Bullet journal: secondo semestre 2018

Ciao a tutti, il mese della ripresa e dei buoni propositi è proprio alle porte. Come tutti, credo, provo a vincere la famosa “sindrome da rientro” e tornare alla routine. Per spezzare l’incantesimo delle vacanze, cerco di darmi sempre dei nuovi obiettivi per ripartire con il piede giusto.

In questo mi aiuta tantissimo il metodo di cui via avevo già parlato in un post precedente: il bullet journal, noto anche come metodo agenda a punti. Questo sistema, come affermato dal suo inventore Ryder Carrol: “E′ analogico e ideato per tenere traccia del passato, organizzare il presente e pianificare il futuro„.

A prima vista vi potrà sembrare faticoso, complicato e dispendioso pianificare, personalizzare ed aggiornare nel quotidiano il vostro quaderno, ma poi vi assicuro che, se siete maniaci come me dell’organizzazione, diventerà così un’abitudine ed un’esigenza che avrete la sensazione di gestire il vostro tempo come i pezzi di un puzzle in cui poi alla fine tutte le tessere coincidono. Inoltre potrete, attraverso brevi note, concedervi il privilegio di scrivere di voi stessi e della vostra vita, riconoscendo l’importanza di ogni singolo evento.

Il secondo semestre con il mio bullet Leuchtturm 1917 è stato sempre all’insegna continua della sperimentazione del layout ideale alle mie esigenze e dei vari trackers ovvero delle attività principali (abitudini, routine) o progressi (studio, lettura, attività fisica ecc.).

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Ora che il mio primo bullet è finito, ho acquistato un nuovo quaderno, questa volta uno Scribbles That Matter A5 puntinato Icon version, colore periwinkle blue (già lo adoro!).

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Sono soddisfattissima soprattutto per la qualità della carta (grammatura 100g/metroquadro) e della sua struttura. Ho subito iniziato a pianificare il mese di Settembre 2018 che ho impostato in maniera più minimal, con il layout ideale per le mie esigenze (dopo tantissime prove), scegliendo  i colori pastello dei Zebra Mildliner  per eventuali titoli o dividers. Ho acquistato anche vari tipi di stickers (che vi mostrerò in un prossimo stationery haul) e mi lascio poi sempre ispirare dai tanti illustatori che seguo su Instagram per quanto riguarda il tema del mese.  Come impostazione generale uso la lingua inglese anche se alcuni stickers sono in lingua francese (così provo ad imparare parole nuove ed a tenermi in allenamento).

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Spero di esservi stata utile e di avervi invogliato a provare. Se avete domande o curiosità a riguardo, non esitate a scrivermi. Sarò felice di condividere con voi quanto appreso e vi mostrerò nei futuri post la pianificazione dei prossimi mesi. Vi lascio con una frase che ho usato come incipit del mio Leuchtturm 1917 che si è rivelata poi proverbiale…

“C’è qualcosa di magico nel fatto di mettere le cose per iscritto. Sicchè fissate un obiettivo e scrivetelo. Quando lo raggiungerete fissatene un altro e scrivete anche quello. Andrete a gonfie vele”.

(R.B. Cialdini)

A presto 😉

 

 

 

Il mio Bullet Journal: primo semestre

Ciao a tutti! Per gli impegni di lavoro e i ritmi molto serrati degli ultimi tempi, riesco finalmente solo ora a rilassarmi e raccontarvi, in questi giorni di inizio Febbraio, come sta procedendo il mio primo Bullet Journal ( o BuJo).

A questo sistema flessibile e personalizzabile per organizzare appuntamenti, eventi ecc. che ho scoperto l’estate scorsa, avevo già dedicato un post in cui cercavo di capirne le potenzialità sulla base di quanto appreso fino ad allora. A distanza di mesi posso dire che il BuJo mi ha letteralmente conquistata, sia perché ho trovato questo metodo utile ed intuitivo, sia perché attraverso la pianificazione delle mie attività quotidiane, riesco a tenere sotto controllo i vari impegni. Dopo un mese di prova su un semplice quaderno con pagine bianche ho continuato a documentarmi sull’argomento seguendo blogs, vlogs e socials , valutando con attenzione consigli e recensioni. L’inizio ufficiale del mio primo BuJo è legato all’acquisto  on line di un’agenda Leuchtturm1917 color fragola in formato pocket che si è  rivelata da subito perfetta: pagine bianche puntinate e numerate (tot 250), due segnalibri, un comodo indice, tasca interna, buona qualità della carta (80g/m²) .

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Dall’inizio del primo set-up in Agosto 2017 a oggi c’è stata una continua evoluzione relativa, soprattutto, alla mia personale ricerca del layout (=disposizione/pianificazione grafica) “ideale” per le mie esigenze.

PicsArt_02-05-03.08.00Ho creato le diverse sezioni tenendo fede all’ organizzazione originale del designer Ryder Carroll ideatore del metodo:

  • Index (indice numerato dei contenuti delle pagine);
  • Keys (icone utili per la pianificazione degli eventi della giornata);
  • Color coding (codifica delle attività e degli eventi utilizzando i colori)
  •  Future log (calendario con vista annuale);
  •  Montly log (calendario del mese);
  • Weekly log (calendario delle settimane del mese);
  • Daily log (pianificazione giornaliera con eventi in evidenza);
  • Spending log e income log (elenco spese ed entrate del mese);
  • Health tracker  (report dello stato di salute);
  • Habits tracker (report delle abitudini);
  • Mood tracker (report dello stato d’animo giornaliero);
  • Weekly menù (report della dieta giornaliera);
  • Collections (pagine con liste per gestire hobbies, serie tv, elenchi regali, ecc).

Ecco un mix delle pagine del mio BuJo a cui ho deciso volutamente di dare un “taglio  British”:

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Non potevo di certo non dare sfogo alla vena creativa e quindi, ho fatto scorta di prodotti di cartoleria: penne cancellabiliwhashi tapes, pennarelli brush, pastelli acquerellabili, carte speciali, stickers, inchiostri colorati e timbri in silicone. L’esercizio con l’hand lettering (di cui vi parlerò in un prossimo post) mi è stato utilissimo per dare stile ad ogni pagina.

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Trovo che tutto questo lavoro di programmazione, grafica, ordine, sia stato del tempo speso bene. Imparare a focalizzare i miei obiettivi è stato fondamentale per pianificare al meglio gli eventi a breve ed a lungo termine e, perché no, anche a tenere viva la creatività, uscendo fuori dagli schemi delle solite agende. Anche se all’inizio può sembrare complicato, il metodo del BuJo vale la pena di essere sperimentato, e quindi ve lo consiglio, così sarete ancora più efficienti con il minimo sforzo possibile.

A presto 😉