Una bag tira l’altra

Ciao a tutti!

Da sempre cerco di mantenere viva la mia curiosità di sapere come sono fatti gli oggetti e questo mi ha portata, nel tempo, a smontare e rimontare bijoux o scucire vecchi capi di abbigliamento; un’operazione minuziosa, ma utile per procedere poi con un restyling.  Sono diventata anche una maniaca del riciclo: bottoni, piccoli dettagli di una t-shirt ormai malandata, avanzi di bomboniere (nastrini, fiorellini ecc.), non mi sfugge nulla, perché tutto può essere riutilizzato con fantasia. Lanciarmi in nuovi progetti creativi poi, è oggi il mio pane quotidiano e lo trovo sempre entusiasmante.

Quest’anno, in particolare, ho cercato di spingermi oltre, iniziando a realizzare uno degli accessori più amati da noi donne: la borsa (non ne abbiamo mai abbastanza!). Quando ero alle prime armi con ago e filo, ho confezionato dei semplicissimi modelli in neoprene. Qui  potete trovare il post dove racconto il percorso del mio primo esperimento:

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Basic bag in neoprene

Ora che ho molta più dimestichezza con il cucito (io e la mia adorata Necchi Zakka N510 siamo inseparabili!), grazie anche a progetti  creati per la mia casa, su commissione o per le amiche, mi sono dedicata ad un’attenta ricerca di libri di cucito creativo sul tema borse. E’ stato fondamentale studiare i diversi modelli e  imparare, con tanta pratica, più dettagli tecnici possibili. Per perfezionare poi l’uso di supporti termoadesivi, cucitura di cerniera e altri piccoli dettagli, ho frequentato, quest’inverno, dei corsi presso uno degli shop specializzati della mia zona, completando una comodissima streetbag in ecopelle e tessuto con zip.

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Bag in ecopelle e tessuto con zip

Prima di passare alla fase di confezionamento, ho scelto tra tantissime fantasie e nouance di stoffe meravigliose, abbinando i materiali della Prymm in coordinato (manico regolabile e zip rosa). Per i colori mi sono ispirata alla primavera/estate 2017. È stato divertente, utilissimo e poi ho condiviso questa esperienza con altre creative.

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Corso bag in ecopelle e tessuto con zip presso Cucishop

Da quel momento in poi, mi sono lanciata fiduciosa nella messa a punto di nuovi modelli. È diventa una vera e propria sfida con me stessa per testare la manualità ormai acquisita. Ho puntato subito alla ricercatezza del tessuto in cotone stampato e ai dettagli (cerniera, manico, imbottitura morbida, etichettatura, charms fustellata in panno lenci), senza trascurare la praticità. Per il cartamodello ho preso spunto da uno dei miei libri di cucito preferiti: “Crea le tue Borse” di Jenny McCabe.

Subito dopo, su commissione, mi è stato richiesto lo stesso modello di borsone week-end con una pochette abbinata. La stoffa questa volta è frutto del gusto del committente ed è più classica e molto consistente. Ho utilizzato una fliselina più rigida e per le cuciture l’ago da jeans. Come dettaglio per la chiusura, ho fustellato una farfalla multistrato in feltro e pannolenci.

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Borsone week-end squadrato e pochette in coordinato

Oggi mi ritengo felice e soddisfatta di un lavoro fatto con amore e tanta passione e non riesco ad acquistare una borsa nuova sapendo che ne potrei realizzare una unica e personalizzata! Quindi di sicuro, ancora una volta, una bag tirerà l’altra!

A prestissimo! 🙂

 

 

 

 

Chalk Paint “mania”

Il caldo quest’anno non si è fatto attendere. L’afa di questi giorni invoglia a stare all’aria aperta, e così, approfittando delle ore più fresche e del tempo libero a disposizione (ho messo da parte solo per poco la mia adorata macchina da cucire!), mi sono dedicata ad una delle mie prime passioni, la pittura. Non che io sia  una professionista in materia, piuttosto mi definirei un’appassionata del decoro e dell’arte di trasformare e riciclare utilizzando colori e pennelli.

Ho scoperto la Chalk Paint da quando ho iniziato ad acquistare in edicola le uscite di Crea e Decora della De Agostini. I progetti suggeriti passo a passo sono interessanti. La vernice a base d’acqua protagonista dell’intero piano dell’opera è materica, densa, gessosa, coprente, atossica e si adatta sia per interni che per esterni; inoltre, si presta a trasformare tantissimi materiali senza la necessità di un aggrappante, senza richiedere la preparazione della superficie su cui lavorare.

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La sua capacità di trasformare e recuperare, in pochi colpi di pennello, mobili e oggetti di uso quotidiano anche un po’ malconci, è incredibile. La tecnica Chalk sta ottenendo un grande successo negli ultimi tempi, specie da quando l’handmade e l’home decor sono di nuovo in auge. E pensare che questa pittura è stata  ideata tre decenni fa da Annie Sloan, una delle più conosciute decoratrici ed influencer nel campo dell’interior design nel mondo.

I suoi lavori di restiling hanno ottenuto un tale successo nel tempo, da trasformare questo suo vero e proprio “esperimento creativo” in un marchio registrato e commercializzato nel mondo. Plastica, legno, vetro, metallo, vimini, tappeti in cocco, stoffa, nulla sfugge a questa pittura, la fantasia e l’estro fanno il resto.  Riguardo allo stile, si può dire che la tecnica interpreti alla perfezione lo shabby chic e il country style. I colori sono, in genere, quelli tipici delle tinte pastello.

