La creatività non può andare in vacanza!

Riposo e relax all’aria aperta tra montagna e mare é stata la formula giusta per ricaricarmi, ma la fantasia e la creatività non sono di certo andate in vacanza, anzi, è proprio in questi momenti, secondo me, che con la mente libera dal tran tran quotidiano, nascono le mie ispirazioni migliori.

La mia adorata macchina da cucire Necchi  Zakka, insieme ai libri e alle riviste dedicate al fai da te, sono rimaste tutte al loro posto nella mia craft room, così come perline, telaio, pittura e pennelli,  poco pratici da portare.  E allora cosa mettere in valigia per soddisfare l’irrefrenabile voglia di creare? Tantissimi i kit in commercio contenenti tutto l’occorrente per piccoli lavori fatti a mano, ma stavolta ho deciso di cambiare strategia e lasciare che un quaderno con delle pagine bianche mi facesse “da compagno” insieme a pastelli, pennarelli e penne colorate, per provare a costruire una bozza del mio primo bullet journal.

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Per chi non conosce cosa sia, si tratta in realtà di un metodo che, utilizzando fantasia, organizzazione e colori, consente di personalizzare, attraverso disegni e testi, una pagina bianca che potrebbe poi trasformarsi in una vera e propria forma di espressione artistica. Si ispira al ben noto diario segreto. Chi di noi non ne ha mai avuto uno?  Nonostante la preponderanza dei socials, sembra essere una consuetudine non andata del tutto perduta per fortuna! Anzi tante ragazze continuano a tenere un diario (come ai tempi della mia adolescenza) per riporre al sicuro le foto dei propri beniamini (cantanti, calciatori o divi del cinema) accanto a sensazioni ed emozioni dell’adolescenza. Io ancora oggi ne conservo alcuni e sfogliandoli, di tanto in tanto, mi concedo un tuffo nel passato.

Oggi, il classico diario, si è in qualche modo evoluto lasciando spazio, tra le sue pagine, ad una codifica del tempo, trasformandosi in un’agenda creata da zero, in cui tenere sotto controllo appuntamenti, pensieri, lavoro, obiettivi, attività quotidiane. Per qualcuno diventa un vero e proprio esercizio di scrittura e di colorazione. Il bullet journal sta spopolando, infatti, insieme al cosiddetto adult colouring (un modo per ritrovare la propria fantasia e creatività, allentando lo stress e lasciandosi guidare dalle sensazioni del momento attraverso i colori, senza dover possedere alcuna dote artistica) e all’ hand lettering (lo studio e la riproduzione di nuovi caratteri, lettere, numeri, punteggiatura, con una particolare forma).

Ho quindi pensato di iniziare a documentarmi e capire come procedere per creare il mio “manuale quotidiano” ideale. Primo step, munirsi di un semplice quaderno economico e funzionale con la copertina o una più professionale e costosa agenda vuota con fogli a righi, quadretti o puntini (tipo Moleskine,  Leuchtturm ) in vari formati.

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Importante la scelta dei pastelli (per chi se la sente ed ha tempo di disegnare), pennarelli, brush pens (penne con punta speciale per chi vuole cimentarsi anche nell’ hand lettering) e soprattutto di penne colorate per stabilire un colour coding (una simbologia per tutte le attività che desideriamo riportare). Tante le marche in commercio che ne propongono di bellissime e dal tratto più o meno fine (Stabilo, Staedler, Faber Castel). C’è davvero l’imbarazzo della scelta! Io per ora ho preso questi strumenti base Stabilo ed altri economici per provare :

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Nella fase iniziale della progettazione c’è tutto un lavoro di codifica standard fatto di simboli (in gergo di Keys), di messa a punto dell’index (cioè un indice in cui riportare in maniera dettagliata  il numero e la corrispondenza delle varie pagine che si andranno a riempire), di scelta di un elemento grafico da riportare per i vari mesi (tutto questo lo sto ancora studiando). Comodo stabilire un daily log, un montly log o un  future log (ossia la vista generale giornaliera su giorno, mese ed anno, in cui indicare impegni, cose da fare già definiti) e delle collection (ossia delle liste di vario tipo) in cui appuntare delle note.

