Il Découpage: una tecnica antica al passo con i tempi moderni

Se anche voi siete dei creativi come me o comunque muovete i primi passi in questo affascinante settore del “fai da te”, non potete non esservi incuriositi a provare almeno una volta questa tecnica. Quando ho iniziato ad esplorare il mondo delle arti decorative, il découpage è stato per me una vera rivelazione! Non è una tecnica “accademica”, ma ho scoperto essere tra le più usate. Consente di esprimere in pieno la propria creatività. I corsi per hobbisti e ad una grande comunicazione editoriale, negli ultimi anni, hanno il merito di aver contribuito a divulgare quest’arte decorativa minore. La sua peculiarità? Trovo sia quella di avvicinare al mondo dei colori, della composizione, del restauro. Solo tre elementi principali per realizzarla: pennelli, forbici e colla.

Passatempo divertente e rilassante, il dècoupage consente di decorare con grande facilità mobili ed oggetti di arredo, per aggiungere un tocco di colore alla casa o magari per rinnovare oggetti un po’ anonimi. Il lavoro artistico manuale che ne deriva, direi che oggi risulta alla portata davvero di tutti, grazie anche alla presenza più radicata sul territorio nazionale di negozi specializzati dedicati.

Un po’ di storia e di curiosità

La parola découpage è un francesismo derivato dal verbo découper, che significa ritagliare. In generale si associa all’operazione di ritaglio di soggetti decorativi di carta che poi vengono incollati su diversi tipi di supporto da rifinre con una o più mani di vernice.

Le origini di quest’arte minore risalgono all’antico Oriente e, più precisamente, alla Cina, dove nacque la tecnica della laccatura effettuata con l’utilizzo di resine e pigmenti colorati. Il suo massimo splendore si ebbe nella Victorian age. Rimase a lungo, da questo periodo in poi, prerogativa dell’artigianato inglese prima di diffondersi poi in tutta Europa. Si presentava come una lavorazione di lenta realizzazione, in quanto, gli unici prodotti utilizzabili per la fase di verniciatura, di invecchiamento o di altri effetti particolari, richiedevano ore e giorni per la completa asciugatura ed essiccazione. Una delle vernici più famose era la vernis Martin, di origine francese, una formula molto complicata e segreta ideata dai fratelli Martin per Madame Pompadour, in una tonalità di blu unica.

Nel tempo il découpage ha iniziato ad evolversi fino ai nostri tempi. In principio, infatti, si stampavano carte con riproduzione di dipinti da ritagliare e incollare, predisponendo poi una finitura di gommalacca. Oggi la tecnica ha subito diverse rielaborazioni, almeno tante quanti sono ora i metodi di lavoro ed i nuovi materiali utilizzati per realizzarla. Ogni oggetto può diventare diverso dall’altro variando le diverse superfici e tipologie di carte.

L’attrezzatura ed i materiali moderni

Ogni tecnica decorativa, si sa, ha una serie di attrezzi, spesso anche di comune uso domestico, necessari per le varie fasi di lavorazione. Quelli di uso più comune da avere a disposizione in uno spazio artistico, qualora si approcci per la prima volta al dècoupage, sono:

  •    Forbici di varie dimensioni con punte dritte e ricurve;
  •   Cutter (taglierino) o bisturi;
  •   Pennelli di varie misure e forme (piatti per stendere la colla, grandi e piccoli per applicare il colore, sottili per le rifiniture);
  •  Spugna per tamponare i ritagli;
  • Carta con varie fantasie;
  •  Pinzetta;
  • Colla vinilica opportunamente diluita;
  •  Vernice di finitura all’acqua o flatting;

