La creatività non può andare in vacanza!

Riposo e relax all’aria aperta tra montagna e mare é stata la formula giusta per ricaricarmi, ma la fantasia e la creatività non sono di certo andate in vacanza, anzi, è proprio in questi momenti, secondo me, che con la mente libera dal tran tran quotidiano, nascono le mie ispirazioni migliori.

La mia adorata macchina da cucire Necchi  Zakka, insieme ai libri e alle riviste dedicate al fai da te, sono rimaste tutte al loro posto nella mia craft room, così come perline, telaio, pittura e pennelli,  poco pratici da portare.  E allora cosa mettere in valigia per soddisfare l’irrefrenabile voglia di creare? Tantissimi i kit in commercio contenenti tutto l’occorrente per piccoli lavori fatti a mano, ma stavolta ho deciso di cambiare strategia e lasciare che un quaderno con delle pagine bianche mi facesse “da compagno” insieme a pastelli, pennarelli e penne colorate, per provare a costruire una bozza del mio primo bullet journal.

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Per chi non conosce cosa sia, si tratta in realtà di un metodo che, utilizzando fantasia, organizzazione e colori, consente di personalizzare, attraverso disegni e testi, una pagina bianca che potrebbe poi trasformarsi in una vera e propria forma di espressione artistica. Si ispira al ben noto diario segreto. Chi di noi non ne ha mai avuto uno?  Nonostante la preponderanza dei socials, sembra essere una consuetudine non andata del tutto perduta per fortuna! Anzi tante ragazze continuano a tenere un diario (come ai tempi della mia adolescenza) per riporre al sicuro le foto dei propri beniamini (cantanti, calciatori o divi del cinema) accanto a sensazioni ed emozioni dell’adolescenza. Io ancora oggi ne conservo alcuni e sfogliandoli, di tanto in tanto, mi concedo un tuffo nel passato.

Oggi, il classico diario, si è in qualche modo evoluto lasciando spazio, tra le sue pagine, ad una codifica del tempo, trasformandosi in un’agenda creata da zero, in cui tenere sotto controllo appuntamenti, pensieri, lavoro, obiettivi, attività quotidiane. Per qualcuno diventa un vero e proprio esercizio di scrittura e di colorazione. Il bullet journal sta spopolando, infatti, insieme al cosiddetto adult colouring (un modo per ritrovare la propria fantasia e creatività, allentando lo stress e lasciandosi guidare dalle sensazioni del momento attraverso i colori, senza dover possedere alcuna dote artistica) e all’ hand lettering (lo studio e la riproduzione di nuovi caratteri, lettere, numeri, punteggiatura, con una particolare forma).

Ho quindi pensato di iniziare a documentarmi e capire come procedere per creare il mio “manuale quotidiano” ideale. Primo step, munirsi di un semplice quaderno economico e funzionale con la copertina o una più professionale e costosa agenda vuota con fogli a righi, quadretti o puntini (tipo Moleskine,  Leuchtturm ) in vari formati.

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Importante la scelta dei pastelli (per chi se la sente ed ha tempo di disegnare), pennarelli, brush pens (penne con punta speciale per chi vuole cimentarsi anche nell’ hand lettering) e soprattutto di penne colorate per stabilire un colour coding (una simbologia per tutte le attività che desideriamo riportare). Tante le marche in commercio che ne propongono di bellissime e dal tratto più o meno fine (Stabilo, Staedler, Faber Castel). C’è davvero l’imbarazzo della scelta! Io per ora ho preso questi strumenti base Stabilo ed altri economici per provare :

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Nella fase iniziale della progettazione c’è tutto un lavoro di codifica standard fatto di simboli (in gergo di Keys), di messa a punto dell’index (cioè un indice in cui riportare in maniera dettagliata  il numero e la corrispondenza delle varie pagine che si andranno a riempire), di scelta di un elemento grafico da riportare per i vari mesi (tutto questo lo sto ancora studiando). Comodo stabilire un daily log, un montly log o un  future log (ossia la vista generale giornaliera su giorno, mese ed anno, in cui indicare impegni, cose da fare già definiti) e delle collection (ossia delle liste di vario tipo) in cui appuntare delle note.