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Quindi, facendo capo alla nostra organizzazione mentale (scadenze, appuntamenti, appunti, finanze ecc), si può trasformare, per chi ha tanto estro e tempo, ogni azione in tanti piccoli disegni o  provare a ricreare una illustrazione dell’intera giornata. Il bello è che ogni mese si può cambiare impostazione, adattarlo come più ci piace in base alle  esigenze del momento, affinché tutto si trovi poi magicamente a posto. Insomma, a parte gli steps di base, niente regole, ma solo la nostra personale originalità.

Ho iniziato a sperimentare creando un mandala sulla prima pagina.

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Poi mi sono lanciata nella progetta del mese di Agosto 2017 (tanto per essere in tema) giusto per prendere dimestichezza e per fare le prime prove.

Poi acquisterò  un’agenda puntinata e di buona qualità per iniziare con Settembre 2017 e man mano stabilirò meglio i contenuti, seguendo anche i suggerimenti dei tanti youtuber che ci accompagnano con il “plan with me” (pianificazione mensile).

I miei preferiti:

Non mi resta che usare questa mia personalissima “tavolozza” per dare libero sfogo alla fantasia,  mantenendo così un filo diretto con la creatività. Vi terro’ aggiornati su quanto riusciro’ a creare. Buone proseguimento di vacanze a tutti o buon rientro per chi e’ gia’ a lavoro! A presto 😉

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Chalk Paint “mania”

Il caldo quest’anno non si è fatto attendere. L’afa di questi giorni invoglia a stare all’aria aperta, e così, approfittando delle ore più fresche e del tempo libero a disposizione (ho messo da parte solo per poco la mia adorata macchina da cucire!), mi sono dedicata ad una delle mie prime passioni, la pittura. Non che io sia  una professionista in materia, piuttosto mi definirei un’appassionata del decoro e dell’arte di trasformare e riciclare utilizzando colori e pennelli.

Ho scoperto la Chalk Paint da quando ho iniziato ad acquistare in edicola le uscite di Crea e Decora della De Agostini. I progetti suggeriti passo a passo sono interessanti. La vernice a base d’acqua protagonista dell’intero piano dell’opera è materica, densa, gessosa, coprente, atossica e si adatta sia per interni che per esterni; inoltre, si presta a trasformare tantissimi materiali senza la necessità di un aggrappante, senza richiedere la preparazione della superficie su cui lavorare.

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La sua capacità di trasformare e recuperare, in pochi colpi di pennello, mobili e oggetti di uso quotidiano anche un po’ malconci, è incredibile. La tecnica Chalk sta ottenendo un grande successo negli ultimi tempi, specie da quando l’handmade e l’home decor sono di nuovo in auge. E pensare che questa pittura è stata  ideata tre decenni fa da Annie Sloan, una delle più conosciute decoratrici ed influencer nel campo dell’interior design nel mondo.

I suoi lavori di restiling hanno ottenuto un tale successo nel tempo, da trasformare questo suo vero e proprio “esperimento creativo” in un marchio registrato e commercializzato nel mondo. Plastica, legno, vetro, metallo, vimini, tappeti in cocco, stoffa, nulla sfugge a questa pittura, la fantasia e l’estro fanno il resto.  Riguardo allo stile, si può dire che la tecnica interpreti alla perfezione lo shabby chic e il country style. I colori sono, in genere, quelli tipici delle tinte pastello.

Navigando nel web, si trovano addirittura ricette self-made per poterla fare in casa con acrilico, gesso di Bologna e acqua, secondo specifiche proporzioni.

