Bullet journal: secondo semestre 2018

Ciao a tutti, il mese della ripresa e dei buoni propositi è proprio alle porte. Come tutti, credo, provo a vincere la famosa “sindrome da rientro” e tornare alla routine. Per spezzare l’incantesimo delle vacanze, cerco di darmi sempre dei nuovi obiettivi per ripartire con il piede giusto.

In questo mi aiuta tantissimo il metodo di cui via avevo già parlato in un post precedente: il bullet journal, noto anche come metodo agenda a punti. Questo sistema, come affermato dal suo inventore Ryder Carrol: “E′ analogico e ideato per tenere traccia del passato, organizzare il presente e pianificare il futuro„.

A prima vista vi potrà sembrare faticoso, complicato e dispendioso pianificare, personalizzare ed aggiornare nel quotidiano il vostro quaderno, ma poi vi assicuro che, se siete maniaci come me dell’organizzazione, diventerà così un’abitudine ed un’esigenza che avrete la sensazione di gestire il vostro tempo come i pezzi di un puzzle in cui poi alla fine tutte le tessere coincidono. Inoltre potrete, attraverso brevi note, concedervi il privilegio di scrivere di voi stessi e della vostra vita, riconoscendo l’importanza di ogni singolo evento.

Il secondo semestre con il mio bullet Leuchtturm 1917 è stato sempre all’insegna continua della sperimentazione del layout ideale alle mie esigenze e dei vari trackers ovvero delle attività principali (abitudini, routine) o progressi (studio, lettura, attività fisica ecc.).

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Ora che il mio primo bullet è finito, ho acquistato un nuovo quaderno, questa volta uno Scribbles That Matter A5 puntinato Icon version, colore periwinkle blue (già lo adoro!).

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Sono soddisfattissima soprattutto per la qualità della carta (grammatura 100g/metroquadro) e della sua struttura. Ho subito iniziato a pianificare il mese di Settembre 2018 che ho impostato in maniera più minimal, con il layout ideale per le mie esigenze (dopo tantissime prove), scegliendo  i colori pastello dei Zebra Mildliner  per eventuali titoli o dividers. Ho acquistato anche vari tipi di stickers (che vi mostrerò in un prossimo stationery haul) e mi lascio poi sempre ispirare dai tanti illustatori che seguo su Instagram per quanto riguarda il tema del mese.  Come impostazione generale uso la lingua inglese anche se alcuni stickers sono in lingua francese (così provo ad imparare parole nuove ed a tenermi in allenamento).

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Spero di esservi stata utile e di avervi invogliato a provare. Se avete domande o curiosità a riguardo, non esitate a scrivermi. Sarò felice di condividere con voi quanto appreso e vi mostrerò nei futuri post la pianificazione dei prossimi mesi. Vi lascio con una frase che ho usato come incipit del mio Leuchtturm 1917 che si è rivelata poi proverbiale…

“C’è qualcosa di magico nel fatto di mettere le cose per iscritto. Sicchè fissate un obiettivo e scrivetelo. Quando lo raggiungerete fissatene un altro e scrivete anche quello. Andrete a gonfie vele”.

(R.B. Cialdini)

A presto 😉

 

 

 

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Stationary haul e non solo, ultimi 3 mesi

Ciao a tutti! Finalmente sono riuscita a portare a termine l′impegno lavorativo conclusosi a giugno, comprese le ultime incombenze burocratiche di questi ultimi giorni. Riesco quindi a rientrare in piena modalità creativa solo ora. Questi mesi di “latitanza dal blog” non sono stati voluti. L′idea di scrivere diversi post non è mancata, ma il tempo è stato tiranno ed ho dovuto dirottarlo su delle priorità a cui non potevo sottrarmi (lezioni, progetti, riunioni, buracrazia varia). Nel frattempo però l′attività creativa non si è interrotta anzi, si è trasformata in gran parte in un lavoro creativo con gli alunni di una delle due scuole presso le quali ho avuto l′incarico. Insieme ad altre colleghe abbiamo partecipato ad un progetto chiamato “A scuola con l’Aquilone” dove ci siamo inventate un laboratorio di riciclo creativo ispirato alla celebre frase del famoso chimico, biologo, filosofo del ‘700 A. L. Lavoisier: “Nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”. Qui potete trovare le foto di ciò che abbiamo realizzato con carta, cartone, gomma eva, bottoni, plastica ecc. Una bellissima esperienza e un grande impegno per noi e per i ragazzi che ci hanno seguito con entusiasmo fino a maggio.