Navigando nel web, si trovano addirittura ricette self-made per poterla fare in casa con acrilico, gesso di Bologna e acqua, secondo specifiche proporzioni.

Il mio primo esperimento è stato il decoro su legno e vetro per creare un set da bagno. Ho seguito il tutorial dell’uscita n. 7 di Crea e Decora e ho scelto il colore verde meta. Il risultato è stato immediato.

Ho acquistato il vasetto in legno in un negozio dedicato all’hobbistica e sono bastate due passate per trasformarlo in un porta sali da bagno, con tanto di decorazione con cartoncino e pout pourri . Il barattolo in vetro l’ho acquistato, invece, in un negozio di articoli per la casa e trasformato in un portaspazzolini. In questo caso sono state necessarie tre passate di pittura e l’uso di una spugnetta abrasiva.

Per dare una finitura che protegga la porosità tipica conferita agli elementi decorativi e per evitare macchie di umido, ho utilizzato una cera opaca all’acqua. Che ne dite del risultato?

Vi lascio un paio di link di blog che ho consultato dove potrete prendere idee e provare a cimentarvi rinnovando, magari, qualche oggetto o mobile della vostra casa in pochi semplici mosse.

Io sono pronta per sperimentare tanto altro…perciò stay toned 😉

Scampoli di tessuto free style

Ciao a tutti 🙂 Eccomi finalmente tornata di nuovo all’opera.

Nell’ultimo mese mi sono lanciata in una “nuova avventura” lavorativa che mi ha arricchita sia dal punto di vista professionale che umano. Quindi ho potuto dedicare meno tempo alla sfera creativa, ma non ho fatto altro che appuntare, nel poco tempo, libero nuove idee. Nei week end a disposizione sono riuscita anche a completare un progetto in standby.

Infatti avevo deciso qualche mese fa che era ora di mettere mano agli scampoli di tessuto da tappezzeria, perché la regola principale di ogni creativo che si rispetti è, innanzitutto, ricercare, riciclare e non buttare via nulla, soprattutto gli avanzi di stoffa. Ed io ormai ne ero strapiena!

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Amo il riciclo creativo e sono convinta che tutto si può riutilizzare e reinventare con fantasia. Perciò con l’aiuto della mia amica Anna, grande appassionata di handmade bijoux, abbiamo ideato, sulla base delle dimensioni del tessuto a disposizione, delle pochette con tracolla e pietre dure.  Ci siamo ispirate alle carpet bag, cioè a quelle borse che ricordano i tappeti e la tappezzeria di casa, come queste:

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Carpet bag sul web

Le loro origini risalgano addirittura al 1860 quando negli Stati Uniti i vecchi tappeti si usavano  per creare delle borse indistruttibili da viaggio, proprio come la mitica borsa magica di Mary Poppins, ve la ricordate

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Alcune addirittura si potevano slacciare e si trasformavano in coperte da viaggio.

Per rende le nostre “carpet pochette” un po’ più consistenti, abbiamo usato della teletta termoadesiva per i colletti delle camice e della fodera in nouance con i colori e le fantasie damascate scelte. Poche e semplici cuciture dritte e il  tutto si realizza in breve tempo.

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Le nostre carpet pochette prima dello step finale

Per la parte decorativa ci ha pensato Anna, abbinando catene, cordoncini e  pietre in tinta.

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Per noi donne, credo siate d’accordo, le borse non sono mai abbastanza. Ne abbiamo una per ogni occasione e di tutte le dimensioni. Perché ogni borsa deve adattarsi anche al nuovo vestito o alle nostre scarpe preferite. Quelle che vedete in foto sono tutte quelle realizzate:

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Dopotutto cosa si adatta meglio ad un outfit nuovo di zecca se non una deliziosa borsetta handmade?

A presto 😉

Irresistibile stile Zakka

Ciao a tutti! Eccomi reduce dalla settimana post Pasqua, impegnativa e come sempre all’insegna dei piaceri della tavola e della compagnia di tutta la famiglia.

Dunque, una breve pausa dalla routine quotidiana, ma eccomi già da qualche giorno all’opera con nuovi progetti. Poco più di un anno fa, proprio nel periodo pasquale, sostituivo, seppur a malincuore, la mia prima macchina da cucire automatica Pfaff per acquistare la nuova Necchi Zakka N510 elettronica firmata da Emanuela Tonioni (sono una sua grande fun). L’ho personalizzata da subito con gli stickers in dotazione, e ad oggi mi accompagna fedelmente nelle mie ormai continue “evoluzioni creative”.

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La mia Necchi Zakka N510

E’ proprio alla nota protagonista di tanti tutorial  di cucito creativo della trasmissione Detto Fatto, su Raidue, che si deve l’introduzione in Italia dello stile Zak-ka, un tipo di design e tecnica creativa caratterizzata dall’unione di colori e fantasie in coordinato.