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Quindi, facendo capo alla nostra organizzazione mentale (scadenze, appuntamenti, appunti, finanze ecc), si può trasformare, per chi ha tanto estro e tempo, ogni azione in tanti piccoli disegni o  provare a ricreare una illustrazione dell’intera giornata. Il bello è che ogni mese si può cambiare impostazione, adattarlo come più ci piace in base alle  esigenze del momento, affinché tutto si trovi poi magicamente a posto. Insomma, a parte gli steps di base, niente regole, ma solo la nostra personale originalità.

Ho iniziato a sperimentare creando un mandala sulla prima pagina.

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Poi mi sono lanciata nella progetta del mese di Agosto 2017 (tanto per essere in tema) giusto per prendere dimestichezza e per fare le prime prove.

Poi acquisterò  un’agenda puntinata e di buona qualità per iniziare con Settembre 2017 e man mano stabilirò meglio i contenuti, seguendo anche i suggerimenti dei tanti youtuber che ci accompagnano con il “plan with me” (pianificazione mensile).

I miei preferiti:

Non mi resta che usare questa mia personalissima “tavolozza” per dare libero sfogo alla fantasia,  mantenendo così un filo diretto con la creatività. Vi terro’ aggiornati su quanto riusciro’ a creare. Buone proseguimento di vacanze a tutti o buon rientro per chi e’ gia’ a lavoro! A presto 😉

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Questioni di creatività “seriale”

Ciao a tutti, negli ultimi tempi continuo a chiedermi, creativi si nasce o si diventa? La creatività è uno stile o un modo di essere? Ho provato a fare una breve ricerca per soddisfare questa curiosità, anche perché è da un po’ che sono diventata “hobbista seriale“.

Secondo gli esperti, definire la creatività in poche righe pare sia difficile. La conferma arriva, infatti, da quanto è emerso nel congresso annuale della Società di neuroscienze del 2013 a San Diego:  “la creatività sarebbe un processo ancora più complesso dell’intelligenza, un fattore personale che conduce alla realizzazione di idee nuove, originali, innovative, capaci di apportare beneficio, soddisfacimento di un bisogno, risoluzione di un problema“. Dunque sembrerebbe che nel nostro cervello, non esista un’area specifica “fonte di idee originali“, così come avviene per altre funzioni celebrali dalle cui scaturiscono azioni specifiche. L’atto creativo resta qualcosa di individuale anche quando si esprime in una dimensione collettiva (come ad esempio nel campo della ricerca medico-scientifica o in ambito artistico, teatrale o cinematografico) ed è prerogativa non solo di un talento naturale, ma anche di fatica, fortuna. Alla base c’è un ingrediente segreto: la passione.

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Quando un’idea prende vita, il percorso più entusiasmante è la motivazione verso l’obiettivo e per quello che si sta per realizzare. Quindi la creatività è in ognuno di noi, forse sepolta, sottovalutata, ma se scaviamo, c’è. Talvolta abbiamo paura addirittura di esprimerla, ma risvegliarla e farla crescere è anche frutto di impegno e tempo.

Questo è quello che è capitato  a me. Da sempre dedico il tempo libero a conoscere e sperimentare il campo dell’ handmade. Quando poi ho scoperto Pinterest (pin=puntina o to pin=appuntare e interest=interesse),  il social sbarcato in Italia nel 2012, il mondo delle idee si  spalancato ed è diventato a portata di clik. Creare un bacino virtuale che offra una così ampia panoramica su interessi e tendenze, è stata una vera genialata!

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Basta inserire delle parole chiave, meglio ancora se in lingua inglese (io di solito uso DIY=D0 It Yourself, Decorations=decorazioni, Flowers=fiori, sew creative=cucito creativo, Handmade=fatto a mano, Home decor, découpage ecc.), ed inizia il viaggio tra milioni di immagini sull’argomento scelto. Si vedono comparire infinite bacheche tematiche dentro le quali si può iniziare a perdersi e ad entusiasmarsi allo stesso tempo. Tutto contribuisce a creare nuove fonti di ispirazione e l’universo di input, porta a navigare quasi senza sosta. Ispirarsi certo è una buona cosa, ma bisogna farlo con astuzia. Copiare risulterebbe eccessivo, meglio quindi rielaborare seguendo il proprio estro, per creare con uno stile che ci rispecchi.

