo approccio. I tessuti 100% cotone sono ideali perche’ si risvoltano bene, non sfilacciano troppo, hanno una vasta gamma di colori e fantasie abbinabili, sono adatti al lavaggio. Per chi diventa poi esperto, puo’ osare con tessuti come sete, velluti, feltro, ad esempio.

Per quanto riguarda i filati, e’ preferibile scegliere quelli sottili da cucito n. 50 o 60 nei colori uguali o intonati con il tessuto, se si lavora a macchina, mentre un filato piu’ decorativo, di un numero superiore (tipo da ricamo, perlato o metallico) se si decide di rifinire il lavoro a mano e rendere la bordatura piu’ visibile.

I punti utilizzati per questo tipo di lavoro sono vari e conferiscono effetti più o meno in rilievo. Se si ha una buona macchina da cucire, le impostazioni vanno regolate sul punto festone (il punto piu’ pratico e tradizionale anche a mano) che prevede una spaziatura abbastanza ravvicinata. Se si preferisce nascondere i fili, il punto zig zag o il punto pieno, invece, sono i piu’ indicati. Conviene, in ogni caso, fare sempre delle prove sia per trovare la lunghezza e l’effetto desiderato, sia per valutare l’effetto finale. Altri punti consentono di lasciare volutamente i margini non rifiniti, come il punto filza (lungo ed intermittente) o il sottopunto o punto d’orlo. 

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In alto punto zig zag, in basso punto festone a mano

A rendere piu’ facile l’esecuzione della tecnica anche per i principianti, ci sono i supporti. Il piu’ geniale e facile da usare e’ il supporto termobiadesivo o fliselina (Vliesofix), formato da uno strato di adesivo ultrasottile. Si acquista in rotoli o a metraggio. Una volta disegnato il motivo o la figura da applicare con un pennarello, si ritaglia in modo grossolano la carta, con un minimo di margine, e si applica sul rovescio della stoffa. A questo punto, con l’aiuto di un ferro da stiro a secco, l’adesivo fonde e rimane saldamente legato.  Si procede poi con il ritagliare la sagoma disegnata in maniera precisa, per poi riporla sul tessuto definitivo dopo aver rimosso la pellicola protettiva, sempre con il calore. Esistono in commercio o online varie marche di supporto di peso leggero, medio, pesante (rende i tessuti piu’ rigidi) con istruzioni diverse, da leggere con attenzione prima dell’uso. Molto conosciuta e’ anche la Freeze paper, caratterizzatata un lato lucido che si puo’ porre verso l’alto o verso il basso. Anch’essa aderisce con il ferro da stiro e, quando e’ usata con il lato lucido verso l’alto, il tessuto resta incollato alla carta, ma non il margine di cucitura che puo’ essere quindi ripiegato, evitando cosi’ sfilacciature.

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Esempi su come utilizzare il supporto termoadesivo

Le varie tipologie di appliqué

Le tecniche da esplorare nel campo dell’applique‘ sono diverse. Per ciascuna di esse, il primo passo e’ sempre quello di calcolare il tessuto da utilizzare, sia come dimensione che come abbinamento di colori. Gli effetti che si possono creare sono davvero tanti, a seconda di quanto si vogliano mettere in rilievo i particolari. Vi elenco qui alcune delle tipologie che man mano sto imparando a conoscerle meglio (magari provero’ a descriverle in dettaglio in nuovi post successivi):

  • Applique‘ rivoltata, sketch, tridimensionale, persiana, hawaiana, reverse, shadow, inserita, con strisce di sbieco, celtica, shisha.

Insomma, dietro questa particolarissimo modo di decorare, c’e’ davvero un mondo da sperimentare. Al momento sto utilizzando molto lo Sketch appliquè con rifinitura in Free motion. Si tratta sempre dello stesso principio di base, ma la cucitura viene realizzata con un particolare piedino della macchina da cucire munito di una molla, che consente di completare l’applicazione a mano libera, ripassandoci sopra piu’ volte con un colore a contrasto, per un effetto “disegno a schizzo”. Molto veloce e particolare, e’ adatta a tutti i principianti proprio perche’ non e’ richiesta una precisione al millimetro e ci si puo’ davvero sbizzarrire.

