La mia agenda perfetta

Ciao a tutti e benvenuti di nuovo nel mio blog! Finalmente qualche giorno di vacanze per dedicarmi alla creatività. Gli impegni di lavoro si sono fatti sempre più incalzanti dall’ultimo post e quindi ho approfittato di questi giorni per raccontarvi come ho rivoluzionato il mio modo di concepire l’agenda  a partire dal 2019. Da grande fun del metodo Bullet Journal by Rider Carrol  ho deciso, per esigenze di tempo, di “abbandonare” per un po’ la mia adorata Scribbles per sperimentare un sistema nuovo, senza rinunciare però ai principi ed alla filosofia del metodo organizzativo che mi accompagna ormai da due anni. Il bj, nella veste grafica che volevo impostare, ne portava via tanto, soprattutto per la realizzazione del layout mensile e dei decori/abbellimenti fatti di scritte in lettering, disegni, doodles ecc. All’inizio, infatti, ho provato anche a mantenere uno stile più minimal, essenziale, ma questo non mi rendeva affatto soddisfatta del risultato finale. Mi sono messa alla ricerca della mia “agenda perfetta” che doveva rispecchiare alcune caratteristiche di base: praticità, layouts già preimpostati, tanto colore, spazio per la personalizzazione da realizzare anche a distanza di giorni. Navigando sui siti web dedicati alle novità nel campo della cartoleria moderna…eureka! Mi sono imbattuta nella “plannermania”.

Ma cos’è un planner e quali caratteristiche deve avere? E’ una nuova concezione dell’agenda, utile per organizzare e gestire al meglio il tempo e gli impegni. Si presenta con un folder colorato in simil pelle tinta unita o stampato, con anelli (di solito 6) e in diversi formati (pocket, A6 Personal, A5). Insomma, una taglia per ogni esigenza da portare in borsa o da tenere sulla scrivania pronta all’uso per la pianificazione delle giornate di lavoro/studio.  Ha fogli (detti refills) prestampati mensili e settimanali vendibili separatamente o compresi nel kit dell’agenda stessa.  La mia scelta è caduta sulla linea della Carpediem by Simple Stories.

Questa azienda americana (una delle tante in commercio) ha, come potete vedere, una bellissima linea colorata di agende, complete di stickers, die cuts, whashi tape, paper scraps ecc, dedicati a ciascun modello, in linea con i diversi stili e colori. Per orientarmi fin da subito nell’eventuale acquisto e per valutare le spese di spedizione e dogana più convenienti, ho “spulciato” tanti video su YouTube ed altrettante bacheche su Pinterest. Alcune vloggers consigliavano anche dei gruppi Facebook di vendita diretta e tra questi ho scelto  “Mondocartogadget di Giorgia”. L’ho contattato subito ed in pochissimo tempo ho ricevuto il mio primo planner, con una spesa di spedizione molto conveniente e nessuna quota dogana. Wow! La dimensione che ho scelto è personal (A6), che vedete qui in basso in foto, di un romantico rosa pastello:

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Ho acquistato a parte su Amazon un tablet di mini stickers per decorarla.

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Poi ho scaricato dal sito della Carpe Diem tanti inserti mensili gratuiti (li trovate alla voce freeprintables) che ho subito stampato ed inserito:

Poiché adoro i cactus, ho scelto delle carte decorate a tema ed ho fatto un setup (impostazione decorativa dell’agenda) con delle adorabili piantine succulente, da sistemare nelle comode taschine aggiungendo una penna a tema nel comodo penloop.

Questa tipologia di agenda lascia spazio alla tecnica dello scrapbooking, che adoro (trovate descritta la tecnica in uno dei miei vecchi post). Infatti ho dedicato, al momento, due pagine ai miei adorabili gatti norvegesi.

Sono soddisfattissima di questo primo quadrimestre e della mia scelta. Spero di avervi ispirato! Intanto sto già sperimentando altro da brava “cartopazza”, e ve ne parlerò in un prossimo post al più presto.

Buona Primavera creativa a tutti 🙂

 

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2019: Organizzazione, progettazione, metodo

Dicembre è il mese di bilanci e dei grandi desideri… niente di meglio che tenere a portata di mano il proprio Bullet Journal. Per chi già lo conosce, sa che si può continuare sempre a sperimentare, per chi non lo conosce ancora, vi consiglio di sperimentare, perché potrebbe cambiare la vostra produttività.