Da quando ho esplorato il mondo di questo delicato ed irresistibile stile, tutti i miei progetti ne sono fortemente influenzati, anche perché mi ricorda moltissimo il mondo di Holly Hobbie che da bambina adoravo. Ho scoperto che da qualche anno “lo Zak-ka” è diventato un vero e proprio mood, capace di fare tendenza. Arrivato dal lontano Giappone, si è diffuso rapidamente in tutta l’Asia influenzando il design, l’arredamento, la casa, l’artigianato, la moda che lo ha interpretato in maniera particolare, dando vita ad abiti comodi e pratici, dai colori e tessuti naturali impreziositi con bottoni di legno o cocco, pizzi, ricami, toppe e piccoli nastri.

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Moda Zakka

La traduzione letterale è: “Zak-ka” (in inglese “many things“, in italiano “molte cose”). La sua filosofia si basa sulla fusione di tutta una serie di elementi decorativi frutto in primis di un processo produttivo artigianale ispirato alla natura, al vintage, al retrò. Più in generale esprime il concetto di “cosa piacevole, che dona benessere”. I materiali che ne sono protagonisti sono la carta, il cotone, il legno chiaro o scuro, la lana, il lino. Il suo fascino risiede soprattutto nel piacere di realizzare in maniera artigianale piccoli oggetti, utili per le necessità di tutti i giorni e addirittura per migliorare la qualità della vita.

 La cura dei dettagli lo rende unico ed inconfondibile, così come la scelta dei colori tenui e neutri che conferiscono un’aria naif. Il più noto artista giapponese di questo stile è Shinzi Katoh che lo riproduce dalle illustrazioni per bambini ed adulti ad una serie di accessori e complementi per  l’ home decor  e la cartoleria. Tra gli elementi più utilizzati da decorare, vasetti di vetro riciclato, bambole matrioska, oggetti d’epoca, piante, cestini, quaderni.

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Stile Zakka

Questo stile si è declinato alla perfezione anche in una delle tecniche artigianali più in voga degli ultimi anni: il cucito creativo. I progetti che si ritrovano sul web sono ricchi di piccoli particolari (bottoni, etichette, nastrini, pizzi) che donano un aspetto tenero e buffo, addirittura un po’ infantile.   Puntaspilli, porta cucito, astucci, porta bicchieri, svuota tasche, pochette, i più gettonati accessori handmade.  Lo stile francese si è poi unito con lo “Zak-ka” per dare un tocco chic. I materiali prediletti sono  generalmente il lino (soprattuto grezzo) e  il cotone, puntando sull’abbinamento di stoffe in coordinato, con fantasie floreali, minute (quadretti, pois, righine), dai toni pastello. Il tutto viene impreziosito dall’impiego della tecnica del patchwork, dai ricami a mano o a macchina o da altre decorazioni aggiuntive. Tra le tecniche di cucito più impiegate, l’appliqué a mano o a macchina e lo sketch applique (più complesso, ma dall’effetto unico).

Tra le riviste di cucito dedicate a questo orientamento creativo la mia preferita è Zakkalicious, Lumina edizioni, curata dalla stessa Emanuela Tonioni. I miei ultimi lavori sono ispirati quasi tutti da tanti progetti illustrati passo passo e da subito hanno incontrato il gusto di tutti:

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Progetti Zakka

Tra le ultimissime creazioni ci sono anche delle tovagliette all’americana, in appliqué e ricamo a macchina che poi ho plastificato, in modo da renderle impermeabili, con un foglio di Iron-on vinyl , facile e comodo da utilizzare con l’aiuto del ferro da stiro. Ecco il risultato:

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Tovagliette americane Zakka

Spero che questo post vi abbia incuriosito e spinto magari a cimentarvi in questa tecnica creativa. Questo il link dove potrete approfondire di più, ma naturalmente ne troverete tanti altri sull’argomento come questo ad esempio. Tra le letture che mi propongo di acquistare eccone tre che non mi lascerò sfuggire: Zakka-Style Gifts di Cecilia Hanselmann, Zakka Style di Rashida Coleman-Hale e Zakka Handmades di Amy Morinaka.

A prestissimo!

 

Un centrotavola…in festa!

Quando arrivano le ricorrenze bisogna imparare a giocare d’anticipo. Una strategia che ormai sto cercando di fare mia da quando seguo i tanti crafters dai quali prendo spunto. I progetti creativi, in qualunque tecnica siano realizzati, devono essere progettati anche fuori stagione, o almeno settimane o addirittura mesi prima, così da evitare di essere presi dall’ansia di fare tutto in fretta, spesso con risultati poco soddifacenti.

Quindi, stavolta ho “programmato”, con lauto anticipo, la creazione di quello che sarebbe stato il mio centrotavola della ormai prossima Pasqua 2017. Per me è un rito vero e proprio in generale, in tutte le ricorrenze, occuparmi di apparecchiare la tavola a tema festoso, anche perché ho sempre con me l’intera la famiglia. Adoro, quindi, dedicarmi ad inventare ogni volta uno stile semplice, originale, ma d’effetto, per stupire i miei commensali.

E così, mentre i colori e i profumi della Primavera appena entrata iniziavano ad invadere la casa come una ventata d’aria nuova…

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…mi sono messa all’opera. Per prendere idee sono andata subito su Pinterest e mi sono creata una bacheca per l’occasione, dove ho iniziato a “pinnare” tutto quello che poteva essere utile. Potete trovarla qui e dargli un’occhiata.