Riguardo al cucito creativo, tutto è rimasto in standby anche perché la mia Zakka N510 è stata in manutenzione per qualche tempo per tornare veloce ed affidabile come sempre. Intanto, mi sono dedicata in questi mesi ad acquisti per la mia Necchi, per il mio bullet journal, per gli esercizi di handlettering e per la mia nuova passione: i watercolours (acquerelli). Vi lascio quindi foto e descrizioni di seguito con qualche link utile!

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Questa è la mia Necchi con il pianale nuovo di zecca. Mi consente di lavorare con uno spazio maggiore, ottimo soprattutto in fase di freemotion. Il libro che vedete sullo sfondo, mi è stato regalato (evviva!) ed è stato utilissimo sia per approfondire la tecnica sia per acquisire nuovi progetti e cartamodelli.

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Per rendere più colorato il Bullet Journal (Bujo), invece, ho scelto diversi colori pastello dei pennarelli della Tombow, perfetti soprattutto per realizzare scritte grazie alla caratteristica punta a pennello (brush); i righelli in acciaio con diverse mascherine sono molto pratici ed utili per la pianificazione e la creazione di diversi layouts; la fantastica penna stilografica Twisbi Eco si è rivelata un’ ottima compagna di “bella calligrafia”; l’astuccio multitasking (ne ho presi 2) è stato ideale per caricare tutta la mia collezione di cartoleria; il libro “Il metodo agenda a punti”, infine, è stato ottimo per spunti ed idee per il mio Bujo.

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I libri che vedete in foto (facilissimi da reperire o line) sono ottimi per iniziare a prendere confidenza con l′hand lettering. Hanno tanti suggerimenti e sono un′ottima guida, ciascuno a suo modo, per scoprire l’arte della calligrafia. Hanno tanto spazio dedicato agli esercizi e sono ideali per farvi diventare degli impeccabili “grafomani  seriali”.

Direi che come bottino creativo per ora può bastare, ma la lista è ancora lunga e alcuni acquisti sono ancora in corso!  Perciò “stay toned” per i prossimi aggiornamenti. A prestissimo…stavolta 😉

Brush lettering “mania”: come ho iniziato

Ciao a tutti! La calligrafia è sempre stata una delle mie passioni. Esercitare questa vera e propria forma d’arte antica (la parola deriva dal greco kàllos, bellezza, e gràphein, scrivere) dà tante soddisfazioni ed è in più la trovo rilassante. Molti dei caratteri usati al giorno d’oggi risalgono addirittura al tempo degli antichi Romani, che per primi trasformarono le lettere dell’alfabeto in arte grafica.

Non importa avere una bella grafia per iniziare a sperimentare, perché la tecnica si può imparare a prescindere dal modo di scrivere. L’attrezzatura di base prevede pennini di diversa misura, inchiostro liquido, carta di buona qualità, ma di bassa grammatura. Se invece ci si accosta allo stile calligrafico moderno e creativo oggi più noto come  hand lettering (studio di nuovi caratteri con forma particolare), allora gli strumenti si sono evoluti. Il mercato offre infinite possibilità tra penne e pennelli. Ma per iniziare in modo economico, come ho fatto io, una matita HB (standard usato perché ha una mina più dura che facilita la rimozione), un righello ed una buona gomma da cancellare sono sufficienti.

Facendo un po’ di pratica su vari font presi anche da Word ho ottenuto buoni risultati, ma non del tutto soddifacenti. Allora mi sono documentata in rete, dove è possibile spaziare  dai vari siti di calligrafia ai blogger e vlogger  più esperti. Ho scoperto un mondo che non conoscevo e, per esplorarlo a dovere, ho acquistato libri dedicati al lettering creativo. Due in particolare sono quelli che mi hanno subito convinta. Sono facilmente disponibili on line e sono davvero completi di tutto.

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Dopo un’attenta lettura sono passata a seguire le fasi di creazione step by step con gli esercizi di base sui fogli guida. Ma come ogni arte, ho dovuto attrezzarmi con gli strumenti giusti suggeriti. Tra i miei preferiti la Brush pen, strumento di calligrafia versatile, scorrevole e divertente.