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Dettaglio lavori in sketch applique’

Scelta dei motivi e dei cartamodelli

Qualunque cosa scegliate di riportare sulla stoffa, potete rifarvi ai cartamodelli che trovate nel web o a delle semplici disegni creati da voi. I piu’ comuni motivi usati in genere sono fiori, cuori, stelle, farfalle, animali, foglie. Anche le forme geometriche si prestano benissimo per creare combinazioni che, nel loro insieme, possono dare vita ad un mosaico di stoffa. Le idee e gli spunti si possono reperire anche sui libri dedicati (nella sezione libri troverete qualche mia recenzione), riviste di cucito creativo, o negozi specializzati. L’ispirazione puo’ arrivare all’improvviso, quindi conviene tenere sempre un blocchetto per fare degli schizzi e creare così il vostro personale effetto artistico.

Alcuni miei lavori

Da quando ho mosso i primi passi in questo campo, ho realizzato alcuni progetti per la casa, ma anche per tante amiche e conoscenti. Spero che questo breve excursus sull’aplique‘, vi sia da guida per conoscere piu’ da vicino una tecnica che si fonde alla perfezione con il quilting ed il patchwork, arti conosciute da secoli, ma da sempre reinventate per creare splendidi lavori con la stoffa. In coda al post alcune delle mie creazioni con questa tecnica. A prestissimo!

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Copriforno in applique a macchina
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Casetta in pannolenci con dettaglio in applique’a mano
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Portapannolini con dettaglio in applique’ a macchina
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Cuscini cuore con dettaglio applique’ in panno lenci a mano

Il piacere di allestire, pianificare e…ricevere nelle feste

Il Natale ormai e’ alle porte e come ogni anno ho la sensazione sia l’unica festa che sembra fermare il tempo. Atmosfera, colori, profumi, rievocano, in questo breve periodo, i ricordi dell’infanzia, in cui tutto assumeva un contorno magico ed unico. Di solito si inizia l’8 Dicembre, come da tradizione, a riprendere dalla cantina gli scatoloni contenenti decorazioni ed addobbi per creare un ambiente che sappia di festa. Ma per quanto ogni anno mi armi di buoni propositi, non riesco quasi mai a rispettare questa tempistica. L’importante pero’ perche’ tutto riesca nei minimi dettagli, e’ iniziare a pianificare. Per non dimenticare nulla, ho l’abitudine di tenere un piccolo “diario delle feste”, o meglio un pomemoria necessario per annotare via via, tutto quello che occorre fare, per avere sotto controllo tutto anche all’ultimo minuto. In cima alla mia lista, gli addobbi, che non devono essere mai eccessivi, ma consoni allo stile ed ai colori dell’arredo. I negozi sono ogni anno pieni di mille novita’, ma perche’ privarsi della soddisfazione di sfoggiare il proprio talento per il fai da te? Quindi inizio sempre dalle ghirlande furiporta in polistirolo decorate che danno subito il tocco festoso.

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Poi passo all’allestimento del tradizionale presepe che, a casa mia, e’ in doppia versione, napoletana (realizzata a mano da mia madre) e casalinga, in sughero.

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Poi l’albero, rigorosamente ecologico, lo arricchisco ogni anno con qualcosa di nuovo. Stavolta ho aggiunto alle altre decorazioni collezionate nel tempo, dei fiocchi di neve in feltro fatti con l’aiuto della mia nuovissima Bigshoot. L’effetto e’ carino, ho impiegato pochissimo tempo, con una sola fustella. Ve lo consiglio, provate.