In questi giorni ho scritto una lista nella sezione cosiddetta all’inglese “Brain dump” (letteralmente: cervello libero) in cui ho sintetizzato obiettivi intenzionali a breve, medio e lungo termine. Insomma, una sorta di inventario mentale per migliorare il potere decisionale e prendere le adeguate distanze da ciò che è superfluo. Come dice il creatore del metodo Ryder Carrol:

Il potere del Bullet Journal è proprio questo: diventa ciò di cui avete bisogno in base alla fase della vita in cui vi trovate”.

Quindi, quale momento migliore per imparare a gestire al meglio il nostro investimento in tempo ed energie che l’inizio del nuovo anno?
Ad ispirare questo post è stato proprio il libro di Rider Carroll regalatomi a Natale.

Lo leggo con grande attenzione e ne seguo i consigli, perché apprendere dal web è stato utile, ma entrare nel cuore del metodo è stato illuminante. Ho appreso anche quali sono le motivazioni che lo hanno ispirato ed è stata una scoperta interessante. Inoltre, leggere la traduzione letterale in italiano dei termini in lingua inglese che io continuo ad utilizzare e capirne meglio il significato preciso (per chi ha l’ “agendomania” come me), mi è stato utile per comprendere le vere potenzialità ed imparare ad usare in modo mirato tutte le sfaccettature, comprese sezioni nuove a cui dedicarsi.

L’aspetto positivo del Bujo credo sia il suo potere di farci staccare ogni tanto la spina dei socials (che ormai sono entrati a far parte della nostro quotidiano) ma anche per lasciarci porre l’attenzione su ciò che davvero si vuole, per conoscere meglio noi stessi, per concederci un momento per noi. Per questo vi cito ancora una frase del libro che mi ha colpita:

La riflessione vi aiuta ad individuare ciò che vi nutre, in modo da poter prendere decisioni migliori mentre seminate in vista della prossima stagione della vostra esistenza.

Proprio sulla scia di questa citazione prendo spunto in questi giorni e provo a reimpostare la mia “agenda a punti”, facendo comunque un bilancio dell’anno passato, analizzando cioè le sezioni che ho utilizzato di più e quelle che dovrebbero modificate secondo le mie esigenze, in modo da migliorare le nuove impostazioni e ripartire con il piede giusto. Spero che il nuovo bullet mi faccia da compagno per questo 2019  per il quale le parole d’ordine saranno: organizzazione, progettazione, metodo.

Auguro a tutti un anno pieno di nuove e stimolanti esperienze che arricchiscano il vostro bagaglio, insomma un anno creativo e soprattutto sereno!

A presto!

Bullet journal: secondo semestre 2018

Ciao a tutti, il mese della ripresa e dei buoni propositi è proprio alle porte. Come tutti, credo, provo a vincere la famosa “sindrome da rientro” e tornare alla routine. Per spezzare l’incantesimo delle vacanze, cerco di darmi sempre dei nuovi obiettivi per ripartire con il piede giusto.

In questo mi aiuta tantissimo il metodo di cui via avevo già parlato in un post precedente: il bullet journal, noto anche come metodo agenda a punti. Questo sistema, come affermato dal suo inventore Ryder Carrol: “E′ analogico e ideato per tenere traccia del passato, organizzare il presente e pianificare il futuro„.

A prima vista vi potrà sembrare faticoso, complicato e dispendioso pianificare, personalizzare ed aggiornare nel quotidiano il vostro quaderno, ma poi vi assicuro che, se siete maniaci come me dell’organizzazione, diventerà così un’abitudine ed un’esigenza che avrete la sensazione di gestire il vostro tempo come i pezzi di un puzzle in cui poi alla fine tutte le tessere coincidono. Inoltre potrete, attraverso brevi note, concedervi il privilegio di scrivere di voi stessi e della vostra vita, riconoscendo l’importanza di ogni singolo evento.

Il secondo semestre con il mio bullet Leuchtturm 1917 è stato sempre all’insegna continua della sperimentazione del layout ideale alle mie esigenze e dei vari trackers ovvero delle attività principali (abitudini, routine) o progressi (studio, lettura, attività fisica ecc.).