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Si tratta di una penna che simula il pennello, dotata di una punta sintetica e reperibile in diverse grandezze e colorazioni, non semplicissima da usare per chi è alle prime armi, ma estremamente performante una volta appresa la tecnica (è molto suscettibile alla pressione della mano, come avviene con i pennelli). Ne esistono di vari spessori a seconda di che tipo di scritta si voglia realizzare. Io ho scelto le Tombow.

E’ bastato poco tempo, ma tanto esercizio, perché iniziassi a memorizzare i vari font base. Ho sperimentato anche sul mio  bullet journal ed in questi giorni mi sono divertita a realizzare dei segnaposto personalizzati per la tavola di Pasqua.

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In un prossimo post vi racconterò del mio “bottino” di cancelleria, dei nuovi progressi e degli strumenti preferiti del mese, parte dei quali sono ancora in arrivo e no vedo l’ora di provarli! Quindi stay toned, se vi fa piacere.

Auguri di una serena Pasqua a tutti ed a prestissimo!

 

 

Il mio Bullet Journal: primo semestre

Ciao a tutti! Per gli impegni di lavoro e i ritmi molto serrati degli ultimi tempi, riesco finalmente solo ora a rilassarmi e raccontarvi, in questi giorni di inizio Febbraio, come sta procedendo il mio primo Bullet Journal ( o BuJo).

A questo sistema flessibile e personalizzabile per organizzare appuntamenti, eventi ecc. che ho scoperto l’estate scorsa, avevo già dedicato un post in cui cercavo di capirne le potenzialità sulla base di quanto appreso fino ad allora. A distanza di mesi posso dire che il BuJo mi ha letteralmente conquistata, sia perché ho trovato questo metodo utile ed intuitivo, sia perché attraverso la pianificazione delle mie attività quotidiane, riesco a tenere sotto controllo i vari impegni. Dopo un mese di prova su un semplice quaderno con pagine bianche ho continuato a documentarmi sull’argomento seguendo blogs, vlogs e socials , valutando con attenzione consigli e recensioni. L’inizio ufficiale del mio primo BuJo è legato all’acquisto  on line di un’agenda Leuchtturm1917 color fragola in formato pocket che si è  rivelata da subito perfetta: pagine bianche puntinate e numerate (tot 250), due segnalibri, un comodo indice, tasca interna, buona qualità della carta (80g/m²) .

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Dall’inizio del primo set-up in Agosto 2017 a oggi c’è stata una continua evoluzione relativa, soprattutto, alla mia personale ricerca del layout (=disposizione/pianificazione grafica) “ideale” per le mie esigenze.

PicsArt_02-05-03.08.00Ho creato le diverse sezioni tenendo fede all’ organizzazione originale del designer Ryder Carroll ideatore del metodo:

  • Index (indice numerato dei contenuti delle pagine);
  • Keys (icone utili per la pianificazione degli eventi della giornata);
  • Color coding (codifica delle attività e degli eventi utilizzando i colori)
  •  Future log (calendario con vista annuale);
  •  Montly log (calendario del mese);
  • Weekly log (calendario delle settimane del mese);
  • Daily log (pianificazione giornaliera con eventi in evidenza);
  • Spending log e income log (elenco spese ed entrate del mese);
  • Health tracker  (report dello stato di salute);
  • Habits tracker (report delle abitudini);
  • Mood tracker (report dello stato d’animo giornaliero);
  • Weekly menù (report della dieta giornaliera);
  • Collections (pagine con liste per gestire hobbies, serie tv, elenchi regali, ecc).

Ecco un mix delle pagine del mio BuJo a cui ho deciso volutamente di dare un “taglio  British”:

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Non potevo di certo non dare sfogo alla vena creativa e quindi, ho fatto scorta di prodotti di cartoleria: penne cancellabiliwhashi tapes, pennarelli brush, pastelli acquerellabili, carte speciali, stickers, inchiostri colorati e timbri in silicone. L’esercizio con l’hand lettering (di cui vi parlerò in un prossimo post) mi è stato utilissimo per dare stile ad ogni pagina.