Il mio primo esperimento è stato il decoro su legno e vetro per creare un set da bagno. Ho seguito il tutorial dell’uscita n. 7 di Crea e Decora e ho scelto il colore verde meta. Il risultato è stato immediato.

Ho acquistato il vasetto in legno in un negozio dedicato all’hobbistica e sono bastate due passate per trasformarlo in un porta sali da bagno, con tanto di decorazione con cartoncino e pout pourri . Il barattolo in vetro l’ho acquistato, invece, in un negozio di articoli per la casa e trasformato in un portaspazzolini. In questo caso sono state necessarie tre passate di pittura e l’uso di una spugnetta abrasiva.

Per dare una finitura che protegga la porosità tipica conferita agli elementi decorativi e per evitare macchie di umido, ho utilizzato una cera opaca all’acqua. Che ne dite del risultato?

Vi lascio un paio di link di blog che ho consultato dove potrete prendere idee e provare a cimentarvi rinnovando, magari, qualche oggetto o mobile della vostra casa in pochi semplici mosse.

Io sono pronta per sperimentare tanto altro…perciò stay toned 😉

Scampoli di tessuto free style

Ciao a tutti 🙂 Eccomi finalmente tornata di nuovo all’opera.

Nell’ultimo mese mi sono lanciata in una “nuova avventura” lavorativa che mi ha arricchita sia dal punto di vista professionale che umano. Quindi ho potuto dedicare meno tempo alla sfera creativa, ma non ho fatto altro che appuntare, nel poco tempo, libero nuove idee. Nei week end a disposizione sono riuscita anche a completare un progetto in standby.

Infatti avevo deciso qualche mese fa che era ora di mettere mano agli scampoli di tessuto da tappezzeria, perché la regola principale di ogni creativo che si rispetti è, innanzitutto, ricercare, riciclare e non buttare via nulla, soprattutto gli avanzi di stoffa. Ed io ormai ne ero strapiena!

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Amo il riciclo creativo e sono convinta che tutto si può riutilizzare e reinventare con fantasia. Perciò con l’aiuto della mia amica Anna, grande appassionata di handmade bijoux, abbiamo ideato, sulla base delle dimensioni del tessuto a disposizione, delle pochette con tracolla e pietre dure.  Ci siamo ispirate alle carpet bag, cioè a quelle borse che ricordano i tappeti e la tappezzeria di casa, come queste:

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Carpet bag sul web

Le loro origini risalgano addirittura al 1860 quando negli Stati Uniti i vecchi tappeti si usavano  per creare delle borse indistruttibili da viaggio, proprio come la mitica borsa magica di Mary Poppins, ve la ricordate

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Alcune addirittura si potevano slacciare e si trasformavano in coperte da viaggio.

Per rende le nostre “carpet pochette” un po’ più consistenti, abbiamo usato della teletta termoadesiva per i colletti delle camice e della fodera in nouance con i colori e le fantasie damascate scelte. Poche e semplici cuciture dritte e il  tutto si realizza in breve tempo.

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Le nostre carpet pochette prima dello step finale

Per la parte decorativa ci ha pensato Anna, abbinando catene, cordoncini e  pietre in tinta.

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Per noi donne, credo siate d’accordo, le borse non sono mai abbastanza. Ne abbiamo una per ogni occasione e di tutte le dimensioni. Perché ogni borsa deve adattarsi anche al nuovo vestito o alle nostre scarpe preferite. Quelle che vedete in foto sono tutte quelle realizzate:

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Dopotutto cosa si adatta meglio ad un outfit nuovo di zecca se non una deliziosa borsetta handmade?

A presto 😉

Questioni di creatività “seriale”

Ciao a tutti, negli ultimi tempi continuo a chiedermi, creativi si nasce o si diventa? La creatività è uno stile o un modo di essere? Ho provato a fare una breve ricerca per soddisfare questa curiosità, anche perché è da un po’ che sono diventata “hobbista seriale“.