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Immancabile la lista dei pensierini per famiglia, possibilmente utili ed originali, evitando quei regali anonimi e scontati di solito acquistati a poche ore dalla chiusura dei negozi, il giorno della Vigilia! Per le amiche piu’ strette mi piace preparare soprattutto regali golosi e quindi ricercare l’idea giusta in tempo. Quest’anno ho pensato di proporre dei tartufini al cioccolato fondente al profumo d’arancia. La ricetta l’ho sperimentata da uno dei miei siti di cucina preferiti quindi vi segnalo il link: http://ricette.giallozafferano.it/Tartufi

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Magari siete ancora in tempo per prendere spunto e realizzarli in brevissimo tempo, soprattutto se avete a portata di mano un robot da cucina che vi aiuti. La confezione, compresa di pirottini, puo’ essere o un barattolo in vetro di quelli ermetici, decorato secondo il vostro gusto, oppure in una scatola di cartone a forma di casetta come quelle che ho scelto. Piccoli accorgimenti per un’idea raffinata e del tutto home made.

PicsArt_12-20-11.06.56.jpgLa preparazione delle portate del menù  costituisce un rituale a cui non si rinuncia. Nei tre giorni di festa riproponiamo i piatti che rispecchiano rigorosamente la tradizione napoletana. Tranne piccole varianti apportate per gli antipasti, a tavola non mancano piatti a base di pesce per la Vigilia e a base di brodo, minestra e carne per il Natale. Dolci (roccoco’, struffoli, susamielli, raffioli, cassata) e frutta secca (le famose “ciociole” ovvero, noci, nocciole, mandorle, pistacchi) il momento piu’ buono, a mio avviso, di queste ricorrenze. La tavola, dunque, diventa protagonista. Scelgo sempre una tovaglia semplice, ma elegante, nei toni del rosso per il 24 e del blu per il 25 da abbinare con il mio servizio delle “occasioni”. I sottopiatti, che restano fissi per tutto il pranzo, non mancano mai, insieme alle posate ben allineate, come richiede il bon ton ed ai bicchieri, nelle due dimensioni, accompagnati dai calici per il brindisi.

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Il centrotavola lo preferisco basso e poco ingombrante realizzato con rami di pino, candele, aghifogli e pigne.

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Per i segnaposto vi bastera’ ritagliare dei cartoncini colorati, magari usando delle forbici zig zag, su cui scrivere i nomi di ogni commensale usando una penna glitter. Potrete incollarli su delle mini mollette in legno, e il gioco e’ fatto! Semplici e graziosi, vi aiuteranno a far si che sulla tavola regni una perfetta armonia.

Ancora qualche piccolo dettaglio da definire in questi giorni, dunque, e si va in scena! Pronti per godere di un sentimento di benessere,  di calore familiare, di generosita’ diffuso, da condividere con tutti coloro che amiamo.

Una creativa in fiera

Si è conclusa lo scorso week end, 11-13 Novembre, l’unica e attesissima fiera annuale nazionale del Sud dedicata alle arti manuali, hobbistica e bricolage: Il Creattiva,  presso La Mostra D’Oltremare di Napoli. Non potevo non raccontare sul blog questa esperienza di full immersion nel “paese dei balocchi”, dove ogni creativa come me trova non solo ispirazione, ma anche tanti, anzi tantissimi materiali da cui tirar fuori personalissimi manufatti. Quest’anno mi ero ripromessa di non mancare per nulla al mondo, scegliendo il giorno del mio quarantunesimo compleanno, prima data utile di inizio fiera, per staccare la spina ai vari impegni e trascorrere una giornata spensierata, in un mondo che mi appassiona da tempo e di cui sento sempre più di far parte, progetto dopo progetto.