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Trovo che tutto questo lavoro di programmazione, grafica, ordine, sia stato del tempo speso bene. Imparare a focalizzare i miei obiettivi è stato fondamentale per pianificare al meglio gli eventi a breve ed a lungo termine e, perché no, anche a tenere viva la creatività, uscendo fuori dagli schemi delle solite agende. Anche se all’inizio può sembrare complicato, il metodo del BuJo vale la pena di essere sperimentato, e quindi ve lo consiglio, così sarete ancora più efficienti con il minimo sforzo possibile.

A presto 😉

 

 

Un anno pieno di ispirazioni creative

Ciao a tutti! Ormai ci siamo, l’anno volge al termine  e crescono le aspettative per un 2018 carico di buoni propositi. Il 2017 è stato impegnativo sotto il profilo lavorativo in modo del tutto inaspettato, ma soprattutto è stato un anno in cui sono maturati tanti progetti creativi.  Tra le mie fonti di ispirazione c’è la mia splendida gatta norvegese Cooda di 10 mesi che, da quando è arrivata in famiglia, è la mia “fedele assistente”. Si aggira tranquilla e spensierata nella mia craft room, pronta a giocare con nastri, bottoni o con qualunque cosa le capiti a tiro. Nella foto in basso, assiste incuriosita all’assemblaggio di un appendino pensato per la nascita a Novembre della mia nuova nipotina, Giulia.

In occasione delle varie esposizioni feline alle quali abbiamo partecipato in Italia, questa in basso è invece la foto che ritrae la “ghirlanda gattosa” studiata ed ideata su commissione per il catshow: Gattomania 2017, tenutosi presso il Complesso Zeno di Ercolano (16-17 Dicembre). Grande soddisfazione quando è stata consegnata, insieme ai premi in petfood, al primo classificato in gara, uno splendido esemplare di Sacro di Birmania.

Il periodo più creativo è stato senz’altro quello legato alle feste natalizie. Alcuni progetti handmade sono stati frutto di precedenti corsi di cucito, come lo scaldacollo in stoffa e pelliciotto ecologico con custodia in coordinato, ideato poi in diverse versioni.

Altri lavori sono stati riservati al mercatino di Natale di una delle scuole presso la quale sono docente. Con i colleghi abbiamo scelto di realizzare dei manufatti  con l’aiuto dei ragazzi, possibilmente utilizzando carta e materiali di riciclo. E’ stata un’esperienza molto bella e stimolante coinvolgere le mie classi all’ assemblaggio di ghirlande natalizie in polistitirolo, pirottini per cupcake e gomma eva, ispirate ad uno dei progetti del blog Typically simple.

Insieme al mio nipotino di 10 anni, invece,  su iniziativa della sua scuola media, ho contribuito a cucire con la mia inseparabile Zakka Necchi N510, una piccola parte delle Pigotte dell’Unicef. Una bella iniziativa che dura da tanti anni il cui ricavato, apre un cerchio di solidarietà che unisce chi ha realizzato la bambola e chi la adotta e, come dice entusiasta il piccolo Michele: “Zia, è una bambola speciale che può salvare la vita di un bambino in un paese in via di sviluppo!”.

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Come da tradizione, mi sono poi dedicata alla decorazione della casa per le feste. Nuove palline in polistirolo, lana elastica glitterata e decori  sagomati con la fantastica bigshoot; un alberello “puffoso” per la casa in montagna (by cartaprogetto Cucishop Napoli); un portatovaglioli in feltro e gomma eva su indicazione di un tutorial su youtube.

Dulcis in fundo, proprio in questi ultimi giorni del 2017, mi sono “regalata” un corso di cucito creativo per la lavorazione di una borsa patchwork in stoffa ed ecopelle. Come raccontavo in un post precedente, ormai “Una bag tira l’altra”! e quindi non poteva mancare alla collezione.

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Non resta dunque che attendere gli istanti che precedono lo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre e sperare in un 2018 sereno per tutti.

Intanto, mi auguro di riuscire sempre più a trasmettere la gioia di realizzare con le proprie mani  e così, già in questi ultimi giorni del 2017, mi porto avanti ed inizio ad appuntarmi nuove idee creative,  perché come si dice: “Chi ben comincia…”.

Buon anno a tutti!