Secondo gli esperti, definire la creatività in poche righe pare sia difficile. La conferma arriva, infatti, da quanto è emerso nel congresso annuale della Società di neuroscienze del 2013 a San Diego:  “la creatività sarebbe un processo ancora più complesso dell’intelligenza, un fattore personale che conduce alla realizzazione di idee nuove, originali, innovative, capaci di apportare beneficio, soddisfacimento di un bisogno, risoluzione di un problema“. Dunque sembrerebbe che nel nostro cervello, non esista un’area specifica “fonte di idee originali“, così come avviene per altre funzioni celebrali dalle cui scaturiscono azioni specifiche. L’atto creativo resta qualcosa di individuale anche quando si esprime in una dimensione collettiva (come ad esempio nel campo della ricerca medico-scientifica o in ambito artistico, teatrale o cinematografico) ed è prerogativa non solo di un talento naturale, ma anche di fatica, fortuna. Alla base c’è un ingrediente segreto: la passione.

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Quando un’idea prende vita, il percorso più entusiasmante è la motivazione verso l’obiettivo e per quello che si sta per realizzare. Quindi la creatività è in ognuno di noi, forse sepolta, sottovalutata, ma se scaviamo, c’è. Talvolta abbiamo paura addirittura di esprimerla, ma risvegliarla e farla crescere è anche frutto di impegno e tempo.

Questo è quello che è capitato  a me. Da sempre dedico il tempo libero a conoscere e sperimentare il campo dell’ handmade. Quando poi ho scoperto Pinterest (pin=puntina o to pin=appuntare e interest=interesse),  il social sbarcato in Italia nel 2012, il mondo delle idee si  spalancato ed è diventato a portata di clik. Creare un bacino virtuale che offra una così ampia panoramica su interessi e tendenze, è stata una vera genialata!

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Basta inserire delle parole chiave, meglio ancora se in lingua inglese (io di solito uso DIY=D0 It Yourself, Decorations=decorazioni, Flowers=fiori, sew creative=cucito creativo, Handmade=fatto a mano, Home decor, découpage ecc.), ed inizia il viaggio tra milioni di immagini sull’argomento scelto. Si vedono comparire infinite bacheche tematiche dentro le quali si può iniziare a perdersi e ad entusiasmarsi allo stesso tempo. Tutto contribuisce a creare nuove fonti di ispirazione e l’universo di input, porta a navigare quasi senza sosta. Ispirarsi certo è una buona cosa, ma bisogna farlo con astuzia. Copiare risulterebbe eccessivo, meglio quindi rielaborare seguendo il proprio estro, per creare con uno stile che ci rispecchi.

Per  tenere traccia di tutto quello che ci piace sul web e non perdere nulla, niente di più facile che iscriversi dunque a Pinterest, iniziando a creare le proprie bacheche personali a tema. “Pinnare” tutte le immagini scelte e condividerle con il mondo è diventato ormai il mio passatempo preferito.  Questa è la mia grande bacheca che cresce di giorno in giorno e si arricchisce anche delle mie creazioni:

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Un mix delle mie bacheche

 

Ogni volta che scopro una tecnica nuova, un trend di stagione che mi interessa, una ricetta di cucina, non resisto, ed eccomi pronta a navigare. Direi che sono diventata una dal “pin” facile!

E voi amici? Che ne pensate? Siete dei “serial pinner” come me?

A prestissimo 😉

Irresistibile stile Zakka

Ciao a tutti! Eccomi reduce dalla settimana post Pasqua, impegnativa e come sempre all’insegna dei piaceri della tavola e della compagnia di tutta la famiglia.

Dunque, una breve pausa dalla routine quotidiana, ma eccomi già da qualche giorno all’opera con nuovi progetti. Poco più di un anno fa, proprio nel periodo pasquale, sostituivo, seppur a malincuore, la mia prima macchina da cucire automatica Pfaff per acquistare la nuova Necchi Zakka N510 elettronica firmata da Emanuela Tonioni (sono una sua grande fun). L’ho personalizzata da subito con gli stickers in dotazione, e ad oggi mi accompagna fedelmente nelle mie ormai continue “evoluzioni creative”.