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L’idea a cui mi sono ispirata è stata, alla fine, quella dell’Albero di Pasqua. A quanto pare è una consuetudine del Nord Europa, precisamente tipica della Scandinavia. Questo simbolo di prosperità e rinascita sembra proprio che ormai ci stia contagiando, un po’ come è accaduto per la ricorrenza di Halloween. E così ho deciso di sperimentarne una versione tutta mia, sottoforma di centrotavola.

Per avere un consiglio pratico su quali rami o pianta usare, mi sono rivolta subito al mio fioraio di fiducia. Questa è stata la sua proposta:

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Arbusto decorativo

 

Pare sia una pianta arbustiva non ben specificata che, in occasione della potatura, viene poi trasformata a scopo decorativo. Mi è piaciuta subito e, nonostante le sue dimensioni, l’ho acquistata a buon prezzo. Ora non restava che valorizzarla e renderla allegra con i classici protagonisti assoluti della tradizione pasquale: uova, coniglietti, ovette, fiori con colori pastello (io adoro il giallo, il verde acido, l’arancio).

Sono andata a tirare fuori dai miei scatoloni tutto il materiale da home decor che avevo già a disposizione (pittura acrilica, chalk paint, pennelli, colla vinilica, filo di nylon, nastrini, spago da cucina, colla a caldo). Un giro poi tra le bancarelle ed i negozi specializzati in scrapbooking e belle arti per reperire altro materiale (piccoli dettagli in legno, nastro adesivo in tessuto decorato, ovette in polistirolo, carta di riso, tovaglioli per découpage) ed eccomi subito all’opera nel mio tempo libero.

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Materiale lavoro (acrilico, tovaglioli di carta, carta di riso)

 

Man mano che terminavo di dipingere alcuni dei dettagli in legno per poi passare al découpage delle ovette, ho sistemato pezzo dopo pezzo le varie decorazioni per ottenere un aspetto uniformemente colorato.  Ecco il risultato:

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Centrotavola “albero di Pasqua”

 

Che ne dite? Spero vi piaccia. Non vedo l’ora di metterlo in tavola e vedere l’effetto finale che farà. Dimenticavo, per dare al tutto un tocco ancora più personale, ho realizzato un progetto “morbidoso” della rivista “A tutto cucito” book magazine Lumina edizioni: la tenera leprotta Milly.

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Leprotta Milly realizzata a mano

 

Trovate qui rivista, cartamodello e spiegazioni passo a passo.

Serena Pasqua a tutti. A prestissimo 😉

Una craft room “quasi” perfetta!

Buon lunedì a tutti!

Siete appassionati come me di handmade? Bene, allora sapete quanto sia importante avere un angolino super organizzato, una craft room (craft=artigianato, room=stanza) o stanza degli hobby, confortevole e funzionale, per riporre tutto (o quasi) in ordine.

Da quando riesco a dedicare un po’ più di tempo alla creatività, idee e nuovi  progetti spuntano come funghi.  Libri e riviste del settore iniziano ad accumularsi in maniera smodata (così come materiali, strumenti ed accessori da crafter).  Mi succede, quindi, di ritrovarmeli in giro ovunque, perché ogni momento di relax può essere quello giusto per leggere e prendere spunto. E così in casa regna il caos. Meglio correre ai ripari prima di rischiare di invadere ogni angolo, mi sono detta! Quindi, parola d’ordine, “riorganizzare”.  Ma da dove iniziare?

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Come primo step, meglio scegliere un luogo della casa confortevole e discreto dove poter sistemare tutto l’occorrente per i propri lavori. Una volta fatto questo, si può passare alla fase 2 (per me in corso dalla scorsa settimana), cioè quella in cui stilare un elenco di tutti i materiali, strumenti, accessori, accumulati in giro tra negozi e fiere del settore, per avere idee chiare su come riporli con un certo criterio. Ho approfittato dello scorso week end per passare all’azione e fare acquisti mirati e rigorosamente low coast. Vi racconto un po’ come mi sono regolata e spero di darvi qualche suggerimento o quantomeno qualche spunto.

Idee per riporre le minuterie

L’ideale per perline, minuterie varie (bijoux, bottoni, occhielli) e piccoli ritagli di feltro fustellati sono dei contenitori in plastica trasparenti con chiusura clic clac, per evitare di rendere complicata la ricerca del pezzo giusto ogni volta. In questo modo, si ha tutto a vista nei vari scomparti. Per il materiale di merceria (passamanerie, nastri, pizzi, elastici, sbiechi, clips) e per i diversi piedini per la macchina da cucire, ho scelto una cassettiera grezza di Ikea che ho poi dipinto con acrilico bianco e personalizzato. Cotone e vari nastri (di carta e adesivi) li ho incastrati in un telaio per la lana. Per i bottoni (ne ho tantissimi!!), invece, ho scelto alcuni barattoli in vetro a chiusura ermetica.

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Puntaspilli imbottiti a forma di fiore, realizzati in pochissimo tempo (tra i primi esperimenti di cucito!), sono stati indispensabili. Gli aghi invece li ho messi in un innovativo contenitore animato (Nadel Twister) della Prym; funziona come un rossetto ed ha alla base un magnete che consente di disporre a ventaglio tutte le misure, per una scelta più agevole. Per le spolette invece, ho messo in pratica un’idea scovata sul web e le ho incastrate in dei separadita da manicure. Curioso vero? Vi assicuro che sono molto funzionali per lo scopo. Provate!