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Ora che il mio primo bullet è finito, ho acquistato un nuovo quaderno, questa volta uno Scribbles That Matter A5 puntinato Icon version, colore periwinkle blue (già lo adoro!).

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Sono soddisfattissima soprattutto per la qualità della carta (grammatura 100g/metroquadro) e della sua struttura. Ho subito iniziato a pianificare il mese di Settembre 2018 che ho impostato in maniera più minimal, con il layout ideale per le mie esigenze (dopo tantissime prove), scegliendo  i colori pastello dei Zebra Mildliner  per eventuali titoli o dividers. Ho acquistato anche vari tipi di stickers (che vi mostrerò in un prossimo stationery haul) e mi lascio poi sempre ispirare dai tanti illustatori che seguo su Instagram per quanto riguarda il tema del mese.  Come impostazione generale uso la lingua inglese anche se alcuni stickers sono in lingua francese (così provo ad imparare parole nuove ed a tenermi in allenamento).

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Spero di esservi stata utile e di avervi invogliato a provare. Se avete domande o curiosità a riguardo, non esitate a scrivermi. Sarò felice di condividere con voi quanto appreso e vi mostrerò nei futuri post la pianificazione dei prossimi mesi. Vi lascio con una frase che ho usato come incipit del mio Leuchtturm 1917 che si è rivelata poi proverbiale…

“C’è qualcosa di magico nel fatto di mettere le cose per iscritto. Sicchè fissate un obiettivo e scrivetelo. Quando lo raggiungerete fissatene un altro e scrivete anche quello. Andrete a gonfie vele”.

(R.B. Cialdini)

A presto 😉

 

 

 

Stationary haul e non solo, ultimi 3 mesi

Ciao a tutti! Finalmente sono riuscita a portare a termine l′impegno lavorativo conclusosi a giugno, comprese le ultime incombenze burocratiche di questi ultimi giorni. Riesco quindi a rientrare in piena modalità creativa solo ora. Questi mesi di “latitanza dal blog” non sono stati voluti. L′idea di scrivere diversi post non è mancata, ma il tempo è stato tiranno ed ho dovuto dirottarlo su delle priorità a cui non potevo sottrarmi (lezioni, progetti, riunioni, buracrazia varia). Nel frattempo però l′attività creativa non si è interrotta anzi, si è trasformata in gran parte in un lavoro creativo con gli alunni di una delle due scuole presso le quali ho avuto l′incarico. Insieme ad altre colleghe abbiamo partecipato ad un progetto chiamato “A scuola con l’Aquilone” dove ci siamo inventate un laboratorio di riciclo creativo ispirato alla celebre frase del famoso chimico, biologo, filosofo del ‘700 A. L. Lavoisier: “Nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”. Qui potete trovare le foto di ciò che abbiamo realizzato con carta, cartone, gomma eva, bottoni, plastica ecc. Una bellissima esperienza e un grande impegno per noi e per i ragazzi che ci hanno seguito con entusiasmo fino a maggio.

Riguardo al cucito creativo, tutto è rimasto in standby anche perché la mia Zakka N510 è stata in manutenzione per qualche tempo per tornare veloce ed affidabile come sempre. Intanto, mi sono dedicata in questi mesi ad acquisti per la mia Necchi, per il mio bullet journal, per gli esercizi di handlettering e per la mia nuova passione: i watercolours (acquerelli). Vi lascio quindi foto e descrizioni di seguito con qualche link utile!

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Questa è la mia Necchi con il pianale nuovo di zecca. Mi consente di lavorare con uno spazio maggiore, ottimo soprattutto in fase di freemotion. Il libro che vedete sullo sfondo, mi è stato regalato (evviva!) ed è stato utilissimo sia per approfondire la tecnica sia per acquisire nuovi progetti e cartamodelli.

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Per rendere più colorato il Bullet Journal (Bujo), invece, ho scelto diversi colori pastello dei pennarelli della Tombow, perfetti soprattutto per realizzare scritte grazie alla caratteristica punta a pennello (brush); i righelli in acciaio con diverse mascherine sono molto pratici ed utili per la pianificazione e la creazione di diversi layouts; la fantastica penna stilografica Twisbi Eco si è rivelata un’ ottima compagna di “bella calligrafia”; l’astuccio multitasking (ne ho presi 2) è stato ideale per caricare tutta la mia collezione di cartoleria; il libro “Il metodo agenda a punti”, infine, è stato ottimo per spunti ed idee per il mio Bujo.