A prestissimo 😊

 

 

 

 

 

Un sabato speciale in fiera

Si è concluso ieri il Creattiva, l’evento fieristico nazionale di tre giorni, tenutosi presso la mostra D’Oltremare di Napoli. Puntuale come ogni anno, è l’occasione per tutti gli amanti dell’handmade per curiosare tra i tantissimi stand, prendere contatti con le aziende produttrici ed ispirarsi. I vari corsi relativi alle varie tecniche sono i veri punti di forza e vale la pena concedersi qualche ora di relax per imparare sempre cose nuove.

Per me il Creattiva non è solo una semplice fiera, ma un luogo magico dove poter trovare tutto ciò che serve per soddisfare la propria passione creativa: dai tessuti ai componenti per bigiotteria, dal feltro colorato ai filati, dalla carta al painting, dalle riviste dedicate al fai date ai libri tematici del settore (che ormai colleziono da anni).

Questa volta ho avuto il piacere di fare un corso di Paper piecing con Emanuela Tonioni, tutor di cucito creativo del programma Detto Fatto su Rai due.

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Attraverso il gruppo Facebook “ZakkaBar”, di cui è amministratrice, abbiamo un filo diretto. Qui ci scambiamo le nostre  esperienze con la macchina da cucire da lei firmata (la mitica Zakka N510) e, attraverso questo canale nel web, ho potuto prenotare il corso almeno due mesi prima. Ricevere i consigli e carpire i segreti per la realizzazione di un lavoro finale impeccabile direttamente da una professionista, è stato fantastico!

Avete mai sentito parlare del paper piecing? E’ un’originale tecnica del patchwork, che consente di lavorare con blocchi molto piccoli, per poter creare dei dettagli colorati e figure geometriche particolari con l’ausilio della carta. Quest’ultima poi viene rimossa solo a lavoro finito.

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Vi consiglio di provarla, specie se come me, avete tanti scampoli di stoffa colorata da riciclare e volete ricreare degli effetti ed abbinamenti di colori molto personalizzati.

Il progetto finale è stata questa pallina in stoffa con al centro un alberello, visualizzabile solo a lavoro finito, impiegando delle semplici figure geometriche:

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Anche quest’anno non ho saputo resistere ed ho portato a casa un cospicuo “bottino” di accessori e materiali. La mania di acquistare a prezzi scontatissimi è una cosa difficile da controllare, specie se non si arriva in fiera con idee chiare su quale siano i progetti da voler realizzare. Ora non resta che  mettermi all’opera nel tempo libero. Non vedo l’ora.

A prestissimo 🙂

Un cadeau facile e veloce last minute

Archiviato il “file” delle vacanze estive e superata la “sindrome da rientro” ecco che settembre è arrivato in un batter d’occhio. Tanta voglia di ripartire con il piede giusto e soprattutto riprendere gli hobby preferiti per ritrovare il piacere di rilassarsi tra un impegno di lavoro e l’altro. L’ispirazione per ricominciare a creare è arrivata dall’ organizzazione dei festeggiamenti per una tappa importante degli “anta” di mia madre.

Decisa insieme la location, mancava solo un po’ di shopping per provvedere ai regali. Intanto già immaginavo il banchetto pronto per essere preso d’assalto e il momento clou della festa con una deliziosa torta. Ma avevamo pensato proprio a tutto? Mancava secondo me qualcosa di semplice, ma allo stesso tempo di originale, per ringraziare i parenti e gli amici di sempre che sarebbero intervenuti per rendere speciale questo giorno.

Ma poiché era necessario realizzare qualcosa a stretto giro, la mia fantastica bigshoot è stata la protagonista. Un paio di fogli di feltro colorati, qualche fustella, del nastrino colorato, un buon profumo, una scatola colorata e l’immancabile colla a caldo ed eccomi all’opera!

In tre quattro giorni ho sfornato una ventina di rose rosse da utilizzare  come profumacassetti.

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Come fragranza da applicare tra ogni petalo con  un contagocce, ho scelto un olio profumato  da 12 ml acquistato in erboristeria, fresco, delicato e persistente allo stesso tempo.

Per decorare la scatola ho seguito questo tutorial di roselline usando del nastro da 4cm in organza.

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Come tocco finale ho creato delle tag bicolor con una scritta realizzata a mano (seguendo la tendenza del Lettering) a cui ho applicato delle piccole coccinelle in legno.