Le superfici più adatte per il Découpage

Ogni superficie solida è un punto di partenza per realizzare lavori decorativi, ma per ciascuna di esse la lavorazione necessita degli accorgimenti particolari. Le superfici migliori sono quelle porose come legno grezzo (il più usato), ceramica biscotto, cartone grezzo pressato e terracotta, in quanto assorbono la colla e fanno aderire bene i ritagli. Altre tipologie come porcellana, vetro e ceramica vetrificata possono dare difficoltà nell’incollaggio. Il problema si risolve inumidendo i ritagli, usando una colla più densa o utilizzando una carta vetrata leggera solo nel punto dove si decide di applicare la figura. Per l’alluminio, molto usato per realizzare lo stile country, è necessario prima un lavaggio con acqua e sapone per eliminare qualsiasi patinatura grassa, residuo della lavorazione di questo metallo; per avere risultati ottimali, l’oggetto viene trattato con un primer (o gesso acrilico) o con un aggrappante spray. Anche il metallo smaltato è ottimale; non è necessario in questo caso applicare un fondo per non rovinarne la particolarità, ma una colla densa e carta diluita sono il metodo migliore per un lavoro più preciso. Il vetro permette, invece, effetti unici incollando i ritagli “al contrario” con la stampa rivolta verso il vetro. Carte leggere, tovagliolino e carta di riso sono ideali in questo caso.

Solo con l’esperienza e documentandosi tra tutorials, libri e riviste del settore, si può imparare a distinguere ed a trattare in maniera corretta le varie superfici. Il segreto è anche quello di fare varie prove su queste ultime, utilizzando pezzi di recupero (vecchie stoviglie, scatole di scarpe, ritagli di legno), come di solito faccio io. Consiglio, per ogni prova effettuata, di appuntarsi i tempi di asciugatura di colla e vernici, le reazioni all’incollaggio dei vari tipi di carta.

Come scegliere la carta più adatta

Le tipologie di carta da impiegare in questa tecnica sono tantissime. Tra le migliori quelle opache e porose, come la “Carta Varese” tipicamente usata per il cartonaggio. Il vantaggio è quello di assorbire bene la colla evitando la formazione di bolle d’aria, anche se, la grammatura pesante conferisce uno spessore che riesce difficile da nascondere pur utilizzando più mani di flatting.

Le carte invece patinate, hanno il vantaggio di avere colori intensi e più brillanti, ma necessitano di essere ben inumidite prima della fase di incollaggio. Le antiestetiche grinze, devono essere ben stese magari utilizzando un passaggio in più con una spugnetta strizzata. Le carte soft o easy hanno una grammatura media che consente un incollaggio più facile ed uniforme, ma la loro trasparenza conferisce un effetto finale meno brillante ,e pertanto, vengono utilizzate sempre su fondi chiari che ne esaltino i colori sfumati. Le cosiddette “carte a mano” comprendono come tipologia la carta riso tinta unita o stampata. Io le utilizzo molto spesso per ricoprire i fondi sui quali applicare i ritagli per dare un effetto con leggero rilievo. Un’eccezionale risorsa per un découpage più creativo, sono le carte di giornale, i ritagli di riviste, ma anche carte da pacco o da fotocopie. Il loro vantaggio è di essere economiche e consentono di creare un lavoro originale e di effetto; richiedono solo l’accortezza di fare delle prove prima di decorare gli oggetti. I miei preferiti, invece, sono i tovaglioli di carta stampati. Il loro impiego richiede accorgimenti e talvolta materiali diversi dalla tecnica tradizionale, ma anche una certa delicatezza nel maneggiarli e ritagliarli, data la loro leggerezza e fragilità. Hanno il vantaggio di coprirsi perfettamente con le vernici finali dando l’impressione di aver creato un vero e proprio dipinto. Sono acquistabili singolarmente e costano davvero poco!

Come ritagliare i soggetti da incollare

La fase del ritaglio è tra le più delicate. Io lo trovo un momento piacevole e rilassante! L’occorrente, anche se può sembrare scontato, sono una forbice ben affilata e maneggevole ed un taglierino. Una volta scelti i soggetti, si possono dapprima ritagliare grossolanamente con delle forbici più grandi, per poi passare a quelle più piccole per rifilare i dettagli. Il taglio viene facilitato se il ritaglio viene girato in una mano e le forbici si muovono con l’altra.  In caso di figure molto frastagliate, come accade con alcuni tipi di fiori, ci viene in aiuto il taglierino, anch’esso ben affilato, utilizzato un supporto che non rovini le superfici di lavoro.