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I libri che vedete in foto (facilissimi da reperire o line) sono ottimi per iniziare a prendere confidenza con l′hand lettering. Hanno tanti suggerimenti e sono un′ottima guida, ciascuno a suo modo, per scoprire l’arte della calligrafia. Hanno tanto spazio dedicato agli esercizi e sono ideali per farvi diventare degli impeccabili “grafomani  seriali”.

Direi che come bottino creativo per ora può bastare, ma la lista è ancora lunga e alcuni acquisti sono ancora in corso!  Perciò “stay toned” per i prossimi aggiornamenti. A prestissimo…stavolta 😉

Brush lettering “mania”: come ho iniziato

Ciao a tutti! La calligrafia è sempre stata una delle mie passioni. Esercitare questa vera e propria forma d’arte antica (la parola deriva dal greco kàllos, bellezza, e gràphein, scrivere) dà tante soddisfazioni ed è in più la trovo rilassante. Molti dei caratteri usati al giorno d’oggi risalgono addirittura al tempo degli antichi Romani, che per primi trasformarono le lettere dell’alfabeto in arte grafica.

Non importa avere una bella grafia per iniziare a sperimentare, perché la tecnica si può imparare a prescindere dal modo di scrivere. L’attrezzatura di base prevede pennini di diversa misura, inchiostro liquido, carta di buona qualità, ma di bassa grammatura. Se invece ci si accosta allo stile calligrafico moderno e creativo oggi più noto come  hand lettering (studio di nuovi caratteri con forma particolare), allora gli strumenti si sono evoluti. Il mercato offre infinite possibilità tra penne e pennelli. Ma per iniziare in modo economico, come ho fatto io, una matita HB (standard usato perché ha una mina più dura che facilita la rimozione), un righello ed una buona gomma da cancellare sono sufficienti.

Facendo un po’ di pratica su vari font presi anche da Word ho ottenuto buoni risultati, ma non del tutto soddifacenti. Allora mi sono documentata in rete, dove è possibile spaziare  dai vari siti di calligrafia ai blogger e vlogger  più esperti. Ho scoperto un mondo che non conoscevo e, per esplorarlo a dovere, ho acquistato libri dedicati al lettering creativo. Due in particolare sono quelli che mi hanno subito convinta. Sono facilmente disponibili on line e sono davvero completi di tutto.

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Dopo un’attenta lettura sono passata a seguire le fasi di creazione step by step con gli esercizi di base sui fogli guida. Ma come ogni arte, ho dovuto attrezzarmi con gli strumenti giusti suggeriti. Tra i miei preferiti la Brush pen, strumento di calligrafia versatile, scorrevole e divertente.

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Si tratta di una penna che simula il pennello, dotata di una punta sintetica e reperibile in diverse grandezze e colorazioni, non semplicissima da usare per chi è alle prime armi, ma estremamente performante una volta appresa la tecnica (è molto suscettibile alla pressione della mano, come avviene con i pennelli). Ne esistono di vari spessori a seconda di che tipo di scritta si voglia realizzare. Io ho scelto le Tombow.

E’ bastato poco tempo, ma tanto esercizio, perché iniziassi a memorizzare i vari font base. Ho sperimentato anche sul mio  bullet journal ed in questi giorni mi sono divertita a realizzare dei segnaposto personalizzati per la tavola di Pasqua.

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In un prossimo post vi racconterò del mio “bottino” di cancelleria, dei nuovi progressi e degli strumenti preferiti del mese, parte dei quali sono ancora in arrivo e no vedo l’ora di provarli! Quindi stay toned, se vi fa piacere.

Auguri di una serena Pasqua a tutti ed a prestissimo!

 

 

Il mio Bullet Journal: primo semestre

Ciao a tutti! Per gli impegni di lavoro e i ritmi molto serrati degli ultimi tempi, riesco finalmente solo ora a rilassarmi e raccontarvi, in questi giorni di inizio Febbraio, come sta procedendo il mio primo Bullet Journal ( o BuJo).