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 Distribuito al momento dei saluti, il petit cadeau è stato molto gradito  da tutte le signore. La festa è riuscita benissimo. Il meraviglioso panorama di Napoli poi, con le sue luci sfavillanti, ha reso la serata davvero unica.

Ora non resta che mettersi al lavoro (e sarei anche in ritardo) per iniziare un po’ di progetti per il Natale dedicandomi, nel tempo libero, a tutte le infinite idee creative che solo questo periodo dell’anno riesce ad ispirare.

A prestissimo 😉

 

 

La creatività non può andare in vacanza!

Riposo e relax all’aria aperta tra montagna e mare é stata la formula giusta per ricaricarmi, ma la fantasia e la creatività non sono di certo andate in vacanza, anzi, è proprio in questi momenti, secondo me, che con la mente libera dal tran tran quotidiano, nascono le mie ispirazioni migliori.

La mia adorata macchina da cucire Necchi  Zakka, insieme ai libri e alle riviste dedicate al fai da te, sono rimaste tutte al loro posto nella mia craft room, così come perline, telaio, pittura e pennelli,  poco pratici da portare.  E allora cosa mettere in valigia per soddisfare l’irrefrenabile voglia di creare? Tantissimi i kit in commercio contenenti tutto l’occorrente per piccoli lavori fatti a mano, ma stavolta ho deciso di cambiare strategia e lasciare che un quaderno con delle pagine bianche mi facesse “da compagno” insieme a pastelli, pennarelli e penne colorate, per provare a costruire una bozza del mio primo bullet journal.

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Per chi non conosce cosa sia, si tratta in realtà di un metodo che, utilizzando fantasia, organizzazione e colori, consente di personalizzare, attraverso disegni e testi, una pagina bianca che potrebbe poi trasformarsi in una vera e propria forma di espressione artistica. Si ispira al ben noto diario segreto. Chi di noi non ne ha mai avuto uno?  Nonostante la preponderanza dei socials, sembra essere una consuetudine non andata del tutto perduta per fortuna! Anzi tante ragazze continuano a tenere un diario (come ai tempi della mia adolescenza) per riporre al sicuro le foto dei propri beniamini (cantanti, calciatori o divi del cinema) accanto a sensazioni ed emozioni dell’adolescenza. Io ancora oggi ne conservo alcuni e sfogliandoli, di tanto in tanto, mi concedo un tuffo nel passato.

Oggi, il classico diario, si è in qualche modo evoluto lasciando spazio, tra le sue pagine, ad una codifica del tempo, trasformandosi in un’agenda creata da zero, in cui tenere sotto controllo appuntamenti, pensieri, lavoro, obiettivi, attività quotidiane. Per qualcuno diventa un vero e proprio esercizio di scrittura e di colorazione. Il bullet journal sta spopolando, infatti, insieme al cosiddetto adult colouring (un modo per ritrovare la propria fantasia e creatività, allentando lo stress e lasciandosi guidare dalle sensazioni del momento attraverso i colori, senza dover possedere alcuna dote artistica) e all’ hand lettering (lo studio e la riproduzione di nuovi caratteri, lettere, numeri, punteggiatura, con una particolare forma).

Ho quindi pensato di iniziare a documentarmi e capire come procedere per creare il mio “manuale quotidiano” ideale. Primo step, munirsi di un semplice quaderno economico e funzionale con la copertina o una più professionale e costosa agenda vuota con fogli a righi, quadretti o puntini (tipo Moleskine,  Leuchtturm ) in vari formati.

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Importante la scelta dei pastelli (per chi se la sente ed ha tempo di disegnare), pennarelli, brush pens (penne con punta speciale per chi vuole cimentarsi anche nell’ hand lettering) e soprattutto di penne colorate per stabilire un colour coding (una simbologia per tutte le attività che desideriamo riportare). Tante le marche in commercio che ne propongono di bellissime e dal tratto più o meno fine (Stabilo, Staedler, Faber Castel). C’è davvero l’imbarazzo della scelta! Io per ora ho preso questi strumenti base Stabilo ed altri economici per provare :

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Nella fase iniziale della progettazione c’è tutto un lavoro di codifica standard fatto di simboli (in gergo di Keys), di messa a punto dell’index (cioè un indice in cui riportare in maniera dettagliata  il numero e la corrispondenza delle varie pagine che si andranno a riempire), di scelta di un elemento grafico da riportare per i vari mesi (tutto questo lo sto ancora studiando). Comodo stabilire un daily log, un montly log o un  future log (ossia la vista generale giornaliera su giorno, mese ed anno, in cui indicare impegni, cose da fare già definiti) e delle collection (ossia delle liste di vario tipo) in cui appuntare delle note.