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Idee per ordinare la cancelleria

Da sempre, adoro utilizzare le tazze da latte per riporre penne, matite, pennarelli. Ma,  comunque, ogni contenitore può essere consono allo scopo, come dei barattoli di latta da riciclare. Una memoboard magnetica mi ha aiutata, invece, a tenere sempre in primo piano appunti di lavori in corso e post it.

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Idee per sistemare stoffe e materiali creativi

Per mettere in ordine le miriadi di scampoli di stoffa, mantenendo a vista i potenziali abbinamenti, ho optato per dei contenitori in cartone di Ikea. Ma trovo ottimo il suggerimento di Emanuela Tonioni su  come piegare le stoffe, se disponete di uno spazio adatto. Lana, ferri ed accessori per la maglieria li ho sistemati in contenitori di tessuto con cerniera, in modo da richiudere il tutto e mantenerli al riparo dalla polvere. Fliseline ed altri materiali affini sono per ora ancora in fase di organizzazione, mentre riviste e ritagli di giornali sono tutti negli appositi raccoglitori rigidi, comodi e facili da riporre. Infine, ho usato qualche chiodino da parete per mettere esposti i miei primi prototipi (ne vado orgogliosa!) ed alcune mensole per accogliere la mia collezione di libri di arti creative.

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E’ stato un fine settimana impegnativo e per ora posso dirmi soddisfatta…ma il mio sogno sarebbe avere un un armadio che si richiuda nascondendo tutto quanto, come questa Workbox 3.0.

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Fantastica, non trovate?

Intanto che questa soluzione si concretizzi un giorno (magari trovo un bravo falegname in grado di riprodurla), vi mostro come ho arredato il mio angolino home-made “ritagliato” nella stanza degli ospiti (ormai il mio “regno” creativo).

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 Che ne dite? Certo non sarà perfetto, manca ancora qualcosina, ma vi assicuro che è molto comodo. Indispensabili sono stati almeno due elementi della mia vecchia cameretta, cioè la scrivania, ormai punto fisso di appoggio per la mia “adorata” Zakka N510 Necchi ed alcune mensole. Peccato che abbia dovuto poi aggiungere a parte un ulteriore piano di lavoro per la plancia da taglio (50x60cm).

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E voi? Come avete organizzato il vostro angolino degli hobby? Sono curiosa di sapere. Buona settimana creativa a tutti.

Tutorial: come realizzare bottoni personalizzati

Buon lunedì, amici ed amiche creative. Oggi vorrei mostrarvi come ho realizzato dei bottoni personalizzati,  in stoffa, utili  non solo per rinnovare giacche, camicie, cappotti, giubbini, ma anche per rifinire i vostri lavori handmade.

Basta un po’ di fantasia e questo semplice accessorio, indispensabile per i nostri abiti, si può  trasformare anche in un elemento decorativo. Con pochi passaggi, potrete crearne tanti. Io ho utilizzato il kit Universal Tool For Covered Buttons della Prym, economico e davvero semplice da usare. Consta di una parte in plastica ed una in silicone con n.5 misure  (11, 15, 19 23, 29mm). Si acquista nei negozi di cucito specializzati, oppure potete trovarlo su Amazon.

Il prezzo è molto contenuto e sono sicura che il kit sarà indispensabile  una volta provato.

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OCCORRENTE:

  • Kit Prym Universal Tool For Covered Buttons;
  • Bottoni metallici della misura che più vi piace;
  • Penna cancellabile o biro;
  • Stoffa fantasia o tinta unita (comodi anche degli scampoli);
  • Forbici per tessuto;
  • Stuzzicadenti o oggetto appuntito.

PROCEDIMENTO

Step 1: Scegliere accuratamente la stoffa con cui si desidera rivestire i bottoni;

Step 2: Con il tappo in plastica in dotazione, disegnare, con l’aiuto di una penna cancellabile, sul lato rovescio della stoffa, la circonferenza della misura successiva a quella del bottone in metallo scelto (in questo caso io scelgo di riportare la misura da 29mm perché  ho un bottone da 23mm);

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Step 3: Ritagliare il cerchio lasciando qualche millimetro dal segno;

Step 4: Inserire prima la stoffa nella parte in silicone, poi la parte liscia del bottone rivolta verso il basso;

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Step 5: Spingere all’interno dello spazio con l’aiuto di qualcosa di appuntito. In questo modo la stoffa tenderà a bloccarsi tra i dentini;

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Step 6: Inserire la parte metallica di chiusura con la scanalatura verso l’alto. Schiacciare con il coperchio nero in plastica fino a sentire un clik;

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Step 7: Sfilare poi il bottone et voilà.

Ora i vostri bottoni sono pronti per essere utilizzati come più vi piace. Io li ho resi protagonisti di alcuni miei progetti. Eccone alcuni:

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Fiorotto in pannolenci puntaspilli
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Bomboniera fiore profumabiancheria
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Fiore decorativo in jeans

Spero  che questo tutorial vi sia stato utile. A prestissimo e…buona creatività a tutti!