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La mia Necchi Zakka N510

E’ proprio alla nota protagonista di tanti tutorial  di cucito creativo della trasmissione Detto Fatto, su Raidue, che si deve l’introduzione in Italia dello stile Zak-ka, un tipo di design e tecnica creativa caratterizzata dall’unione di colori e fantasie in coordinato.

Da quando ho esplorato il mondo di questo delicato ed irresistibile stile, tutti i miei progetti ne sono fortemente influenzati, anche perché mi ricorda moltissimo il mondo di Holly Hobbie che da bambina adoravo. Ho scoperto che da qualche anno “lo Zak-ka” è diventato un vero e proprio mood, capace di fare tendenza. Arrivato dal lontano Giappone, si è diffuso rapidamente in tutta l’Asia influenzando il design, l’arredamento, la casa, l’artigianato, la moda che lo ha interpretato in maniera particolare, dando vita ad abiti comodi e pratici, dai colori e tessuti naturali impreziositi con bottoni di legno o cocco, pizzi, ricami, toppe e piccoli nastri.

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Moda Zakka

La traduzione letterale è: “Zak-ka” (in inglese “many things“, in italiano “molte cose”). La sua filosofia si basa sulla fusione di tutta una serie di elementi decorativi frutto in primis di un processo produttivo artigianale ispirato alla natura, al vintage, al retrò. Più in generale esprime il concetto di “cosa piacevole, che dona benessere”. I materiali che ne sono protagonisti sono la carta, il cotone, il legno chiaro o scuro, la lana, il lino. Il suo fascino risiede soprattutto nel piacere di realizzare in maniera artigianale piccoli oggetti, utili per le necessità di tutti i giorni e addirittura per migliorare la qualità della vita.

 La cura dei dettagli lo rende unico ed inconfondibile, così come la scelta dei colori tenui e neutri che conferiscono un’aria naif. Il più noto artista giapponese di questo stile è Shinzi Katoh che lo riproduce dalle illustrazioni per bambini ed adulti ad una serie di accessori e complementi per  l’ home decor  e la cartoleria. Tra gli elementi più utilizzati da decorare, vasetti di vetro riciclato, bambole matrioska, oggetti d’epoca, piante, cestini, quaderni.

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Stile Zakka

Questo stile si è declinato alla perfezione anche in una delle tecniche artigianali più in voga degli ultimi anni: il cucito creativo. I progetti che si ritrovano sul web sono ricchi di piccoli particolari (bottoni, etichette, nastrini, pizzi) che donano un aspetto tenero e buffo, addirittura un po’ infantile.   Puntaspilli, porta cucito, astucci, porta bicchieri, svuota tasche, pochette, i più gettonati accessori handmade.  Lo stile francese si è poi unito con lo “Zak-ka” per dare un tocco chic. I materiali prediletti sono  generalmente il lino (soprattuto grezzo) e  il cotone, puntando sull’abbinamento di stoffe in coordinato, con fantasie floreali, minute (quadretti, pois, righine), dai toni pastello. Il tutto viene impreziosito dall’impiego della tecnica del patchwork, dai ricami a mano o a macchina o da altre decorazioni aggiuntive. Tra le tecniche di cucito più impiegate, l’appliqué a mano o a macchina e lo sketch applique (più complesso, ma dall’effetto unico).