A questo sistema flessibile e personalizzabile per organizzare appuntamenti, eventi ecc. che ho scoperto l’estate scorsa, avevo già dedicato un post in cui cercavo di capirne le potenzialità sulla base di quanto appreso fino ad allora. A distanza di mesi posso dire che il BuJo mi ha letteralmente conquistata, sia perché ho trovato questo metodo utile ed intuitivo, sia perché attraverso la pianificazione delle mie attività quotidiane, riesco a tenere sotto controllo i vari impegni. Dopo un mese di prova su un semplice quaderno con pagine bianche ho continuato a documentarmi sull’argomento seguendo blogs, vlogs e socials , valutando con attenzione consigli e recensioni. L’inizio ufficiale del mio primo BuJo è legato all’acquisto  on line di un’agenda Leuchtturm1917 color fragola in formato pocket che si è  rivelata da subito perfetta: pagine bianche puntinate e numerate (tot 250), due segnalibri, un comodo indice, tasca interna, buona qualità della carta (80g/m²) .

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Dall’inizio del primo set-up in Agosto 2017 a oggi c’è stata una continua evoluzione relativa, soprattutto, alla mia personale ricerca del layout (=disposizione/pianificazione grafica) “ideale” per le mie esigenze.

PicsArt_02-05-03.08.00Ho creato le diverse sezioni tenendo fede all’ organizzazione originale del designer Ryder Carroll ideatore del metodo:

  • Index (indice numerato dei contenuti delle pagine);
  • Keys (icone utili per la pianificazione degli eventi della giornata);
  • Color coding (codifica delle attività e degli eventi utilizzando i colori)
  •  Future log (calendario con vista annuale);
  •  Montly log (calendario del mese);
  • Weekly log (calendario delle settimane del mese);
  • Daily log (pianificazione giornaliera con eventi in evidenza);
  • Spending log e income log (elenco spese ed entrate del mese);
  • Health tracker  (report dello stato di salute);
  • Habits tracker (report delle abitudini);
  • Mood tracker (report dello stato d’animo giornaliero);
  • Weekly menù (report della dieta giornaliera);
  • Collections (pagine con liste per gestire hobbies, serie tv, elenchi regali, ecc).

Ecco un mix delle pagine del mio BuJo a cui ho deciso volutamente di dare un “taglio  British”:

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Non potevo di certo non dare sfogo alla vena creativa e quindi, ho fatto scorta di prodotti di cartoleria: penne cancellabiliwhashi tapes, pennarelli brush, pastelli acquerellabili, carte speciali, stickers, inchiostri colorati e timbri in silicone. L’esercizio con l’hand lettering (di cui vi parlerò in un prossimo post) mi è stato utilissimo per dare stile ad ogni pagina.

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Trovo che tutto questo lavoro di programmazione, grafica, ordine, sia stato del tempo speso bene. Imparare a focalizzare i miei obiettivi è stato fondamentale per pianificare al meglio gli eventi a breve ed a lungo termine e, perché no, anche a tenere viva la creatività, uscendo fuori dagli schemi delle solite agende. Anche se all’inizio può sembrare complicato, il metodo del BuJo vale la pena di essere sperimentato, e quindi ve lo consiglio, così sarete ancora più efficienti con il minimo sforzo possibile.

A presto 😉

 

 

Un anno pieno di ispirazioni creative

Ciao a tutti! Ormai ci siamo, l’anno volge al termine  e crescono le aspettative per un 2018 carico di buoni propositi. Il 2017 è stato impegnativo sotto il profilo lavorativo in modo del tutto inaspettato, ma soprattutto è stato un anno in cui sono maturati tanti progetti creativi.  Tra le mie fonti di ispirazione c’è la mia splendida gatta norvegese Cooda di 10 mesi che, da quando è arrivata in famiglia, è la mia “fedele assistente”. Si aggira tranquilla e spensierata nella mia craft room, pronta a giocare con nastri, bottoni o con qualunque cosa le capiti a tiro. Nella foto in basso, assiste incuriosita all’assemblaggio di un appendino pensato per la nascita a Novembre della mia nuova nipotina, Giulia.