Le fiere del settore handmade sono delle vere e proprie vetrine dove le crafters, ormai affermate, espongono non solo i propri lavori, ma mettono a servizio dei visitatori  tutorials, per trasferire parte del loro personale bagaglio di esperienza sulle varie tecniche.  Inoltre, sono l’opportunità per prendere contatti con editori, negozi e per proporre, se si desidera, i propri progetti. Le aziende del settore che vendono, producono e distribuiscono i materiali, sono invece in prima linea, sempre al passo con il mondo creativo in continuo fermento. Dunque, questi eventi si rivelano un’occasione unica non solo per imparare di più, arricchirsi di nuovi spunti e confrontarsi, ma anche dove acquistare a prezzi vantaggiosi tutto ciò che occorre. Questo tipo di iniziative, nel Nord della nostra nazione sono ben più corpose, godono di spazi espositivi di gran lunga maggiori, ospitano crafters e aziende sia nazionali  che  d’oltralpe ed hanno una durata ben più lunga.  Ma come si dice, “chi si accontenta gode!”…e in questo unico giorno programmato da tempo, mi sono divertita un mondo.

A differenza delle edizioni precedenti a cui ho partecipato, dove mi limitavo ad approcciare le varie tecniche e ad acquistare in prevalenza riviste dedicate e pochisssimo materiale, ho avuto le idee più chiare. Questo perchè ormai la passione del cucito creativo mi ha preso tanto in questi ultimi anni e, quindi, sapevo dove avrei indirizzato i miei acquisti. Ho stilato giorni prima una vera e propria lista “della spesa” e, potendo contare su un buon budjet di regali da scegliere,  non ho badato a spese.

Tra gli stands che avevo in programma di visitare, il primo è stato quello della Necchi di Napoli, l’azienda dalla quale, a Gennaio scorso, dando in permuta la mia vecchia macchina da cucire automatica, ho acquistato la nuovissima Necchi Zakka N510 elettronica, firmata da Emanuela Tonioni, la mia tutor preferita della trasmissione Detto Fatto su Raidue. Fortuna ha voluto che ci fosse proprio lei  quella giornata a presenziare lo stand. E’ stato fantastico, poter assistere da vicino ad un suo mini tutorial gratuito di Sketch appliquè (fondamentale il piedino da macchina per il Free motion), osservare la sua grande manualità e ascoltare i suoi preziosi consigli. Ho acquistato uno dei kit delle sue mascherine “traccia e cuci” con la Sunbonnet Sue  (una tenera bimba in stile country che non vedo l’ora di roprodurre) e incorniciato questo bellissimo incontro con un selfie.

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Una foto da fun di Emanuela Tonioni

 

 

Proseguendo il giro, sono andata alla ricerca del pezzo forte,  la fustellatrice Big Shot Sizzix A3 con il rispettivo starter kit. Uno strumento direi indispensabile con cui dare forma a feltro, pannolenci, pelle, carta, sughero, per decorare di tutto. Il prezzo di acquisto è stato davvero conveniente e non mi sono fatta sfuggire l’opportunità di portarla a casa, scegliendo anche a parte una prima fustella da provare.

Dopo una breve pausa di ristoro, sono passata a salutare la carissima Adelaide Primavera, un’ artista nel campo del Moosgummy (fommy o gomma crepla), una schiuma di gomma colorata e pressata in fogli che, grazie al calore, si modella oppure si cuce o incolla. Ho avuto il piacere di seguire un  corso prima dell’estate tenuto da Adelaide realizzando, sotto la sua guida, una simpatica cicogna, ma vi assicuro che i pupazzi che ha ideato per Natale erano carinissimi e il suo stand Stafil era pieno di corsisti. Andate a curiosare nella sua pagina facebook.

Tantissimi poi gli espositori dedicati alla pupazzeria, alle bambole country e alle  idee home decorper il Natale  di ogni sorta. Da restare davvero stupiti! Tra tutti “La fioraia pazza” di Alessandra Favaron è stato il mio preferito. Visitate anche la sua pagina facebook.   Un vero e proprio atelier di fiori dal design romantico, creati con velluto colorato. Borse, pochette sciarpe, collane, cuscini, embrasse, fermaporta, palle di Natale, i progetti più belli. Che meraviglia!