Tra le riviste di cucito dedicate a questo orientamento creativo la mia preferita è Zakkalicious, Lumina edizioni, curata dalla stessa Emanuela Tonioni. I miei ultimi lavori sono ispirati quasi tutti da tanti progetti illustrati passo passo e da subito hanno incontrato il gusto di tutti:

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Progetti Zakka

Tra le ultimissime creazioni ci sono anche delle tovagliette all’americana, in appliqué e ricamo a macchina che poi ho plastificato, in modo da renderle impermeabili, con un foglio di Iron-on vinyl , facile e comodo da utilizzare con l’aiuto del ferro da stiro. Ecco il risultato:

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Tovagliette americane Zakka

Spero che questo post vi abbia incuriosito e spinto magari a cimentarvi in questa tecnica creativa. Questo il link dove potrete approfondire di più, ma naturalmente ne troverete tanti altri sull’argomento come questo ad esempio. Tra le letture che mi propongo di acquistare eccone tre che non mi lascerò sfuggire: Zakka-Style Gifts di Cecilia Hanselmann, Zakka Style di Rashida Coleman-Hale e Zakka Handmades di Amy Morinaka.

A prestissimo!

 

Un anno nella “blogosfera”

E’ esattamente un anno fa che nasceva il blog “Il Laboratorio Creativo di Scarlett”. L’idea di creare uno spazio in cui condividere le mie “evoluzioni creative” era in mente da un pò, ma per addentrarmi in quella che si può definire la “blogosfera, ce ne ho messo di tempo. Dovevo affacciarmi in un mondo diverso da quello dei social network, dove è sufficiente postare una foto, aggiungere un breve commento e qualche hashtag, per iniziare ad avere visibilità ed interagire conquistando dei like. Ben consapevole di questo, ho iniziato prima a diventare una brava “blogonauta”, cioè seguire altri blog riguardanti vari argomenti di mio interesse come cucina, moda, design, handmade, per trarre ispirazione. Poi ho fatto tesoro dei consigli in rete di esperti blogger per avere qualche strumento in più con cui migliorare la stesura dei post, capire quante parole minimo usare (perché i motori di ricerca si accorgano dei contenuti!), preparare una scaletta degli argomenti da trattare,  curare con meticolosità il profilo linguistico, valorizzare i contenuti con immagini opportune.  Gestire un blog, quindi, richiede soprattutto costanza, impegno, ricerca continua, passione per quello che si fa. Tutti ingredienti fondamentali.

La scelta di WordPress  in versione hosted gratuita è stato il passo successivo.  Mi è sembrata da subito la piattaforma blogging più adatta alle mie esigenze, dal momento che per prenderne confidenza non bisogna avere conoscenze di codificazione  (io ne sono quasi a digiuno!). Da subito ho iniziato a personalizzare quello che sarebbe diventato il mio spazio attraverso plugin, widget e temi professionali. Giunta a questo punto, non restava che procedere con la scelta di una scaletta dei primi argomenti da trattare. Esattamente un anno fa, l’8 Febbraio 2016, il mio esordio.  Ricordo ancora l’emozione di preparare la bozza n.1 e la soddisfazione di dare quel clik che avrebbe lanciato in rete il post. Dal giorno della pubblicazione l’avrò riletto tantissime volte (è sempre una buona abitudine farlo!).

In questo arco temporale sono riuscita a scrivere abbastanza (anche se non proprio quanto avrei voluto) e con una certa regolarità mensile. Alcuni argomenti trattati sono stati frutto di approfondimento delle tecniche apprese e sperimentate dai miei libri creativi (che continuo a “collezionare” con grande passione) o dalle riviste dedicate al settore del cucito creativo e dell’handmade;  per altri post ho preso spunto da esperienze di viaggio, o semplicemente dalle feste e dalle ricorrenze. Tutto in ogni caso è dettato da una voglia  irrefrenabile di dare vita  a nuovi progetti che siano innovativi o semplicemente reinterpretati, purché rispecchino uno stile “my way“.