In occasione delle varie esposizioni feline alle quali abbiamo partecipato in Italia, questa in basso è invece la foto che ritrae la “ghirlanda gattosa” studiata ed ideata su commissione per il catshow: Gattomania 2017, tenutosi presso il Complesso Zeno di Ercolano (16-17 Dicembre). Grande soddisfazione quando è stata consegnata, insieme ai premi in petfood, al primo classificato in gara, uno splendido esemplare di Sacro di Birmania.

Il periodo più creativo è stato senz’altro quello legato alle feste natalizie. Alcuni progetti handmade sono stati frutto di precedenti corsi di cucito, come lo scaldacollo in stoffa e pelliciotto ecologico con custodia in coordinato, ideato poi in diverse versioni.

Altri lavori sono stati riservati al mercatino di Natale di una delle scuole presso la quale sono docente. Con i colleghi abbiamo scelto di realizzare dei manufatti  con l’aiuto dei ragazzi, possibilmente utilizzando carta e materiali di riciclo. E’ stata un’esperienza molto bella e stimolante coinvolgere le mie classi all’ assemblaggio di ghirlande natalizie in polistitirolo, pirottini per cupcake e gomma eva, ispirate ad uno dei progetti del blog Typically simple.

Insieme al mio nipotino di 10 anni, invece,  su iniziativa della sua scuola media, ho contribuito a cucire con la mia inseparabile Zakka Necchi N510, una piccola parte delle Pigotte dell’Unicef. Una bella iniziativa che dura da tanti anni il cui ricavato, apre un cerchio di solidarietà che unisce chi ha realizzato la bambola e chi la adotta e, come dice entusiasta il piccolo Michele: “Zia, è una bambola speciale che può salvare la vita di un bambino in un paese in via di sviluppo!”.

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Come da tradizione, mi sono poi dedicata alla decorazione della casa per le feste. Nuove palline in polistirolo, lana elastica glitterata e decori  sagomati con la fantastica bigshoot; un alberello “puffoso” per la casa in montagna (by cartaprogetto Cucishop Napoli); un portatovaglioli in feltro e gomma eva su indicazione di un tutorial su youtube.

Dulcis in fundo, proprio in questi ultimi giorni del 2017, mi sono “regalata” un corso di cucito creativo per la lavorazione di una borsa patchwork in stoffa ed ecopelle. Come raccontavo in un post precedente, ormai “Una bag tira l’altra”! e quindi non poteva mancare alla collezione.

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Non resta dunque che attendere gli istanti che precedono lo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre e sperare in un 2018 sereno per tutti.

Intanto, mi auguro di riuscire sempre più a trasmettere la gioia di realizzare con le proprie mani  e così, già in questi ultimi giorni del 2017, mi porto avanti ed inizio ad appuntarmi nuove idee creative,  perché come si dice: “Chi ben comincia…”.

Buon anno a tutti!

A prestissimo 😊

 

 

 

 

 

Creatività ed estro…anche in un’esposizione felina!

Si è conclusa lo scorso weekend la sesta edizione dell’ Esposizione internazionale felina di Bari presso il Palaghiaccio. L’evento patrocinato dall’ ANFI (Associazione Nazionale Felini Italiani) è stata un’occasione speciale per tutti gli amanti dei felini come me.

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Una kermesse che ha visto riuniti allevatori, proprietari e gattofili che hanno potuto  ammirare gli esemplari più belli del mondo di tutte le razze riconosciute dalla FIFe (Federazione Internazionale Felini europei) con la possibilità di fare shopping a tema nei numerosi stand di accessori dedicati a questi splendidi animali e conoscere più da vicino le migliori marche del pet food.

All’interno dell’evento, protagonista è stata la giuria internazionale che ha decretato i gatti più belli della manifestazione, dopo un attento lavoro di selezione. In gara anche la categoria “gatti di casa” senza pedegree, ugualmente belli ed adorabli compagni di vita.

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E’ stata un’esperienza bellissima e un sogno nel cassetto che si è realizzato soprattutto perché, a partecipare alla competizione, per la prima volta, c’era la nostra dolcissima Cooda Barracuda, uno splendido esemplare femmina di Norvegese delle Foreste, di appena sette mesi e mezzo, entrata con il suo amore e la sua esuberanza nelle nostre vite il 17 giugno 2017.