Più proseguivo  nella visita e più osservavo con stupore i pesanti valigioni trascinati dalle tante creative che, ormai, avevano un vero e proprio bottino al seguito. Io non sono stata così previdente, ma per fortuna godevo di ottima compagnia, mia madre ed una cara amica, che mi hanno dato una mano. Gli acquisti ulteriori si sono limitati ai miei adorati ed immancabili bottoni, manici per realizzare borse, un cartamodello per realizzare un simpatico gattone fermaporta, miniature in legno per decorare un fuoriporta per la mia casa in montagna, cabochon da assemblare su montature di orecchini, feltro di vari spessori e colori e  stoffa fantasia.

Anche se cerco di non mancare tutti gli anni, ogni volta partecipare al Creattiva è un’esperienza sempre nuova, dove arricchirsi di idee. Creare con le proprie mani è una passione, è terapeutico. La soddisfazione che si prova spinge ad andare sempre oltre, a superare l’asticella, a cimentarsi in progetti più complicati, sempre più ricchi di dettagli. Il frutto della vostra creazione, che sia di vostra fantasia o che prenda forma da  un cartamodello prefatto o ancora da idee del web, diventa inevitabilmente  specchio della propria personalità e del proprio estro. Risultato, è che il lavoro finale ha sempre delle varianti che seguono il nostro gusto. Vi consiglio, quindi, se potete e siete appassionati come me del mondo delle arti creative, di approfittare sempre di questi eventi, per portarvi a casa non solo i materiali e gli strumenti più disparati per i vostri lavori, ma anche un nuovo bagaglio di idee ispirato dalle tante meraviglie handmade ammirate. L’atmosfera magica che avvolge queste fiere è unica e vi assicuro che vi darà ancora di più tanta tanta voglia di sperimentare!

 

Questo autunno metto a “frutto” la zucca!

E si, e’ proprio il caso di dirlo, stavolta e’ stata la zucca ad ispirare i miei nuovi due progetti. Direi che questo ortaggio, rigorosamente di stagione, che si presenta semplice e povero, dall’aspetto massiccio e legnoso, mette allegria con i suoi colori e con le sue forme bizzarre. Da sempre porta con se un alone di mistero affascinante che evoca, immediatamente,  le fiabe più antiche, come quella di Charles Perrault.  Se poi la si pone sull’onda della tradizione celtica di Halloween, ormai diffusa da noi come una sorta di festa d’autunno, ecco che ne diventa il simbolo più rappresentativo della stagione da poco iniziata. Dalla tavola all’home decor, si fa addirittura elemento d’arredo. E allora come resistere a questa “naturale” e “salutare” fonte di ispirazione creativa? Le idee nel web a tema sono davvero tantissime, tutte realizzate con i materiali più disparati e dai caldi colori autunnali: l’arancio, il giallo, il rosso. Colori che in parte ho anche scelto anche per l’arredo di casa e non mi hanno mai stancata, anzi li trovo energetici e per niente monotoni.

Nel week end scorso ho raccolto idee da riviste e tutorials sul web. Basta davvero un click perchè si possa prendere spunto e creare una decorazione od un oggetto utile seguendo il proprio estro, non solo per abbellire e personalizzare oggetti del quotidiano, ma anche per la casa. Per prima cosa ho iniziato a “scavare” letteralmente tra il materiale creativo che avevo già a disposizione, per  riciclare scampoli di lana, cotone mulinè, panno lenci e  decorazioni acquistate nel tempo. Poichè adoro le ghirlande fuoriporta (ne ho diverse che cambio nei vari periodi dell’anno, soprattutto nelle feste), desideravo realizzarne una dedicata all’autunno. Sono partita dal materiale di base occorrente, una corona in polistirolo. Facile da reperire nei negozi di hobbistica, mi ha fatto da telaio per “tessere” sul suo contorno fili di lana di diversi gomitoli riciclati, abbinati alternando le principali nouance di stagione. Con l’aiuto della colla a caldo, spilli da patchwork e tanta tanta pazienza, ho completato il rivestimento. Il panno lenci, come sempre super versatile e capace di garantire sempre risultati gradevoli, mi e’ servito, invece, per creare piccole zucche multicolore di due tre dimensioni. Macchina da cucire, forbici, ago, cotone muline’, imbottitura in poliestere l’occorrente. Qualche bottone qua e là, e…la realizzazione finale è questa:

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Ghirlanda fuoriporta d’autunno

Poiche’ il materiale da riciclare era ed e’ ancora tanto, ne ho sfruttato un po’ per dare un’interpretazione moderna di un comodo Puntaspilli/portacucito “zuccoso” (magari l’accademia della crusca me lo passa come ha fatto per “petaloso”) da regalare ad una carissima amica che da poco ha iniziato ad appassionarsi al cucito. Per il progetto ho preso spunto da una delle prime riviste che avevo di “Casa creativa” (2011). La zucca e’ stata realizzata con la stessa tecnica delle altre zucche piu’ piccole, creando il picciolo con del feltro marrone melange, le foglie con del panno lenci avanzato, i riccioli con ferro filato da fiorista. Ho assemblato i vari pezzi su una scatolina di cartone, decorata con del pizzo macrame‘con l’aiuto della colla a caldo.

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Puntaspilli/portacucito in panno lenci

Naturalmente queste sono solo due dei progetti pensati e realizzati per questa stagione nel mio blog. Spero poi di riproporne altri sulla stessa scia il prossimo anno, perche’ quando ti prende la voglia di provare, sperimentare e ti lasci ispirare dalla natura catturandone l’essenza, prima o poi qualcosa di originale prende vita.

Come realizzare una plancia per appliqué

Ciao a tutti e bentornati sul mio blog con un nuovo tutorial. Il “file” delle vacanze è bello che archiviato, siamo rientrati tutti nella routine cittadina e sentivo il bisogno di pensare a nuovi progetti!

Ho elaborato questa idea per esigenze personali, ma sono felice di condividerla con voi, perchè credo sia utile anche ai non addetti al cucito creativo e all’appliqué (farò un post apposito per parlarvi un pò di questa mia principale passione). Infatti, credo che la plancia possa essere l’alleato per essere impeccabili. Come, vi chiederete? Vi spiego. Avete presente quando, magari, stiamo per uscire, ma abbiamo quella maglia o quella camicia piena di piegoline e vogliamo dare una stiratina al volo per non dare quell’effetto di stropicciaticcio? E’ proprio qui che questo supporto fa il suo dovere. Basterà poggiarlo sul letto o sul vostro tavolo e usarlo come fosse un normale asse da stiro, ma di dimensioni ridotte e comodo da riporre per un “ritocco” dell’ultimo minuto! Se poi siete fun dell’appliqué, sarà perfetto per realizzare tutti i vostri lavori, insieme magari ad un pratico mini ferro da stiro.

Seguitemi, realizzarlo sarà facile e veloce, con semplici strumenti da bricolage e una spesa molto contenuta. Io addirittura ho riciclato un vecchio copriasse da stiro per ricavarne l’imbottitura di supporto da  mettere sotto la stoffa di rifinitura, in modo da avere la consistenza giusta. Pronti? Iniziamo.

Occorrente:

  • Un pezzo di compensato alto almeno 2 cm misure 35x45cm;
  • Stoffa fantasia o tinta unita in cotone da tapezzeria 45x55cm circa;
  • Imbottitura da patchwork o un vecchio copriasse da stiro;
  • Panno lenci colorato per il restro 35x45cm;
  • Gros grain almeno 60cm;
  • Serpentina decorativa 1,5m
  • Cucitrice da tapezzeria;
  • Punte metalliche appuntite da 8-11mm;
  • Cutter a rotella;
  • Colla a caldo;
  • Forbici da stoffa.

Procedimento:

1. STEP- Ritagliate l’imbottitura a misura, o come ho fatto io, mettete il compensato sul vecchio copriasse e con il cutter rifilare l’eccesso mantenendo un margine di 5-6cm per risvoltare sul retro.

picsart_09-22-10-35-102. STEP- Con l’aiuto della cucitrice da tapezzeria, fissate prima su un lato con diversi punti. Poi, tenendo ben teso il tutto, proseguite a fissare sul lato opposto, fino a ricoprire l’intero supporto di compensato.