Per  tenere traccia di tutto quello che ci piace sul web e non perdere nulla, niente di più facile che iscriversi dunque a Pinterest, iniziando a creare le proprie bacheche personali a tema. “Pinnare” tutte le immagini scelte e condividerle con il mondo è diventato ormai il mio passatempo preferito.  Questa è la mia grande bacheca che cresce di giorno in giorno e si arricchisce anche delle mie creazioni:

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Un mix delle mie bacheche

 

Ogni volta che scopro una tecnica nuova, un trend di stagione che mi interessa, una ricetta di cucina, non resisto, ed eccomi pronta a navigare. Direi che sono diventata una dal “pin” facile!

E voi amici? Che ne pensate? Siete dei “serial pinner” come me?

A prestissimo 😉

Un anno nella “blogosfera”

E’ esattamente un anno fa che nasceva il blog “Il Laboratorio Creativo di Scarlett”. L’idea di creare uno spazio in cui condividere le mie “evoluzioni creative” era in mente da un pò, ma per addentrarmi in quella che si può definire la “blogosfera, ce ne ho messo di tempo. Dovevo affacciarmi in un mondo diverso da quello dei social network, dove è sufficiente postare una foto, aggiungere un breve commento e qualche hashtag, per iniziare ad avere visibilità ed interagire conquistando dei like. Ben consapevole di questo, ho iniziato prima a diventare una brava “blogonauta”, cioè seguire altri blog riguardanti vari argomenti di mio interesse come cucina, moda, design, handmade, per trarre ispirazione. Poi ho fatto tesoro dei consigli in rete di esperti blogger per avere qualche strumento in più con cui migliorare la stesura dei post, capire quante parole minimo usare (perché i motori di ricerca si accorgano dei contenuti!), preparare una scaletta degli argomenti da trattare,  curare con meticolosità il profilo linguistico, valorizzare i contenuti con immagini opportune.  Gestire un blog, quindi, richiede soprattutto costanza, impegno, ricerca continua, passione per quello che si fa. Tutti ingredienti fondamentali.

La scelta di WordPress  in versione hosted gratuita è stato il passo successivo.  Mi è sembrata da subito la piattaforma blogging più adatta alle mie esigenze, dal momento che per prenderne confidenza non bisogna avere conoscenze di codificazione  (io ne sono quasi a digiuno!). Da subito ho iniziato a personalizzare quello che sarebbe diventato il mio spazio attraverso plugin, widget e temi professionali. Giunta a questo punto, non restava che procedere con la scelta di una scaletta dei primi argomenti da trattare. Esattamente un anno fa, l’8 Febbraio 2016, il mio esordio.  Ricordo ancora l’emozione di preparare la bozza n.1 e la soddisfazione di dare quel clik che avrebbe lanciato in rete il post. Dal giorno della pubblicazione l’avrò riletto tantissime volte (è sempre una buona abitudine farlo!).

In questo arco temporale sono riuscita a scrivere abbastanza (anche se non proprio quanto avrei voluto) e con una certa regolarità mensile. Alcuni argomenti trattati sono stati frutto di approfondimento delle tecniche apprese e sperimentate dai miei libri creativi (che continuo a “collezionare” con grande passione) o dalle riviste dedicate al settore del cucito creativo e dell’handmade;  per altri post ho preso spunto da esperienze di viaggio, o semplicemente dalle feste e dalle ricorrenze. Tutto in ogni caso è dettato da una voglia  irrefrenabile di dare vita  a nuovi progetti che siano innovativi o semplicemente reinterpretati, purché rispecchino uno stile “my way“.