Grazie alla proprietaria dell’allevamento Once Upon a Paw’s da cui la nostra gattina proviene, abbiamo partecipato a tutte le fasi preliminari che permettono di accedere alla competizione (visita veterinaria, conferma colore, tolettatura, valutazione dei giudici, punteggio). Felicissimi poi di aver riscosso una nomination ed un terzo posto tra i migliori felini della categoria cuccioli (7-10 mesi).

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Curiosando all’interno della fiera ho scoperto che anche in un ambiente legato alla competizione dei felini, la creatività ha fatto la differenza. Tantissimi allevatori hanno dato spazio al loro estro per rendere le gabbie in cui erano contenuti i vari esemplari, dei piccoli capolavori. Cuscini, cucce, amache e tendine, gli arredi più accattivanti realizzati a mano e cuciti su misura.

Osservare nel dettaglio la varietà di tutti questi manufatti è stata per me una nuova fonte di ispirazione. Prevedo, appena mi sarà possibile, di realizzare con la stoffa tanti progetti “gattosi” e magari dedicarmi ad un allestimento completo per la mia piccolina in occasione di una prossima competizione. Non vedo l’ora 😍

Questioni di creatività “seriale”

Ciao a tutti, negli ultimi tempi continuo a chiedermi, creativi si nasce o si diventa? La creatività è uno stile o un modo di essere? Ho provato a fare una breve ricerca per soddisfare questa curiosità, anche perché è da un po’ che sono diventata “hobbista seriale“.

Secondo gli esperti, definire la creatività in poche righe pare sia difficile. La conferma arriva, infatti, da quanto è emerso nel congresso annuale della Società di neuroscienze del 2013 a San Diego:  “la creatività sarebbe un processo ancora più complesso dell’intelligenza, un fattore personale che conduce alla realizzazione di idee nuove, originali, innovative, capaci di apportare beneficio, soddisfacimento di un bisogno, risoluzione di un problema“. Dunque sembrerebbe che nel nostro cervello, non esista un’area specifica “fonte di idee originali“, così come avviene per altre funzioni celebrali dalle cui scaturiscono azioni specifiche. L’atto creativo resta qualcosa di individuale anche quando si esprime in una dimensione collettiva (come ad esempio nel campo della ricerca medico-scientifica o in ambito artistico, teatrale o cinematografico) ed è prerogativa non solo di un talento naturale, ma anche di fatica, fortuna. Alla base c’è un ingrediente segreto: la passione.

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Quando un’idea prende vita, il percorso più entusiasmante è la motivazione verso l’obiettivo e per quello che si sta per realizzare. Quindi la creatività è in ognuno di noi, forse sepolta, sottovalutata, ma se scaviamo, c’è. Talvolta abbiamo paura addirittura di esprimerla, ma risvegliarla e farla crescere è anche frutto di impegno e tempo.

Questo è quello che è capitato  a me. Da sempre dedico il tempo libero a conoscere e sperimentare il campo dell’ handmade. Quando poi ho scoperto Pinterest (pin=puntina o to pin=appuntare e interest=interesse),  il social sbarcato in Italia nel 2012, il mondo delle idee si  spalancato ed è diventato a portata di clik. Creare un bacino virtuale che offra una così ampia panoramica su interessi e tendenze, è stata una vera genialata!

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Basta inserire delle parole chiave, meglio ancora se in lingua inglese (io di solito uso DIY=D0 It Yourself, Decorations=decorazioni, Flowers=fiori, sew creative=cucito creativo, Handmade=fatto a mano, Home decor, découpage ecc.), ed inizia il viaggio tra milioni di immagini sull’argomento scelto. Si vedono comparire infinite bacheche tematiche dentro le quali si può iniziare a perdersi e ad entusiasmarsi allo stesso tempo. Tutto contribuisce a creare nuove fonti di ispirazione e l’universo di input, porta a navigare quasi senza sosta. Ispirarsi certo è una buona cosa, ma bisogna farlo con astuzia. Copiare risulterebbe eccessivo, meglio quindi rielaborare seguendo il proprio estro, per creare con uno stile che ci rispecchi.

Per  tenere traccia di tutto quello che ci piace sul web e non perdere nulla, niente di più facile che iscriversi dunque a Pinterest, iniziando a creare le proprie bacheche personali a tema. “Pinnare” tutte le immagini scelte e condividerle con il mondo è diventato ormai il mio passatempo preferito.  Questa è la mia grande bacheca che cresce di giorno in giorno e si arricchisce anche delle mie creazioni:

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Un mix delle mie bacheche

 

Ogni volta che scopro una tecnica nuova, un trend di stagione che mi interessa, una ricetta di cucina, non resisto, ed eccomi pronta a navigare. Direi che sono diventata una dal “pin” facile!