3. STEP- Ritagliate la quantità di stoffa necessaria e fate lo stesso procedimento fissando ancora con le punte metalliche.

4. STEP-Con un ferro da stiro stirate il tutto sul dritto, in modo da stendere eventuali pieghe.

5.STEP- Utilizzate circa 10 cm per lato di gros grain, per creare dei manici. Questo renderà la vostra plancia trasportabile come fosse un vassoio, e potrete magari anche usare uno dei manici stessi per appenderla comodamente.picsart_09-22-10-44-07

6. STEP- Applicate sul retro il panno lenci, nella misura giusta per ricoprire tutta la zona fissata, aiutandovi sempre con la cucitrice o, se preferite, con della colla a caldo.

picsart_09-22-10-42-286. STEP- Per rifinire usate della serpentina di cotone a metraggio o altra passamaneria di vostro gradimento fissando la con la colla.

Et voilà. Avete un attrezzo versatile, da utilizzare all’occorrenza.

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Poichè lo trovo uno strumento fondamentale per i miei lavori in appliqué, ho deciso di abbellirlo fissando, su di un lato, un simpatico fiorotto imbottito in pannolenci, in maniera da avere un comodo puntaspilli sempre a portata di mano, rimovibile e fissato con dello strech. Spero possiate prendere spunto e sperimentare questa plancia. Da quando l’ho realizzata, non riesco piu a farme a meno! A presto.

 

Il Navy style: lo stile che “ruba” i colori al Mediterraneo

Quest’anno la vacanza al mare non è stata tra le mie mete. Avevo voglia di tanto verde e di lunghe passeggiate in posti nuovi ed inesplorati, ma il mare me lo porto sempre dentro, perché è parte integrante della mia città, Napoli. Con la sua infinita bellezza, il mare ci regala momenti indimenticabili ed e’ da sempre fonte di ispirazione di tanti artisti. Il mondo della moda, in particolare, prende spunto da questa immensa risorsa dalle mille sfumature di blu, per riproporre periodicamente sulle passerelle della primavera/estate, uno stile dal gusto casual, ma raffinato allo stesso tempo: lo stile marinaro o navy styleEsso affonda le sue radici nella Francia del 1958, anno in cui fu emanato un decreto governativo che imponeva ai marinai di indossare una divisa a strisce in “stile breton” con i colori dell’Oceano. Fu la famosa Coco Chanel, nel 1977, ad intuire l’eleganza di questa mise tanto a lungo ignorata. Un’intera sua collezione, in quegli anni, ne racchiuse il fascino e lo consacro’ come un’icona del prêt-á-porter. Grazie all’ingegno creativo dell’eclettica stilista, il navy stile, fu riconosciuto a livello internazionale e interpretato da diverse Maisons. Gli immancabili dettagli che lo caratterizzano sono: bottoni (simili a quelli delle giacche degli ufficiali di bordo), cordoni annodati su maglie, righe orizzontali, verticali ed oblique che quest’anno conquistano anche accessori, costumi e shorts.  Questo mood, diventato ormai un classico tra i classici,  finisce per influenzare anche il mondo del design e dell’home decor: qui si arricchisce di elementi naturali come legno, cotone o lino. Ancore, timoni e stampe a righe, rigorosamente nei colori del navy blu, del bianco, del rosso corallo o del giallo solare, diventano protagonisti.