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Quindi, facendo capo alla nostra organizzazione mentale (scadenze, appuntamenti, appunti, finanze ecc), si può trasformare, per chi ha tanto estro e tempo, ogni azione in tanti piccoli disegni o  provare a ricreare una illustrazione dell’intera giornata. Il bello è che ogni mese si può cambiare impostazione, adattarlo come più ci piace in base alle  esigenze del momento, affinché tutto si trovi poi magicamente a posto. Insomma, a parte gli steps di base, niente regole, ma solo la nostra personale originalità.

Ho iniziato a sperimentare creando un mandala sulla prima pagina.

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Poi mi sono lanciata nella progetta del mese di Agosto 2017 (tanto per essere in tema) giusto per prendere dimestichezza e per fare le prime prove.

Poi acquisterò  un’agenda puntinata e di buona qualità per iniziare con Settembre 2017 e man mano stabilirò meglio i contenuti, seguendo anche i suggerimenti dei tanti youtuber che ci accompagnano con il “plan with me” (pianificazione mensile).

I miei preferiti:

Non mi resta che usare questa mia personalissima “tavolozza” per dare libero sfogo alla fantasia,  mantenendo così un filo diretto con la creatività. Vi terro’ aggiornati su quanto riusciro’ a creare. Buone proseguimento di vacanze a tutti o buon rientro per chi e’ gia’ a lavoro! A presto 😉

Una bag tira l’altra

Ciao a tutti!

Da sempre cerco di mantenere viva la mia curiosità di sapere come sono fatti gli oggetti e questo mi ha portata, nel tempo, a smontare e rimontare bijoux o scucire vecchi capi di abbigliamento; un’operazione minuziosa, ma utile per procedere poi con un restyling.  Sono diventata anche una maniaca del riciclo: bottoni, piccoli dettagli di una t-shirt ormai malandata, avanzi di bomboniere (nastrini, fiorellini ecc.), non mi sfugge nulla, perché tutto può essere riutilizzato con fantasia. Lanciarmi in nuovi progetti creativi poi, è oggi il mio pane quotidiano e lo trovo sempre entusiasmante.

Quest’anno, in particolare, ho cercato di spingermi oltre, iniziando a realizzare uno degli accessori più amati da noi donne: la borsa (non ne abbiamo mai abbastanza!). Quando ero alle prime armi con ago e filo, ho confezionato dei semplicissimi modelli in neoprene. Qui  potete trovare il post dove racconto il percorso del mio primo esperimento:

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Basic bag in neoprene

Ora che ho molta più dimestichezza con il cucito (io e la mia adorata Necchi Zakka N510 siamo inseparabili!), grazie anche a progetti  creati per la mia casa, su commissione o per le amiche, mi sono dedicata ad un’attenta ricerca di libri di cucito creativo sul tema borse. E’ stato fondamentale studiare i diversi modelli e  imparare, con tanta pratica, più dettagli tecnici possibili. Per perfezionare poi l’uso di supporti termoadesivi, cucitura di cerniera e altri piccoli dettagli, ho frequentato, quest’inverno, dei corsi presso uno degli shop specializzati della mia zona, completando una comodissima streetbag in ecopelle e tessuto con zip.

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Bag in ecopelle e tessuto con zip

Prima di passare alla fase di confezionamento, ho scelto tra tantissime fantasie e nouance di stoffe meravigliose, abbinando i materiali della Prymm in coordinato (manico regolabile e zip rosa). Per i colori mi sono ispirata alla primavera/estate 2017. È stato divertente, utilissimo e poi ho condiviso questa esperienza con altre creative.

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Corso bag in ecopelle e tessuto con zip presso Cucishop

Da quel momento in poi, mi sono lanciata fiduciosa nella messa a punto di nuovi modelli. È diventa una vera e propria sfida con me stessa per testare la manualità ormai acquisita. Ho puntato subito alla ricercatezza del tessuto in cotone stampato e ai dettagli (cerniera, manico, imbottitura morbida, etichettatura, charms fustellata in panno lenci), senza trascurare la praticità. Per il cartamodello ho preso spunto da uno dei miei libri di cucito preferiti: “Crea le tue Borse” di Jenny McCabe.