E voi amici? Che ne pensate? Siete dei “serial pinner” come me?

A prestissimo 😉

Un centrotavola…in festa!

Quando arrivano le ricorrenze bisogna imparare a giocare d’anticipo. Una strategia che ormai sto cercando di fare mia da quando seguo i tanti crafters dai quali prendo spunto. I progetti creativi, in qualunque tecnica siano realizzati, devono essere progettati anche fuori stagione, o almeno settimane o addirittura mesi prima, così da evitare di essere presi dall’ansia di fare tutto in fretta, spesso con risultati poco soddifacenti.

Quindi, stavolta ho “programmato”, con lauto anticipo, la creazione di quello che sarebbe stato il mio centrotavola della ormai prossima Pasqua 2017. Per me è un rito vero e proprio in generale, in tutte le ricorrenze, occuparmi di apparecchiare la tavola a tema festoso, anche perché ho sempre con me l’intera la famiglia. Adoro, quindi, dedicarmi ad inventare ogni volta uno stile semplice, originale, ma d’effetto, per stupire i miei commensali.

E così, mentre i colori e i profumi della Primavera appena entrata iniziavano ad invadere la casa come una ventata d’aria nuova…

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…mi sono messa all’opera. Per prendere idee sono andata subito su Pinterest e mi sono creata una bacheca per l’occasione, dove ho iniziato a “pinnare” tutto quello che poteva essere utile. Potete trovarla qui e dargli un’occhiata.

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L’idea a cui mi sono ispirata è stata, alla fine, quella dell’Albero di Pasqua. A quanto pare è una consuetudine del Nord Europa, precisamente tipica della Scandinavia. Questo simbolo di prosperità e rinascita sembra proprio che ormai ci stia contagiando, un po’ come è accaduto per la ricorrenza di Halloween. E così ho deciso di sperimentarne una versione tutta mia, sottoforma di centrotavola.

Per avere un consiglio pratico su quali rami o pianta usare, mi sono rivolta subito al mio fioraio di fiducia. Questa è stata la sua proposta:

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Arbusto decorativo

 

Pare sia una pianta arbustiva non ben specificata che, in occasione della potatura, viene poi trasformata a scopo decorativo. Mi è piaciuta subito e, nonostante le sue dimensioni, l’ho acquistata a buon prezzo. Ora non restava che valorizzarla e renderla allegra con i classici protagonisti assoluti della tradizione pasquale: uova, coniglietti, ovette, fiori con colori pastello (io adoro il giallo, il verde acido, l’arancio).

Sono andata a tirare fuori dai miei scatoloni tutto il materiale da home decor che avevo già a disposizione (pittura acrilica, chalk paint, pennelli, colla vinilica, filo di nylon, nastrini, spago da cucina, colla a caldo). Un giro poi tra le bancarelle ed i negozi specializzati in scrapbooking e belle arti per reperire altro materiale (piccoli dettagli in legno, nastro adesivo in tessuto decorato, ovette in polistirolo, carta di riso, tovaglioli per découpage) ed eccomi subito all’opera nel mio tempo libero.

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Materiale lavoro (acrilico, tovaglioli di carta, carta di riso)

 

Man mano che terminavo di dipingere alcuni dei dettagli in legno per poi passare al découpage delle ovette, ho sistemato pezzo dopo pezzo le varie decorazioni per ottenere un aspetto uniformemente colorato.  Ecco il risultato:

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Centrotavola “albero di Pasqua”

 

Che ne dite? Spero vi piaccia. Non vedo l’ora di metterlo in tavola e vedere l’effetto finale che farà. Dimenticavo, per dare al tutto un tocco ancora più personale, ho realizzato un progetto “morbidoso” della rivista “A tutto cucito” book magazine Lumina edizioni: la tenera leprotta Milly.

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Leprotta Milly realizzata a mano

 

Trovate qui rivista, cartamodello e spiegazioni passo a passo.

Serena Pasqua a tutti. A prestissimo 😉