Fondamentale è stato portare sempre con me carta e penna (o un dispositivo elettronico) per appuntare, quando possibile, un’idea o uno schizzo, perché l’ispirazione è sempre dietro l’angolo. Seguire le fiere creative della mia zona, o ritagliarmi del tempo per partecipare a dei corsi per perfezionare o provare un nuovo settore creativo, hanno fatto la differenza. Come pure creare delle bacheche personali  su Pinterest, il “catalogo mondiale delle idee” (impossibile resistere a “pinnare” più e più volte al giorno!) o approdare su Facebook ed Instagram I socials hanno rappresentato il mio primo vero trampolino di prova in questo campo, soprattutto per prendere contatti con tante creative nel web e con le varie community.  Il mio percorso è iniziato anche grazie ad una proficua interazione quotidiana con altri bloggers e con i miei primi followers (che ringrazio naturalmente di cuore!) per scambiare idee, opinioni, critiche sui progetti finiti. Questo mi ha spinto ancora di più ad abbracciare sfide creative sempre nuove, allargando i confini del DIY (Do It Yourself) diventando quasi un “hobbista seriale”.

In futuro mi piacerebbe imparare a sfruttare al meglio tutte le potenzialità che un blog può offrire. Il mio sogno nel cassetto sarebbe quello di farlo decollare al punto di decidere di  passare ad una versione self hosted, e perché no,  diventare addirittura una blogger professionistaMa un passo alla volta, tengo bene i piedi per terra! La strada è lunga. Già essere riuscita a districarmi in un campo nuovo e per me pressocchè sconosciuto, è stata una grande soddisfazione. Curiosità e passione saranno, sono certa, la ricetta giusta per guardare lontano.

Una tecnica affascinante: l’appliqué

Benvenuti ancora nel mio blog.  Oggi inauguro il mio primo post dell’anno parlandovi di cio’ che finora ho appreso di una tecnica che, probabilmente, chi e’ appassionato come me di cucito creativo, conosce gia’ o almeno una volta l’ha sperimentata. Per voi che invece state muovendo i primi passi nel fantastico mondo fatto di ago, filo e macchina da cucire e cercate un modo unico per esprimere la vostra creativita’, allora questa e’ la tecnica che fa per voi!

Origini della tecnica

Il termine applique’ deriva dal francese appliquer, cioe’ “applicare” e nacque dall’esigenza di rammentare i vestiti o coperte usurate. Consiste nel collocare un pezzo di tessuto precedentemente sagomato, sopra o all’interno di un altro, per poi procedere ad una cucitura a mano (come in uso in passato) o a macchina (apartire dal 1846 in modo piu’ veloce). Oggi l’applique‘ si puo’ considerare una vera e propria forma d’arte molto versatile, dove l’inventiva ed il tocco personale sono le prerogative che la caratterizzano.

Tessuti, filati, punti e supporti

Il primo step per iniziare, e’ imparare a scegliere i tessuti giusti per un lavoro pulito e preciso, fin dal primo approccio. I tessuti 100% cotone sono ideali perche’ si risvoltano bene, non sfilacciano troppo, hanno una vasta gamma di colori e fantasie abbinabili, sono adatti al lavaggio. Per chi diventa poi esperto, puo’ osare con tessuti come sete, velluti, feltro, ad esempio.

Per quanto riguarda i filati, e’ preferibile scegliere quelli sottili da cucito n. 50 o 60 nei colori uguali o intonati con il tessuto, se si lavora a macchina, mentre un filato piu’ decorativo, di un numero superiore (tipo da ricamo, perlato o metallico) se si decide di rifinire il lavoro a mano e rendere la bordatura piu’ visibile.

I punti utilizzati per questo tipo di lavoro sono vari e conferiscono effetti più o meno in rilievo. Se si ha una buona macchina da cucire, le impostazioni vanno regolate sul punto festone (il punto piu’ pratico e tradizionale anche a mano) che prevede una spaziatura abbastanza ravvicinata. Se si preferisce nascondere i fili, il punto zig zag o il punto pieno, invece, sono i piu’ indicati. Conviene, in ogni caso, fare sempre delle prove sia per trovare la lunghezza e l’effetto desiderato, sia per valutare l’effetto finale. Altri punti consentono di lasciare volutamente i margini non rifiniti, come il punto filza (lungo ed intermittente) o il sottopunto o punto d’orlo. 