Come scegliere la colla più adatta ed i pennelli

L’incollaggio è una fase altrettanto delicata e ognuno può sviluppare un suo personale modo. L’importante è che il lavoro sia fatto bene e con accuratezza. In commercio, si trovano vari tipi di colle tutte a base di colla vinilica; essa in genere richiede specifiche diluizioni come per l’impiego dei tovaglioli. La consistenza deve essere come quella di uno yogurt liquido, ma solo l’esperienza consentirà di trovare la formula perfetta. Di solito per le carte porose: due parti di colla e due di acqua; per le carte patinate: tre parti di colla e due di acqua.

 Le immagini devono essere incollate sia sopra che sotto e, se si tratta di carte di maggiore spessore, si rende necessaria una fase di ammollo per qualche istante seguito da una fase di asciugatura con un panno di carta assorbente. L’incollaggio risulterà più facile e si eviteranno antiestetiche bolle d’aria. Per carte che non necessitano di essere bagnate, la colla si può stendere sotto il ritaglio, quindi appoggiarlo sull’oggetto e ripassare una mano di colla come copertura. Niente stupore se vi sembrerà strana la patina bianca e lattiginosa tipica della colla, perché in fase di asciugatura la figura rimarrà incollata sotto una pellicola del tutto trasparente. Questo permette anche di isolare la carta dal passaggio finale della vernice protettiva che potrebbe ingiallirla e rovinarla nel tempo.

Per quanto riguarda i pennelli, meglio sceglierne di piatti e morbidi di grandezza varia in base alle dimensioni dell’oggetto e dei ritagli. L’importante è sempre risciacquarli abbondantemente con acqua tiepida rimuovendo ogni residuo di colla, per evitare che induriscano e risultino poi non più riutilizzabili.

Come rifinire al meglio il lavoro

Per avere un risultato soddisfacente, consiglio di usare sempre una vernice trasparente. Quella che preferisco è quella all’acqua, inodore, trasparente ed opaca (matt); ne esistono anche di lucide (gloss) o si può optare anche per quelle sintetiche come il flatting da barca, che però ha un’asciugatura più lunga. Per ottenere invece finiture ad effetto “vetro” si può praticare la tecnica di “annegamento” con la stesura di più mani di vernice per coprire completamente lo spessore della carta. Un altro tipo di finitura molto usata è il craquelet. Consiste nell’indurre la formazione di piccole crepe che poi vengono “sporcate” con materiali anticanti. Non l’ho mai sperimentata (ma lo faro di sicuro!). Infine, per chi se la sente di cimentarsi decorando tavoli, piatti o vassoi, si possono usare gommalacca e resine bicomponenti per donare un effetto vetroso, oppure le cere per un effetto più naturale.

Link utili

Vi segnalo qualche link utile che ho molto apprezzato per prendere idee e per approfondire:

http://www.ildecoupagediantonella. blogspot.it

http://www.delizioso decoupage.blogspot.com

http://www.magnoliadecoupage.it

I miei lavori

Nel tempo ho decorato di tutto, soprattutto ho usato questa tecnica per rinnovare o creare piccoli oggetti d’arredo per mia la casa in città ed in montagna. Vi propongo quindi qualche foto sperando che possa esservi utile come spunto.

PicsArt_05-18-12.59.50

Avevo delle vecchie tegole e cosi’ mi sono ispirata alle casette abruzzesi che sono nel borgo antico del paesino di Rivisondoli, in Abruzzo. Appena ci ritorno le appendero’ in un angolino vuoto che ho in casa. Non vedo l’ora! I due quadretti, invece  hanno un’aria tra il vintage e lo shabby;  li ho realizzati per bagno e cucina in città , utilizzando carta riso per la base e tovagliolini di carta. Invece,  il mio ultimissimo esperimento con la tecnica del découpage risale a qualche settimana fa dove, incuriosita da un tutorial visto in tv, ho usato la stessa tecnica con i tovaglioli, stavolta su un materiale insolito…delle semplici scarpe bianche di tela. Il lavoro è stato certosino, ma sono rimasta sorpresa e soddisfatta del risultato perchè sembrano davvero dipinte a mano… di certo quindi i miei esperimenti non si fermano qui!

PicsArt_05-18-01.07.55.jpg

Spero di avervi dato delle indicazioni utili per iniziare a cimentarvi in quest’arte. Sono certa che vi appassionerete e non riuscirete più a farne a meno!

 

 

Annunci

4 thoughts on “Il Découpage: una tecnica antica al passo con i tempi moderni

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...