Il mio Bullet Journal: primo semestre

Ciao a tutti! Per gli impegni di lavoro e i ritmi molto serrati degli ultimi tempi, riesco finalmente solo ora a rilassarmi e raccontarvi, in questi giorni di inizio Febbraio, come sta procedendo il mio primo Bullet Journal ( o BuJo).

A questo sistema flessibile e personalizzabile per organizzare appuntamenti, eventi ecc. che ho scoperto l’estate scorsa, avevo già dedicato un post in cui cercavo di capirne le potenzialità sulla base di quanto appreso fino ad allora. A distanza di mesi posso dire che il BuJo mi ha letteralmente conquistata, sia perché ho trovato questo metodo utile ed intuitivo, sia perché attraverso la pianificazione delle mie attività quotidiane, riesco a tenere sotto controllo i vari impegni. Dopo un mese di prova su un semplice quaderno con pagine bianche ho continuato a documentarmi sull’argomento seguendo blogs, vlogs e socials , valutando con attenzione consigli e recensioni. L’inizio ufficiale del mio primo BuJo è legato all’acquisto  on line di un’agenda Leuchtturm1917 color fragola in formato pocket che si è  rivelata da subito perfetta: pagine bianche puntinate e numerate (tot 250), due segnalibri, un comodo indice, tasca interna, buona qualità della carta (80g/m²) .

PicsArt_02-04-06.09.37

Dall’inizio del primo set-up in Agosto 2017 a oggi c’è stata una continua evoluzione relativa, soprattutto, alla mia personale ricerca del layout (=disposizione/pianificazione grafica) “ideale” per le mie esigenze.

PicsArt_02-05-03.08.00Ho creato le diverse sezioni tenendo fede all’ organizzazione originale del designer Ryder Carroll ideatore del metodo:

  • Index (indice numerato dei contenuti delle pagine);
  • Keys (icone utili per la pianificazione degli eventi della giornata);
  • Color coding (codifica delle attività e degli eventi utilizzando i colori)
  •  Future log (calendario con vista annuale);
  •  Montly log (calendario del mese);
  • Weekly log (calendario delle settimane del mese);
  • Daily log (pianificazione giornaliera con eventi in evidenza);
  • Spending log e income log (elenco spese ed entrate del mese);
  • Health tracker  (report dello stato di salute);
  • Habits tracker (report delle abitudini);
  • Mood tracker (report dello stato d’animo giornaliero);
  • Weekly menù (report della dieta giornaliera);
  • Collections (pagine con liste per gestire hobbies, serie tv, elenchi regali, ecc).

Ecco un mix delle pagine del mio BuJo a cui ho deciso volutamente di dare un “taglio  British”:

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Non potevo di certo non dare sfogo alla vena creativa e quindi, ho fatto scorta di prodotti di cartoleria: penne cancellabiliwhashi tapes, pennarelli brush, pastelli acquerellabili, carte speciali, stickers, inchiostri colorati e timbri in silicone. L’esercizio con l’hand lettering (di cui vi parlerò in un prossimo post) mi è stato utilissimo per dare stile ad ogni pagina.

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Trovo che tutto questo lavoro di programmazione, grafica, ordine, sia stato del tempo speso bene. Imparare a focalizzare i miei obiettivi è stato fondamentale per pianificare al meglio gli eventi a breve ed a lungo termine e, perché no, anche a tenere viva la creatività, uscendo fuori dagli schemi delle solite agende. Anche se all’inizio può sembrare complicato, il metodo del BuJo vale la pena di essere sperimentato, e quindi ve lo consiglio, così sarete ancora più efficienti con il minimo sforzo possibile.

A presto 😉

 

 

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