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In alto punto zig zag, in basso punto festone a mano

A rendere piu’ facile l’esecuzione della tecnica anche per i principianti, ci sono i supporti. Il piu’ geniale e facile da usare e’ il supporto termobiadesivo o fliselina (Vliesofix), formato da uno strato di adesivo ultrasottile. Si acquista in rotoli o a metraggio. Una volta disegnato il motivo o la figura da applicare con un pennarello, si ritaglia in modo grossolano la carta, con un minimo di margine, e si applica sul rovescio della stoffa. A questo punto, con l’aiuto di un ferro da stiro a secco, l’adesivo fonde e rimane saldamente legato.  Si procede poi con il ritagliare la sagoma disegnata in maniera precisa, per poi riporla sul tessuto definitivo dopo aver rimosso la pellicola protettiva, sempre con il calore. Esistono in commercio o online varie marche di supporto di peso leggero, medio, pesante (rende i tessuti piu’ rigidi) con istruzioni diverse, da leggere con attenzione prima dell’uso. Molto conosciuta e’ anche la Freeze paper, caratterizzatata un lato lucido che si puo’ porre verso l’alto o verso il basso. Anch’essa aderisce con il ferro da stiro e, quando e’ usata con il lato lucido verso l’alto, il tessuto resta incollato alla carta, ma non il margine di cucitura che puo’ essere quindi ripiegato, evitando cosi’ sfilacciature.

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Esempi su come utilizzare il supporto termoadesivo

Le varie tipologie di appliqué

Le tecniche da esplorare nel campo dell’applique‘ sono diverse. Per ciascuna di esse, il primo passo e’ sempre quello di calcolare il tessuto da utilizzare, sia come dimensione che come abbinamento di colori. Gli effetti che si possono creare sono davvero tanti, a seconda di quanto si vogliano mettere in rilievo i particolari. Vi elenco qui alcune delle tipologie che man mano sto imparando a conoscerle meglio (magari provero’ a descriverle in dettaglio in nuovi post successivi):

  • Applique‘ rivoltata, sketch, tridimensionale, persiana, hawaiana, reverse, shadow, inserita, con strisce di sbieco, celtica, shisha.

Insomma, dietro questa particolarissimo modo di decorare, c’e’ davvero un mondo da sperimentare. Al momento sto utilizzando molto lo Sketch appliquè con rifinitura in Free motion. Si tratta sempre dello stesso principio di base, ma la cucitura viene realizzata con un particolare piedino della macchina da cucire munito di una molla, che consente di completare l’applicazione a mano libera, ripassandoci sopra piu’ volte con un colore a contrasto, per un effetto “disegno a schizzo”. Molto veloce e particolare, e’ adatta a tutti i principianti proprio perche’ non e’ richiesta una precisione al millimetro e ci si puo’ davvero sbizzarrire.

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Dettaglio lavori in sketch applique’

Scelta dei motivi e dei cartamodelli

Qualunque cosa scegliate di riportare sulla stoffa, potete rifarvi ai cartamodelli che trovate nel web o a delle semplici disegni creati da voi. I piu’ comuni motivi usati in genere sono fiori, cuori, stelle, farfalle, animali, foglie. Anche le forme geometriche si prestano benissimo per creare combinazioni che, nel loro insieme, possono dare vita ad un mosaico di stoffa. Le idee e gli spunti si possono reperire anche sui libri dedicati (nella sezione libri troverete qualche mia recenzione), riviste di cucito creativo, o negozi specializzati. L’ispirazione puo’ arrivare all’improvviso, quindi conviene tenere sempre un blocchetto per fare degli schizzi e creare così il vostro personale effetto artistico.

Alcuni miei lavori

Da quando ho mosso i primi passi in questo campo, ho realizzato alcuni progetti per la casa, ma anche per tante amiche e conoscenti. Spero che questo breve excursus sull’aplique‘, vi sia da guida per conoscere piu’ da vicino una tecnica che si fonde alla perfezione con il quilting ed il patchwork, arti conosciute da secoli, ma da sempre reinventate per creare splendidi lavori con la stoffa. In coda al post alcune delle mie creazioni con questa tecnica. A prestissimo!

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Copriforno in applique a macchina
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Casetta in pannolenci con dettaglio in applique’a mano
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Portapannolini con dettaglio in applique’ a macchina
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Cuscini cuore con dettaglio applique’ in panno lenci a mano