Un anno nella “blogosfera”

E’ esattamente un anno fa che nasceva il blog “Il Laboratorio Creativo di Scarlett”. L’idea di creare uno spazio in cui condividere le mie “evoluzioni creative” era in mente da un pò, ma per addentrarmi in quella che si può definire la “blogosfera, ce ne ho messo di tempo. Dovevo affacciarmi in un mondo diverso da quello dei social network, dove è sufficiente postare una foto, aggiungere un breve commento e qualche hashtag, per iniziare ad avere visibilità ed interagire conquistando dei like. Ben consapevole di questo, ho iniziato prima a diventare una brava “blogonauta”, cioè seguire altri blog riguardanti vari argomenti di mio interesse come cucina, moda, design, handmade, per trarre ispirazione. Poi ho fatto tesoro dei consigli in rete di esperti blogger per avere qualche strumento in più con cui migliorare la stesura dei post, capire quante parole minimo usare (perché i motori di ricerca si accorgano dei contenuti!), preparare una scaletta degli argomenti da trattare,  curare con meticolosità il profilo linguistico, valorizzare i contenuti con immagini opportune.  Gestire un blog, quindi, richiede soprattutto costanza, impegno, ricerca continua, passione per quello che si fa. Tutti ingredienti fondamentali.

La scelta di WordPress  in versione hosted gratuita è stato il passo successivo.  Mi è sembrata da subito la piattaforma blogging più adatta alle mie esigenze, dal momento che per prenderne confidenza non bisogna avere conoscenze di codificazione  (io ne sono quasi a digiuno!). Da subito ho iniziato a personalizzare quello che sarebbe diventato il mio spazio attraverso plugin, widget e temi professionali. Giunta a questo punto, non restava che procedere con la scelta di una scaletta dei primi argomenti da trattare. Esattamente un anno fa, l’8 Febbraio 2016, il mio esordio.  Ricordo ancora l’emozione di preparare la bozza n.1 e la soddisfazione di dare quel clik che avrebbe lanciato in rete il post. Dal giorno della pubblicazione l’avrò riletto tantissime volte (è sempre una buona abitudine farlo!).

In questo arco temporale sono riuscita a scrivere abbastanza (anche se non proprio quanto avrei voluto) e con una certa regolarità mensile. Alcuni argomenti trattati sono stati frutto di approfondimento delle tecniche apprese e sperimentate dai miei libri creativi (che continuo a “collezionare” con grande passione) o dalle riviste dedicate al settore del cucito creativo e dell’handmade;  per altri post ho preso spunto da esperienze di viaggio, o semplicemente dalle feste e dalle ricorrenze. Tutto in ogni caso è dettato da una voglia  irrefrenabile di dare vita  a nuovi progetti che siano innovativi o semplicemente reinterpretati, purché rispecchino uno stile “my way“.

Fondamentale è stato portare sempre con me carta e penna (o un dispositivo elettronico) per appuntare, quando possibile, un’idea o uno schizzo, perché l’ispirazione è sempre dietro l’angolo. Seguire le fiere creative della mia zona, o ritagliarmi del tempo per partecipare a dei corsi per perfezionare o provare un nuovo settore creativo, hanno fatto la differenza. Come pure creare delle bacheche personali  su Pinterest, il “catalogo mondiale delle idee” (impossibile resistere a “pinnare” più e più volte al giorno!) o approdare su Facebook ed Instagram I socials hanno rappresentato il mio primo vero trampolino di prova in questo campo, soprattutto per prendere contatti con tante creative nel web e con le varie community.  Il mio percorso è iniziato anche grazie ad una proficua interazione quotidiana con altri bloggers e con i miei primi followers (che ringrazio naturalmente di cuore!) per scambiare idee, opinioni, critiche sui progetti finiti. Questo mi ha spinto ancora di più ad abbracciare sfide creative sempre nuove, allargando i confini del DIY (Do It Yourself) diventando quasi un “hobbista seriale”.

In futuro mi piacerebbe imparare a sfruttare al meglio tutte le potenzialità che un blog può offrire. Il mio sogno nel cassetto sarebbe quello di farlo decollare al punto di decidere di  passare ad una versione self hosted, e perché no,  diventare addirittura una blogger professionistaMa un passo alla volta, tengo bene i piedi per terra! La strada è lunga. Già essere riuscita a districarmi in un campo nuovo e per me pressocchè sconosciuto, è stata una grande soddisfazione. Curiosità e passione saranno, sono certa, la ricetta giusta per guardare lontano.

Una tecnica affascinante: l’appliqué

Benvenuti ancora nel mio blog.  Oggi inauguro il mio primo post dell’anno parlandovi di cio’ che finora ho appreso di una tecnica che, probabilmente, chi e’ appassionato come me di cucito creativo, conosce gia’ o almeno una volta l’ha sperimentata. Per voi che invece state muovendo i primi passi nel fantastico mondo fatto di ago, filo e macchina da cucire e cercate un modo unico per esprimere la vostra creativita’, allora questa e’ la tecnica che fa per voi!

Origini della tecnica

Il termine applique’ deriva dal francese appliquer, cioe’ “applicare” e nacque dall’esigenza di rammentare i vestiti o coperte usurate. Consiste nel collocare un pezzo di tessuto precedentemente sagomato, sopra o all’interno di un altro, per poi procedere ad una cucitura a mano (come in uso in passato) o a macchina (apartire dal 1846 in modo piu’ veloce). Oggi l’applique‘ si puo’ considerare una vera e propria forma d’arte molto versatile, dove l’inventiva ed il tocco personale sono le prerogative che la caratterizzano.