 Amo molto questo look sobrio e nello stesso tempo ricercato in tutte le sue espressioni. Per me poi ha un significato speciale. È legato al periodo del mio viaggio di nozze in Francia. Mi ricorda, in particolare, una splendida località nella regione della bassa Normandia, sulla riva meridionale della Senna, chiamata  Honfleur.  Questa cittadina è un vero gioiello, conserva tutto il fascino dei porti di mare, con i velieri ancorati alle banchine che rievocano l’antica tradizione marittima. L’atmosfera del posto la ricordo magica ed elettrizzante. La stanza dell’Hotel “La Maison di Lea”, dove avevamo trovato alloggio per un paio di giorni, era fantastica! L’arredamento era curatissimo, in legno chiaro abbinato ai toni del blu e dell’azzurro.  Ma quello che più mi colpi’ furono i dettagli. Cotoni grezzi e lino, tessuti a righe, conchiglie, stelle marine, pesci, sabbia, onde, coralli, cordoni con nodi marinari, incorniciavano dalle tende ai quadri in maniera armoniosa. Mi ricordo che pensai subito: “perche’ non portare nella nostra futura casa un angolo di questa splendida atmosfera marina?”. Da qui la scelta di ricercare quegli stessi elementi che tanto mi erano piaciuti, affinché, nel tempo, si mantenesse sempre vivo il romantico ricordo di quel viaggio in un angolo del nostro quotidiano.

Il mio bagno in stile marinaro (vedi foto)

Bastano pochi accorgimenti per ricreare, anche in un piccolo spazio di un’abitazione cittadina, l’atmosfera in riva al mare. Quello che fa la differenza sono i dettagli. Innanzitutto, bisogna scegliere bene i colori. Tutte le sfumature del mare, dal blu al verde acqua, all’azzurro, passando per il bianco, il giallo ed il color corallo, sono perfette per interpretare correttamente questo stile. Poi bisogna dedicarsi alla ricerca, nei negozi di home decor della propria città o nelle varie località marine di vacanza, di diversi soggetti a tema in colori neutri che richiamino elementi naturali come sabbia e legno. Io ormai ne sono quasi satura! Il mio “angolo di mare” è concentrato soprattutto nell’arredo bagno. Attraverso l’uso di sfumature del turchese, del blu e dell’azzurro scelte per le piastrelle, accoppiate al bianco gesso degli altri accessori, sono riuscita a conferire un aspetto rustico e costiero. Non devono mancare le gia’ citate conchiglie e le stelle marine, magari imbrigliate in finte reti da pesca; marinai, barchette e fari, sono da mettere in primo piano. Stampe delicate con motivi marini possono invece arricchire di dettagli tenda, asciugamani, tappeto in spugna, tutti rigorosamente decorati hand made. Tra i miei “gingilli” preferiti acquistati qua e la’, tre quadretti in legno con salvagente, àncora e barchetta in rilievo. Immancabile un faro in legno che troneggia su una delle mie mensole, affiancato da una romantica barca a vela in legno e stoffa e da una simpatica bagnante, con costume anni ’30, in atteggiamento vezzoso. In una cornice di Ikea bianca ho fissato una cartolina acquistata in un viaggio precedente nell’ovest Francia, fatta con la sabbia della Dune de Pila (la duna più alta d’Europa, dalla quale si può ammirare la plage sconfinata del Bacino di Archachon)

Con la mia solita mania di personalizzare tutto, unitamente alla passione per il cucito creativo, mi sono ispirata per confezionare un portarotolo decorato con la tecnica dell’appliqué. Il  découpage, invece,  l’ho usato per decorare due tegole, entrambe recanti come soggetto i fari. Lo specchio rotondo, scelto apposta per ricordare un grande oblo’, l’ho reso meno anonimo incollando, su di un lato, delle semisfere in vetro turchesi alternate quà e là da piccole conchiglie e stelle marine. Questa, dunque, la mia personalissima interpretazione del navy style. Spero di avervi fornito qualche spunto per creare il vostro piccolo angolo di mare! Date pure libero sfogo alla creativita’ e lasciatevi avvolgere dall’atmosfera calda e di relax che solo questo stile sa regalare.

Link utili:

https://www.google.it/url?sa=t&source=web&rct=j&url=https://www.dalani.it/casa-navy-style-casa-navy-style/&ved=0ahUKEwjWx5qv1ffOAhUFfxoKHZrWAQMQFghVMAs&usg=AFQjCNEWYv4K9KdAQCg0Z5u9u3N7-eNZ8w&sig2=wwJo6AKN1iUSOLB2kS0hPg

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