Subito dopo, su commissione, mi è stato richiesto lo stesso modello di borsone week-end con una pochette abbinata. La stoffa questa volta è frutto del gusto del committente ed è più classica e molto consistente. Ho utilizzato una fliselina più rigida e per le cuciture l’ago da jeans. Come dettaglio per la chiusura, ho fustellato una farfalla multistrato in feltro e pannolenci.

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Borsone week-end squadrato e pochette in coordinato

Oggi mi ritengo felice e soddisfatta di un lavoro fatto con amore e tanta passione e non riesco ad acquistare una borsa nuova sapendo che ne potrei realizzare una unica e personalizzata! Quindi di sicuro, ancora una volta, una bag tirerà l’altra!

A prestissimo! 🙂

 

 

 

 

Chalk Paint “mania”

Il caldo quest’anno non si è fatto attendere. L’afa di questi giorni invoglia a stare all’aria aperta, e così, approfittando delle ore più fresche e del tempo libero a disposizione (ho messo da parte solo per poco la mia adorata macchina da cucire!), mi sono dedicata ad una delle mie prime passioni, la pittura. Non che io sia  una professionista in materia, piuttosto mi definirei un’appassionata del decoro e dell’arte di trasformare e riciclare utilizzando colori e pennelli.

Ho scoperto la Chalk Paint da quando ho iniziato ad acquistare in edicola le uscite di Crea e Decora della De Agostini. I progetti suggeriti passo a passo sono interessanti. La vernice a base d’acqua protagonista dell’intero piano dell’opera è materica, densa, gessosa, coprente, atossica e si adatta sia per interni che per esterni; inoltre, si presta a trasformare tantissimi materiali senza la necessità di un aggrappante, senza richiedere la preparazione della superficie su cui lavorare.

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La sua capacità di trasformare e recuperare, in pochi colpi di pennello, mobili e oggetti di uso quotidiano anche un po’ malconci, è incredibile. La tecnica Chalk sta ottenendo un grande successo negli ultimi tempi, specie da quando l’handmade e l’home decor sono di nuovo in auge. E pensare che questa pittura è stata  ideata tre decenni fa da Annie Sloan, una delle più conosciute decoratrici ed influencer nel campo dell’interior design nel mondo.

I suoi lavori di restiling hanno ottenuto un tale successo nel tempo, da trasformare questo suo vero e proprio “esperimento creativo” in un marchio registrato e commercializzato nel mondo. Plastica, legno, vetro, metallo, vimini, tappeti in cocco, stoffa, nulla sfugge a questa pittura, la fantasia e l’estro fanno il resto.  Riguardo allo stile, si può dire che la tecnica interpreti alla perfezione lo shabby chic e il country style. I colori sono, in genere, quelli tipici delle tinte pastello.

Navigando nel web, si trovano addirittura ricette self-made per poterla fare in casa con acrilico, gesso di Bologna e acqua, secondo specifiche proporzioni.

Il mio primo esperimento è stato il decoro su legno e vetro per creare un set da bagno. Ho seguito il tutorial dell’uscita n. 7 di Crea e Decora e ho scelto il colore verde meta. Il risultato è stato immediato.

Ho acquistato il vasetto in legno in un negozio dedicato all’hobbistica e sono bastate due passate per trasformarlo in un porta sali da bagno, con tanto di decorazione con cartoncino e pout pourri . Il barattolo in vetro l’ho acquistato, invece, in un negozio di articoli per la casa e trasformato in un portaspazzolini. In questo caso sono state necessarie tre passate di pittura e l’uso di una spugnetta abrasiva.

Per dare una finitura che protegga la porosità tipica conferita agli elementi decorativi e per evitare macchie di umido, ho utilizzato una cera opaca all’acqua. Che ne dite del risultato?

Vi lascio un paio di link di blog che ho consultato dove potrete prendere idee e provare a cimentarvi rinnovando, magari, qualche oggetto o mobile della vostra casa in pochi semplici mosse.

Io sono pronta per sperimentare tanto altro…perciò stay toned 😉