Tessuti, filati, punti e supporti

Il primo step per iniziare, e’ imparare a scegliere i tessuti giusti per un lavoro pulito e preciso, fin dal primo approccio. I tessuti 100% cotone sono ideali perche’ si risvoltano bene, non sfilacciano troppo, hanno una vasta gamma di colori e fantasie abbinabili, sono adatti al lavaggio. Per chi diventa poi esperto, puo’ osare con tessuti come sete, velluti, feltro, ad esempio.

Per quanto riguarda i filati, e’ preferibile scegliere quelli sottili da cucito n. 50 o 60 nei colori uguali o intonati con il tessuto, se si lavora a macchina, mentre un filato piu’ decorativo, di un numero superiore (tipo da ricamo, perlato o metallico) se si decide di rifinire il lavoro a mano e rendere la bordatura piu’ visibile.

I punti utilizzati per questo tipo di lavoro sono vari e conferiscono effetti più o meno in rilievo. Se si ha una buona macchina da cucire, le impostazioni vanno regolate sul punto festone (il punto piu’ pratico e tradizionale anche a mano) che prevede una spaziatura abbastanza ravvicinata. Se si preferisce nascondere i fili, il punto zig zag o il punto pieno, invece, sono i piu’ indicati. Conviene, in ogni caso, fare sempre delle prove sia per trovare la lunghezza e l’effetto desiderato, sia per valutare l’effetto finale. Altri punti consentono di lasciare volutamente i margini non rifiniti, come il punto filza (lungo ed intermittente) o il sottopunto o punto d’orlo. 

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In alto punto zig zag, in basso punto festone a mano

A rendere piu’ facile l’esecuzione della tecnica anche per i principianti, ci sono i supporti. Il piu’ geniale e facile da usare e’ il supporto termobiadesivo o fliselina (Vliesofix), formato da uno strato di adesivo ultrasottile. Si acquista in rotoli o a metraggio. Una volta disegnato il motivo o la figura da applicare con un pennarello, si ritaglia in modo grossolano la carta, con un minimo di margine, e si applica sul rovescio della stoffa. A questo punto, con l’aiuto di un ferro da stiro a secco, l’adesivo fonde e rimane saldamente legato.  Si procede poi con il ritagliare la sagoma disegnata in maniera precisa, per poi riporla sul tessuto definitivo dopo aver rimosso la pellicola protettiva, sempre con il calore. Esistono in commercio o online varie marche di supporto di peso leggero, medio, pesante (rende i tessuti piu’ rigidi) con istruzioni diverse, da leggere con attenzione prima dell’uso. Molto conosciuta e’ anche la Freeze paper, caratterizzatata un lato lucido che si puo’ porre verso l’alto o verso il basso. Anch’essa aderisce con il ferro da stiro e, quando e’ usata con il lato lucido verso l’alto, il tessuto resta incollato alla carta, ma non il margine di cucitura che puo’ essere quindi ripiegato, evitando cosi’ sfilacciature.

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Esempi su come utilizzare il supporto termoadesivo

Le varie tipologie di appliqué

Le tecniche da esplorare nel campo dell’applique‘ sono diverse. Per ciascuna di esse, il primo passo e’ sempre quello di calcolare il tessuto da utilizzare, sia come dimensione che come abbinamento di colori. Gli effetti che si possono creare sono davvero tanti, a seconda di quanto si vogliano mettere in rilievo i particolari. Vi elenco qui alcune delle tipologie che man mano sto imparando a conoscerle meglio (magari provero’ a descriverle in dettaglio in nuovi post successivi):

  • Applique‘ rivoltata, sketch, tridimensionale, persiana, hawaiana, reverse, shadow, inserita, con strisce di sbieco, celtica, shisha.

Insomma, dietro questa particolarissimo modo di decorare, c’e’ davvero un mondo da sperimentare. Al momento sto utilizzando molto lo Sketch appliquè con rifinitura in Free motion. Si tratta sempre dello stesso principio di base, ma la cucitura viene realizzata con un particolare piedino della macchina da cucire munito di una molla, che consente di completare l’applicazione a mano libera, ripassandoci sopra piu’ volte con un colore a contrasto, per un effetto “disegno a schizzo”. Molto veloce e particolare, e’ adatta a tutti i principianti proprio perche’ non e’ richiesta una precisione al millimetro e ci si puo’ davvero sbizzarrire.

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Dettaglio lavori in sketch applique’

Scelta dei motivi e dei cartamodelli

Qualunque cosa scegliate di riportare sulla stoffa, potete rifarvi ai cartamodelli che trovate nel web o a delle semplici disegni creati da voi. I piu’ comuni motivi usati in genere sono fiori, cuori, stelle, farfalle, animali, foglie. Anche le forme geometriche si prestano benissimo per creare combinazioni che, nel loro insieme, possono dare vita ad un mosaico di stoffa. Le idee e gli spunti si possono reperire anche sui libri dedicati (nella sezione libri troverete qualche mia recenzione), riviste di cucito creativo, o negozi specializzati. L’ispirazione puo’ arrivare all’improvviso, quindi conviene tenere sempre un blocchetto per fare degli schizzi e creare così il vostro personale effetto artistico.