Fondamentale è stato portare sempre con me carta e penna (o un dispositivo elettronico) per appuntare, quando possibile, un’idea o uno schizzo, perché l’ispirazione è sempre dietro l’angolo. Seguire le fiere creative della mia zona, o ritagliarmi del tempo per partecipare a dei corsi per perfezionare o provare un nuovo settore creativo, hanno fatto la differenza. Come pure creare delle bacheche personali  su Pinterest, il “catalogo mondiale delle idee” (impossibile resistere a “pinnare” più e più volte al giorno!) o approdare su Facebook ed Instagram I socials hanno rappresentato il mio primo vero trampolino di prova in questo campo, soprattutto per prendere contatti con tante creative nel web e con le varie community.  Il mio percorso è iniziato anche grazie ad una proficua interazione quotidiana con altri bloggers e con i miei primi followers (che ringrazio naturalmente di cuore!) per scambiare idee, opinioni, critiche sui progetti finiti. Questo mi ha spinto ancora di più ad abbracciare sfide creative sempre nuove, allargando i confini del DIY (Do It Yourself) diventando quasi un “hobbista seriale”.

In futuro mi piacerebbe imparare a sfruttare al meglio tutte le potenzialità che un blog può offrire. Il mio sogno nel cassetto sarebbe quello di farlo decollare al punto di decidere di  passare ad una versione self hosted, e perché no,  diventare addirittura una blogger professionistaMa un passo alla volta, tengo bene i piedi per terra! La strada è lunga. Già essere riuscita a districarmi in un campo nuovo e per me pressocchè sconosciuto, è stata una grande soddisfazione. Curiosità e passione saranno, sono certa, la ricetta giusta per guardare lontano.

Il Navy style: lo stile che “ruba” i colori al Mediterraneo

Quest’anno la vacanza al mare non è stata tra le mie mete. Avevo voglia di tanto verde e di lunghe passeggiate in posti nuovi ed inesplorati, ma il mare me lo porto sempre dentro, perché è parte integrante della mia città, Napoli. Con la sua infinita bellezza, il mare ci regala momenti indimenticabili ed e’ da sempre fonte di ispirazione di tanti artisti. Il mondo della moda, in particolare, prende spunto da questa immensa risorsa dalle mille sfumature di blu, per riproporre periodicamente sulle passerelle della primavera/estate, uno stile dal gusto casual, ma raffinato allo stesso tempo: lo stile marinaro o navy styleEsso affonda le sue radici nella Francia del 1958, anno in cui fu emanato un decreto governativo che imponeva ai marinai di indossare una divisa a strisce in “stile breton” con i colori dell’Oceano. Fu la famosa Coco Chanel, nel 1977, ad intuire l’eleganza di questa mise tanto a lungo ignorata. Un’intera sua collezione, in quegli anni, ne racchiuse il fascino e lo consacro’ come un’icona del prêt-á-porter. Grazie all’ingegno creativo dell’eclettica stilista, il navy stile, fu riconosciuto a livello internazionale e interpretato da diverse Maisons. Gli immancabili dettagli che lo caratterizzano sono: bottoni (simili a quelli delle giacche degli ufficiali di bordo), cordoni annodati su maglie, righe orizzontali, verticali ed oblique che quest’anno conquistano anche accessori, costumi e shorts.  Questo mood, diventato ormai un classico tra i classici,  finisce per influenzare anche il mondo del design e dell’home decor: qui si arricchisce di elementi naturali come legno, cotone o lino. Ancore, timoni e stampe a righe, rigorosamente nei colori del navy blu, del bianco, del rosso corallo o del giallo solare, diventano protagonisti.

