Il Neoprene: un tessuto tecnico molto versatile

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Il neoprene (originariamente denominato duprene) è la denominazione commerciale dell’azienda DuPont Performance Elastomers, per una famiglia di gomme sintetiche basate sul policloroprene. È uno dei materiali che ha fatto più tendenza negli ultimi anni.
Molti brand di lusso, infatti, ne hanno fatto un must della loro collezione rendendolo protagonista delle passerelle sia nella stagione estiva che invernale, proponendolo come elemento portante di borse, accessori e vestiti in insoliti accostamenti di colore. Qualche stilista ne ha fatto un tratto distintivo dei capi prêt-à-porter, fondendolo con altri materiali più classici come chiffon o pizzo.
Eppure, l’ultima frontiera dei tessuti, ha origini nel secolo scorso. Fu inventato negli anni ’30 da due scenziati, Arnold Colins e Wallace Carothers dell’azienda DuPont e vide il suo primo impiego solo vent’anni dopo, per la creazione di costumi per due surfisti californiani che subito ne apprezzarono le proprietà isolanti e repellenti. Negli anni ‘80 iniziò a diventare un tessuto tecnico di riferimento per l’abbigliamento sportivo e tutt’ora è impiegato anche nel campo automobilistico e nel settore nautico.

Caratteristiche tecniche e costi

Ma di cosa è fatto esattamente il neoprene? È stato il primo residuo della gomma sintetica prodotto a larga scala. È noto anche come “tessuto scuba” e si presenta poroso e molto flessibile, caratteristiche che gli conferiscono proprietà molto singolari. È dotato, infatti, di una buona elasticità, risulta resistente ai tagli, allo schiacciamento e alla stropicciatura, è isolante e resistente ad acqua e calore; reagisce in modo inerte nei confronti di molti agenti chimici, olii e solventi. Un perfetto antimacchia insomma! Ha costi accessibili, non ha bisogno di rifiniture particolari, si taglia facilmente con una forbice ben affilata e lo trovate in vendita nelle mercerie ben fornite.

Come ho utilizzato il neoprene

Incuriosita da un progetto di una borsa visto in una vetrina e affascinata dalle proprietà di questo materiale, acquistai due fogli bicolore nella primavera dello scorso anno e ne fui subito conquistata. L’idea di creare una bag di medie dimensioni mi spinse subito a provarlo e, non sapendo bene quale tipo di modello fosse più adatto per ottenere una forma carina, acquistai un cartamodello per borsa classico (poi ho imparato a disegnarne diversi uno da sola!). Confesso che in un primo momento ero preoccupata per la cucitura a macchina. Non avevo mai lavorato nulla di quello spessore.
Feci prima delle prove su dei ritagli residui e, una volta deciso il punto più adatto, in breve tempo, completai la parte principale del progetto. Era la mia prima borsa! Dovetti però studiare un po’ su come fare i buchi necessari all’applicazione dei manici. Ricordo che utilizzai degli occhielli in metallo muniti di linguette riposizionabili. Solo dopo averli montati feci il vero e proprio buco ritagliando con delle forbicine ben affilate il tessuto in eccesso. Pensai a lungo anche a che tipo di manico fosse più adatto. Scelsi come soluzione degli anelli in plastica che, incastrati tra loro, formano una catena della lunghezza desiderata. Ancora pochi passaggi per le cuciture, l’applicazione di una chiusura magnetica e la borsa prese vita. Inutile dire che fui molto soddisfatta soprattutto perchè tutto si era rivelato molto più semplice del previsto. Il risultato? Beh giudicate voi! Come prima borsa direi niente male, no?

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Il colore giallo e arancio mi sembrava perfetto proprio in previsione dell’estate. Ma non la tenni per me. La regalai a mia madre per la festa della mamma! Poi basto’ che lei la indossasse qualche giorno e dopo poco le sue amiche mi chiesero di realizzarne ancora in altri colori. Ben volentieri mi rimisi all’opera.
Buona parte del foglio di neoprene era avanzato (non si butta via niente!). Pensai un bel po’ a cosa avrei potuto realizzare ancora, questa volta per me. L’ispirazione non tardò ad arrivare. Detto fatto, ormai ero esperta, realizzai nel giro di un’oretta una pochette con bottoni in tinta, comoda e leggera che ho poi sfruttato moltissimo.
Consiglio questo materiale a chi vuole cimentarsi in qualcosa di innovativo, senza la necessità di possedere una grossa manualità con il cucito a mano o a macchina (con cui il risultato è decisamente più definito), magari anche per realizzare progetti più semplici come un porta cellulare o un porta tablet, giusto per iniziare a prenderne confidenza e provare delle forme di piccole dimensioni. Poi, largo alla fantasia!