Alcuni miei lavori

Da quando ho mosso i primi passi in questo campo, ho realizzato alcuni progetti per la casa, ma anche per tante amiche e conoscenti. Spero che questo breve excursus sull’aplique‘, vi sia da guida per conoscere piu’ da vicino una tecnica che si fonde alla perfezione con il quilting ed il patchwork, arti conosciute da secoli, ma da sempre reinventate per creare splendidi lavori con la stoffa. In coda al post alcune delle mie creazioni con questa tecnica. A prestissimo!

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Copriforno in applique a macchina
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Casetta in pannolenci con dettaglio in applique’a mano
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Portapannolini con dettaglio in applique’ a macchina
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Cuscini cuore con dettaglio applique’ in panno lenci a mano

Il piacere di allestire, pianificare e…ricevere nelle feste

Il Natale ormai e’ alle porte e come ogni anno ho la sensazione sia l’unica festa che sembra fermare il tempo. Atmosfera, colori, profumi, rievocano, in questo breve periodo, i ricordi dell’infanzia, in cui tutto assumeva un contorno magico ed unico. Di solito si inizia l’8 Dicembre, come da tradizione, a riprendere dalla cantina gli scatoloni contenenti decorazioni ed addobbi per creare un ambiente che sappia di festa. Ma per quanto ogni anno mi armi di buoni propositi, non riesco quasi mai a rispettare questa tempistica. L’importante pero’ perche’ tutto riesca nei minimi dettagli, e’ iniziare a pianificare. Per non dimenticare nulla, ho l’abitudine di tenere un piccolo “diario delle feste”, o meglio un pomemoria necessario per annotare via via, tutto quello che occorre fare, per avere sotto controllo tutto anche all’ultimo minuto. In cima alla mia lista, gli addobbi, che non devono essere mai eccessivi, ma consoni allo stile ed ai colori dell’arredo. I negozi sono ogni anno pieni di mille novita’, ma perche’ privarsi della soddisfazione di sfoggiare il proprio talento per il fai da te? Quindi inizio sempre dalle ghirlande furiporta in polistirolo decorate che danno subito il tocco festoso.

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Poi passo all’allestimento del tradizionale presepe che, a casa mia, e’ in doppia versione, napoletana (realizzata a mano da mia madre) e casalinga, in sughero.

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Poi l’albero, rigorosamente ecologico, lo arricchisco ogni anno con qualcosa di nuovo. Stavolta ho aggiunto alle altre decorazioni collezionate nel tempo, dei fiocchi di neve in feltro fatti con l’aiuto della mia nuovissima Bigshoot. L’effetto e’ carino, ho impiegato pochissimo tempo, con una sola fustella. Ve lo consiglio, provate.

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Immancabile la lista dei pensierini per famiglia, possibilmente utili ed originali, evitando quei regali anonimi e scontati di solito acquistati a poche ore dalla chiusura dei negozi, il giorno della Vigilia! Per le amiche piu’ strette mi piace preparare soprattutto regali golosi e quindi ricercare l’idea giusta in tempo. Quest’anno ho pensato di proporre dei tartufini al cioccolato fondente al profumo d’arancia. La ricetta l’ho sperimentata da uno dei miei siti di cucina preferiti quindi vi segnalo il link: http://ricette.giallozafferano.it/Tartufi

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Magari siete ancora in tempo per prendere spunto e realizzarli in brevissimo tempo, soprattutto se avete a portata di mano un robot da cucina che vi aiuti. La confezione, compresa di pirottini, puo’ essere o un barattolo in vetro di quelli ermetici, decorato secondo il vostro gusto, oppure in una scatola di cartone a forma di casetta come quelle che ho scelto. Piccoli accorgimenti per un’idea raffinata e del tutto home made.

PicsArt_12-20-11.06.56.jpgLa preparazione delle portate del menù  costituisce un rituale a cui non si rinuncia. Nei tre giorni di festa riproponiamo i piatti che rispecchiano rigorosamente la tradizione napoletana. Tranne piccole varianti apportate per gli antipasti, a tavola non mancano piatti a base di pesce per la Vigilia e a base di brodo, minestra e carne per il Natale. Dolci (roccoco’, struffoli, susamielli, raffioli, cassata) e frutta secca (le famose “ciociole” ovvero, noci, nocciole, mandorle, pistacchi) il momento piu’ buono, a mio avviso, di queste ricorrenze. La tavola, dunque, diventa protagonista. Scelgo sempre una tovaglia semplice, ma elegante, nei toni del rosso per il 24 e del blu per il 25 da abbinare con il mio servizio delle “occasioni”. I sottopiatti, che restano fissi per tutto il pranzo, non mancano mai, insieme alle posate ben allineate, come richiede il bon ton ed ai bicchieri, nelle due dimensioni, accompagnati dai calici per il brindisi.

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Il centrotavola lo preferisco basso e poco ingombrante realizzato con rami di pino, candele, aghifogli e pigne.

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Per i segnaposto vi bastera’ ritagliare dei cartoncini colorati, magari usando delle forbici zig zag, su cui scrivere i nomi di ogni commensale usando una penna glitter. Potrete incollarli su delle mini mollette in legno, e il gioco e’ fatto! Semplici e graziosi, vi aiuteranno a far si che sulla tavola regni una perfetta armonia.

Ancora qualche piccolo dettaglio da definire in questi giorni, dunque, e si va in scena! Pronti per godere di un sentimento di benessere,  di calore familiare, di generosita’ diffuso, da condividere con tutti coloro che amiamo.