 Amo molto questo look sobrio e nello stesso tempo ricercato in tutte le sue espressioni. Per me poi ha un significato speciale. È legato al periodo del mio viaggio di nozze in Francia. Mi ricorda, in particolare, una splendida località nella regione della bassa Normandia, sulla riva meridionale della Senna, chiamata  Honfleur.  Questa cittadina è un vero gioiello, conserva tutto il fascino dei porti di mare, con i velieri ancorati alle banchine che rievocano l’antica tradizione marittima. L’atmosfera del posto la ricordo magica ed elettrizzante. La stanza dell’Hotel “La Maison di Lea”, dove avevamo trovato alloggio per un paio di giorni, era fantastica! L’arredamento era curatissimo, in legno chiaro abbinato ai toni del blu e dell’azzurro.  Ma quello che più mi colpi’ furono i dettagli. Cotoni grezzi e lino, tessuti a righe, conchiglie, stelle marine, pesci, sabbia, onde, coralli, cordoni con nodi marinari, incorniciavano dalle tende ai quadri in maniera armoniosa. Mi ricordo che pensai subito: “perche’ non portare nella nostra futura casa un angolo di questa splendida atmosfera marina?”. Da qui la scelta di ricercare quegli stessi elementi che tanto mi erano piaciuti, affinché, nel tempo, si mantenesse sempre vivo il romantico ricordo di quel viaggio in un angolo del nostro quotidiano.

Il mio bagno in stile marinaro (vedi foto)

Bastano pochi accorgimenti per ricreare, anche in un piccolo spazio di un’abitazione cittadina, l’atmosfera in riva al mare. Quello che fa la differenza sono i dettagli. Innanzitutto, bisogna scegliere bene i colori. Tutte le sfumature del mare, dal blu al verde acqua, all’azzurro, passando per il bianco, il giallo ed il color corallo, sono perfette per interpretare correttamente questo stile. Poi bisogna dedicarsi alla ricerca, nei negozi di home decor della propria città o nelle varie località marine di vacanza, di diversi soggetti a tema in colori neutri che richiamino elementi naturali come sabbia e legno. Io ormai ne sono quasi satura! Il mio “angolo di mare” è concentrato soprattutto nell’arredo bagno. Attraverso l’uso di sfumature del turchese, del blu e dell’azzurro scelte per le piastrelle, accoppiate al bianco gesso degli altri accessori, sono riuscita a conferire un aspetto rustico e costiero. Non devono mancare le gia’ citate conchiglie e le stelle marine, magari imbrigliate in finte reti da pesca; marinai, barchette e fari, sono da mettere in primo piano. Stampe delicate con motivi marini possono invece arricchire di dettagli tenda, asciugamani, tappeto in spugna, tutti rigorosamente decorati hand made. Tra i miei “gingilli” preferiti acquistati qua e la’, tre quadretti in legno con salvagente, àncora e barchetta in rilievo. Immancabile un faro in legno che troneggia su una delle mie mensole, affiancato da una romantica barca a vela in legno e stoffa e da una simpatica bagnante, con costume anni ’30, in atteggiamento vezzoso. In una cornice di Ikea bianca ho fissato una cartolina acquistata in un viaggio precedente nell’ovest Francia, fatta con la sabbia della Dune de Pila (la duna più alta d’Europa, dalla quale si può ammirare la plage sconfinata del Bacino di Archachon)

Con la mia solita mania di personalizzare tutto, unitamente alla passione per il cucito creativo, mi sono ispirata per confezionare un portarotolo decorato con la tecnica dell’appliqué. Il  découpage, invece,  l’ho usato per decorare due tegole, entrambe recanti come soggetto i fari. Lo specchio rotondo, scelto apposta per ricordare un grande oblo’, l’ho reso meno anonimo incollando, su di un lato, delle semisfere in vetro turchesi alternate quà e là da piccole conchiglie e stelle marine. Questa, dunque, la mia personalissima interpretazione del navy style. Spero di avervi fornito qualche spunto per creare il vostro piccolo angolo di mare! Date pure libero sfogo alla creativita’ e lasciatevi avvolgere dall’atmosfera calda e di relax che solo questo stile sa regalare.

Link utili:

https://www.google.it/url?sa=t&source=web&rct=j&url=https://www.dalani.it/casa-navy-style-casa-navy-style/&ved=0ahUKEwjWx5qv1ffOAhUFfxoKHZrWAQMQFghVMAs&usg=AFQjCNEWYv4K9KdAQCg0Z5u9u3N7-eNZ8w&sig2=wwJo6AKN1iUSOLB2kS0hPg

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